Live report Dauwpop 2022

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Si può andare a un festival in bici, quelli veri di due giorni che durano 12 ore mentre tu guardi la musica e disponi di una non indifferente e alquanto curata -sebbene il Paese dove sei non è proprio tra i primi nella cultura del cibo- offerta food e drink mentre pargoli girano cuffiati con le nonne, le persone stanno sdraiate sull’erba e tutto va bene. Oddio magari non il gps che ti localizza a 60km mentre sei nella pineta (lassù i batavi li chiamano VacantiePark, ma insomma noi maremmani saremo per la pineta attrezzata).

Dicevamo ci si può andare? Insomma sì, si può fare. Anche rischiando al buio la sera per le stradine che sembrano quelle della Bassa ma se tu fai la stessa cosa verso Brescello ti tirano sotto il cofano dell’auto. Ma magari c’è differenza culturale, come quella di un ingresso vip comodo, la navetta che ti porta dalla remotissima stazioncina di Nijverdal al luogo del festival (che però se cercate su google maps c’è. Perche si tiene da anni e se cercate 7 anni fa c’eravamo già)

Sette anni fa era diverso. Più piccolo, su un giorno. Il periodo dell’anno è sempre più o meno quello pentecostale, e diciamo che può essere considerato, almeno per chi vi scrive una prova se ci si fa o meno dopo due anni di nulla (spoiler: ci si fa, dopo che non ci si crede ma la gente sul palco era così illuminata bene che non è che capissi molto). Ora il Dauwpop 2022 si è spalmato con due giorni, tre palchi principali, altri side ricreativi. Insomma una proposta che convince molto, anche se nello stesso periodo è un fiorire di festival simili in Olanda. Ma questo ha il respiro internazionale maggiore rispetto agli altri. A fianco degli Eroi di casa (e scusate se c’erano tutte le band forti da arene e soldout) anche gli Editors, che però non mandano soldout la giornata e fanno un po’ basiti nella setlist con le nuove che non saprei come giudicare, i The Waterboys, Paceschifter, Sports Team, Wolfmother e Balthazar.

Il Dauwpop ha una storia piuttosto lunga: il festival pop viene organizzato il giorno dell’Ascensione dal 1995. Band come The Cult, Within Temptation, White Lies, Nothing But Thieves e decine di altri gruppi (inter)nazionali si sono esibiti sul palco di Hellendoorn. Anche per l’edizione 2022 la programmazione è stata molto varia (dal teatro all’hip hop, dal pop al metal) e prometteva molto per le migliaia di visitatori che ogni giorno si recavano al festival. Non sono certo rimasti delusi, perché c’erano molti spettacoli eccellenti da godersi.

I boschi di Hellendoorn sono un luogo ideale per stare e lo sono anche per i giornalisti presenti. Molti visitatori hanno vissuto il loro primo vero festival da secoli e lo stesso hanno fatto diverse band. ANiente può ostacolare il successo di un festival. Anche gli dei del tempo sono stati benevoli con l’organizzazione, perché la temperatura era gradevole e non c’è stata quasi pioggia durante i due giorni.

 

Soprattutto il secondo giorno è quello dove si nota che le persone sono venute al festival soprattutto per un gruppo specifico.  Una grande folla di fan dei De Staat si è posizionata davanti al Bud Main Stage per rendere lo spettacolo della band un grande successo. Di per sé, la band non ne ha nemmeno bisogno, poiché lo spettacolo offerto si rivolge al pubblico di ogni festival. Il cantante Torre Florim (vestito in doppiopetto) e il tastierista Rocco Hueting (con mantello antipioggia) rubano comunque la scena con la loro danza in Pikachu. Inoltre, lo spettacolo di luci della band è perfetto: passano tutti i colori dell’arcobaleno.

L’interazione tra la band e i fan è sempre speciale con i De Staat. Il freddo Florim questa volta ha notato qualcosa nei suoi seguaci: “Ti piace battere le mani, vero? Anche a me piace battere le mani, battere le mani è amore”. È una festa soprattutto in occasione della canzone preferita dai fan, Witch Doctor, dove si crea un enorme moshpit in cui tutti si scatenano in modo pacifico. I fanatici del crowdsurfing sono sfortunati: purtroppo questo è vietato dalla sicurezza. Dopo lo spettacolo di De Staat, Balthazar prende il sopravvento sul grande palcoscenico. La formazione belga era presente anche nel 2019 durante la precedente edizione del Dauwpop. Anche questa band ha un seguito di fanatici e questo si sente durante lo spettacolo. Con il loro sound alla moda, i signori della zona di Kortrijk e Gand sanno come affascinare i loro fan. Alcuni fan sono pronti per il consiglio “Raise your glass to the nighttime” di Blood Like Wine, mentre molti bicchieri di vino ben riempiti vengono alzati in aria. Inoltre, il suono a volte roboante è molto apprezzato dal pubblico del Dauwpop. Balthazar è un degno rappresentante della vivace cultura pop fiamminga.

In chiusura, gli Editors sono saliti sul palco in un tendone gremito, che si è rivelato un successo clamoroso, nonostante un piccolo contrattempo all’inizio della settimana. La band del frontman Tom Smith aveva annunciato poco prima del festival che il chitarrista Justin Lockey avrebbe dovuto saltare la stagione dei festival. Tuttavia, stasera è sostituito in modo eccellente dall'”amico e settimo membro non ufficiale della band” Nick Willes. La scaletta contiene una serie di fragorose sorprese, visto che vengono eseguite ben quattro nuove canzoni. Questo dà a Dauwpop e al pubblico olandese un bello scoop. Il nuovo singolo Heart Attack apre lo spettacolo, creando immediatamente l’atmosfera giusta. Durante Sugar e Smokers Outside The Hospital Doors, le migliaia di fan cantano a squarciagola.

L’arredamento austero è suggestivo, ma la band non ne ha bisogno, anche grazie all’espressione e all’entusiasmo di Smith, che distribuisce spesso baci. Gli Editors sono soliti concludere i loro concerti con la canzone da festival per eccellenza, Papillon, ma questa volta hanno scelto di chiudere il Dauwpop 2022 con la bellissima ballata No Sound But The Wind. L’ora e mezza è volata, ma tutti possono tornare a casa con una sensazione di soddisfazione.

 

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