Ci sono dischi e band che sono assolutamente immortali e, in questo elenco, i nomi di band italiane non sono molti; sicuramente ci rientrano i Litfiba che, in occasione dei 40 anni di 17 Re sono tornati ad esibirsi nella loro formazione originale (con addirittura ospiti speciali Francesco Magnelli e Daniele Trambusti, presenti all’epoca delle registrazioni): avere la fortuna di vederli a Firenze suonare note di brani magici come “Apapaia”, “Re del Silenzio” o “Ferito” è un’emozione indescrivibile e tre generazioni di fan sono lì per quello, ai piedi di un Piero Pelù quanto mai in forma, che si erge a vero e proprio capo-popolo e attacca senza mezze misure l’imperialismo, Trump, Israele e il governo italiano, non mandandole a dire e certificando una volta di più la sua anima pacifista e anti-militarista.
Coadiuvato da un Ghigo Renzulli ispirato, da un Gianni Maroccolo il cui basso “mangia-tutto” punteggia i brani con una classe infinita e dalle tastiere suggestive del Marchese Aiazzi, Pelù dimostra ancora una volta tutte le sue doti vocali e la sua energia: siamo probabilmente di fronte al miglior cantante rock italiano e sentirlo intonare brani come “Pierrot e la luna” o “Resta”, mentre arringa il pubblico (esaltato e coinvolto come non mai) è un privilegio assoluto.
I Litfiba si riconsegnano alla loro gente e restituiscono a Firenze tutto l’amore che Firenze gli ha elargito in questi 40 anni e oltre; è una storia d’amore che non finisce ma si rinnova, unione di anime musicali che si ritrovano e ripensano (per chi c’era…) a quella magica notte al Tenax del 12 maggio 1987.
Firenze continua a tenere aperti i suoi occhi, anzi spalancati e a farsi inebriare dal rock senza tempo dei Litfiba.
Viva El Bandido Litfiba per sempre.
Febbre (Instrumental snippet)
17 Re
Come un Dio
Oro nero
Sulla Terra
Vendetta
Ferito
Apapaia
Ballata
Re del silenzio
Pierrot e la luna
Univers (con Francesco Magnelli)
Tango (con Daniele Trambusti)
Cafè, Mexcal e Rosita
Gira nel mio cerchio
Cane
Resta
Encore:
Il vento
Istanbul
Santiago
Eroi nel vento
La preda
Tex
Cangaceiro