PHOENIX – Il nuovo album “ALPHA ZULU” esce il 4 novembre. Ascolta “Tonight” feat. Ezra Koenig dei Vampire Weekend

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L’acclamata band francese PHOENIX vincitrice di un Grammy annuncia oggi il nuovo album “ALPHA ZULU” in uscita il 4 novembre 2022 via Loyaute/Glassnote Records.

Album pre-order: wearephoenix.lnk.to/Alpha-Zulu 

Prodotto dalla band stessa e registrato al Musée des Arts Décoratifs di Parigi, che si trova al Palais du Louvre“ALPHA ZULU” è tutto ciò che i Phoenix sanno fare al meglio: melodie accattivanti e disinvolte accompagnate da una produzione sempre innovativa, che hanno dato vita a ciò che è destinato a diventare uno degli album del 2022.
In effetti “ALPHA ZULU” – il primo album della band dopo l’acclamato disco del 2017 “Ti Amo” – ci ricorda immediatamente ciò che ha reso i Phoenix una delle band più amate degli ultimi due decenni, un’ulteriore testimonianza della duratura influenza che la band ha avuto, e continua ad avere, sulla cultura pop.

Ad accompagnare l’anuncio del disco, la pubblicazione di un nuovo brano e del relativo video, dal titolo “Tonight” un duetto con Ezra Koenig dei Vampire Weekend. Il risultato è semplicemente sublime. Il video, diretto da Oscar Boyson, è stato girato a Tokyo e Parigi (in parte nello studio della band al Musée des Arts Décoratifs), con Ezra e i Phoenix che si trovano in luoghi simili ma in parti del mondo completamente diverse.

Guarda il video di Tonight feat. Ezra Koenig: https://youtu.be/FxTCTAnTP6Q

Come documentato nel loro libro del 2019, “Liberté, Egalité, Phoenix“, Thomas Mars (voce), Christian Mazzalai (chitarre), Laurent “Branco” Brancowitz (chitarre, tastiere) e Deck d’Arcy (basso) sono stati come una famiglia. Il libro si conclude con Branco che afferma che per la prima volta nella loro esistenza – uno che ha prodotto alcuni degli album pop-rock più elegantemente concettuali del secolo – lui e i suoi fratelli avrebbero voluto provare a intraprendere “the path of least resistance” e vedere dove li avrebbe portati.

Quando a causa della pandemia si sono dovuti allontanare, nella primavera del 2020, sapevano che difficilmente si sarebbero visti di lì a breve. I Phoenix non erano abituati a lavorare singolarmente a nuova musica per cui in quei mesi di allontanamento non hanno prodotto nuove idee. Quando però sono stati finalmente in grado di rivedersi e riunirsi, mesi dopo, “we were almost in a trance“, ha affermato Christian. Oltre a questa nuova sensazione quasi ultraterrena, è arrivata l’opportunità di un nuovo incredibile luogo di registrazione. “We felt it would be a fantastic adventure to create something out of nothing in a museum,” ha detto Branco. “And so with the pandemic, we could live exactly this scene, to be alone in an empty museum.”.

Durante il lockdown potevano accedere al museo solo attraverso una porta piuttosto distante che li costrungeva a una passeggiata di 10 minuti attraverso stanze buie e vuote, piene di storia  e di arte. Le torce del loro telefono illuminavano statue drappeggiate, quadri e anche il trono d’oro di Napoleone. “I was a bit afraid, when there was too much beauty around us, that to create something could be a bit hard,” ha affermato Christian. “But it was the opposite: we couldn’t stop producing music. In these first 10 days, we wrote almost all of the album.”.

In questa occasione hanno navigato da soli in questa esplosione di creatività, guidati dallo spirito del compianto Philippe Zdar, il loro più profondo collaboratore e amico, scomparso nel 2019. “We lost more than ever, almost”, ha detto Christiam di Zdar, un bon vivant, il loro spirito guida nell’album di svolta  “Wolfgang Amadeus Phoenix”. “We had many moments where we could feel his ideas. Jeté, that’s a word he would say, when you’re throwing something very fast.” .

In effetti, si nota una nuova scioltezza qui per i Phoenix, un incontro di emozioni, stili ed epoche nato dal folle incubatore stilistico che è stato il Musée des Arts Décoratifs: “The Only One“, con le sue  percussioni rain-drop, si scontra con “All Eyes on Me” violenta, quasi una techno-mitragliata; c’è un focus sullo “spazio negativo” – un concetto molto zdarian che riecheggia nelle pareti bianche del museo – e un senso di puro romanticismo, sebbene sfumato con una matura comprensione di quanto preziosa diventi quella sensazione con il passare degli anni.  “My Elixir,” una canzone solitaria e distante con un ritmo dolcemente brioso che ha tutta l’aria del karaoke cantato in un bar vuoto. “Tell me anywhere is home,” Thomas supplica: “Can we go home?”. Stava pensando a come in  “Ti Amo”, i Phoenix riescano finalmente a dire “I love you” – “but in a different language”, ha ammesso. Vivendo ora in una situazione che assomiglia a uno scenario apocalittico americano, la situazione richiedeva immediatezza. Fu allora che Thomas scrisse l’unica canzone dell’album che non era stata composta in studio. I suoi compagni di band gli hanno inviato un lungo loop senza ritornello e gli hanno chiesto di registrare un flusso di coscienza. Il risultato è la traccia di spicco dell’album, “Winter Solstice” che potrebbe essere la canzone più triste dei Phoenix, che pulsa gradualmente dall’oscurità alla luce. “Turn the lights on / Find me a narrative / Something positive / This requiem played a few times before,” , canta Thomas.

Lavorare al Musée ha in un certo senso portato i Phoenix al punto di partenza.
Da ragazzini cresciuti a Versailles, si erano ribellati all’opprimente classicismo francese intorno a cui erano cresciuti: l’idea che la cultura appartenesse a un museo. Eppure, ecco quattro dei più importanti ambasciatori culturali di Francia, che fanno il loro prossimo lavoro in uno spazio del genere. E la cosa ha funzionato perfettamente: lontano dalle mostre al Musée des Arts Décoratifs, il loro studio è diventato uno spazio di contenimento per un miscuglio di opere: Dalí accanto a pezzi medievali e sculture di Lalanne.“The backstage of the museum is like a mashup,” ha detto Deck “It’s very pop in a way – like how we make music.”.

TRACKLIST ALBUM
1. Alpha Zulu
2. Tonight feat. Ezra Koenig
3. The Only One
4. After Midnight
5. Winter Solstice
6. Season 2
7. Artefact
8. All Eyes On Me
9. My Elixir
10. Identical

PHOENIX sono anche entusiasti di annunciare un tour mondiale previsto per questo autunno. Un’esperienza, il live della band, assolutamente da non perdere: un’esplosione di pura energia e colori sostenuta da una produzione eccelsa di livello superiore, portando live i cavalli di battaglia del loro repertorio e i nuovi brani in arrivo.
Il tour farà tappa anche in Italia, il 18 novembre, all’Alcatraz di Milano – i biglietti saranno disponibili a partire da venerdì 10 giugno sul sito della band –  e le date in Nord America saranno aperte da PORCHES.

PHOENIX TOUR DATES:

September 7 – Chicago, IL – Riviera Theatre *
September 9 – New York, NY – Radio City Music Hall *
September 11 – New Haven, CT – College Street Music Hall *
September 13 – Boston, MA – Roadrunner *
September 15 – Philadelphia, PA – The Fillmore Philadelphia *
September 16 – Washington, DC – The Anthem *
September 19 – Nashville, TN – Ryman Auditorium *
September 20 – Indianapolis, IN – Egyptian Room *
September 22 – St. Louis, MO – The Pageant *
September 23 – Bentonville, AR – FOR_MAT Festival
October 6 – Los Angeles, CA – YouTube Theater *
October 7 – Berkeley, CA – Greek Theatre *
October 10 – Denver, CO – Mission Ballroom *
October 12 – Kansas City, MO – Arvest Bank Theatre *

October 13 – Dallas, TX – South Side Ballroom
October 14 – Austin, TX – ACL
October 18 – Mexico City – Pepsi Center
November 16 – London, UK – Brixton Academy
November 18 – Milan, IT – Alcatraz Club
November 20 – Berlin, DE – Columbiahalle

November 22 – Brussels, BE – Ancienne Belgique
November 23 – Brussels, BE – Ancienne Belgique

November 25 – Amsterdam, NL – Paradiso

November 26 – Amsterdam, NL – Paradiso (sold out)

November 28 – Paris, FR – Olympia (sold out)
November 29 – Paris, FR – Olympia (sold out)

* with Porches

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