Dal punto di vista produttivo, “Finestre” dei Mezzanotte è un caso interessante: nasce come brano da palco prima che da studio. Il trio toscano — attivo dal 2018 nel Valdarno aretino — ha scritto e provato il pezzo in sala, poi lo ha collaudato dal vivo in diversi concerti in giro per la Toscana, raccogliendo un riscontro immediato dal pubblico che ha spinto la band a portarlo in studio per un paio di sessioni di registrazione decisive.
L’ossatura originaria — chitarra, basso, batteria — resta ben riconoscibile anche dopo il lavoro di produzione, che ha aggiunto ukulele, percussioni e alcune programmazioni senza però appesantire l’arrangiamento: l’obiettivo dichiarato era mantenere l’immediatezza da “canzone da chitarra in spiaggia”, puntando sulla cantabilità e sui cori nel ritornello.
Sul piano sonoro, è un cambio di rotta rispetto ai due singoli precedenti, “Presi Male” e “Bisbigliare”, più cupi e introspettivi: qui la chitarra ritmica guida il pezzo, le tastiere lavorano da tappeto armonico, e il tempo si fa più veloce e diretto.
Il testo si muove su due livelli — la cronaca minuta di un appartamento estivo (tapparelle, caffè, passi lenti) e la metafora delle finestre come soglia tra il restare fermi e il tornare a vivere — con il verso “le finestre da aprire in caso di emergenza” come fulcro concettuale del pezzo, da cui secondo la band è nato tutto il resto, testo e video insieme.
Il videoclip, produzione DIY al 100% (ideata, girata e montata dalla band), traduce visivamente questa struttura con tre finestre affiancate, una per ciascun membro, riprese separatamente e montate insieme, fino alla scenografia finale in plexiglass rotto.
Andrea Monteferranti (voce, tastiere), Elia Vignogna (basso, chitarre, synth bass) e Mattia Alberto Righeschi (batteria) confermano così, con “Finestre”, una gestione autonoma di scrittura, registrazione, mix e produzione che li accompagna fin dagli esordi con “Civico 43” (2019).