controluce, dieci tracce fatte in casa: come lavorano i sokind

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Nei crediti di controluce compaiono due nomi soltanto, e compaiono ovunque. Scrittura, composizione, produzione, arrangiamento, registrazione, voci, programmazione, mix e master: tutto firmato da Massimiliano Lorenzin e Lorenzo Milan, cioè i sokind, duo di Vicenza attivo dal 2023. controluce, uscito il 25 settembre con distribuzione DistroKid, è il loro primo album, dieci tracce per 32 minuti e 34 secondi, e il primo cantato interamente in italiano dopo le uscite in inglese degli inizi.

Sulla carta i ruoli sono chiari: Lorenzo produce musica da anni, Massimiliano scrive e canta. In pratica il duo descrive un processo molto più circolare. «Un beat può far cambiare una frase e una frase può far cambiare un arrangiamento», spiegano. I pezzi passano più volte dall’uno all’altro prima di chiudersi, e si sente nel modo in cui testo e produzione stanno insieme: nessuno dei due sembra appoggiato sull’altro a lavoro finito.

La base resta elettronica, però ogni brano ha il suo passo. “Respirare” apre con un andamento morbido, dal sapore quasi soul, che lascia molto spazio alla voce e ai testi. “Fantasmi” accelera, spinge di più sull’elettronica e costruisce tensione su un beat più serrato e insistente: è il pezzo dove si sentono di più gli ascolti internazionali da cui il duo è partito. “Sale nell’acqua” riprende a muoversi dopo i toni più raccolti di “Lontano da te”, mentre “Allora ciao” si apre con una voce sintetica prima di entrare nel suo ritornello a ripetizione.

Il caso più interessante, per chi guarda alla produzione, è “Temporale”. Il testo parla di solitudine e della sensazione di non essere visti, e i sokind raccontano di aver evitato di proposito che l’arrangiamento seguisse in modo ovvio il peso delle parole. Il contrasto funziona: l’effetto è quello di qualcuno che risponde che va tutto bene mentre dentro succede altro. È la stessa distanza di cui parla il brano, portata sul piano del suono.

In chiusura “Ricordi” parte con un passo pesante e si scioglie a poco a poco, accompagnando un testo sul lutto che passa per oggetti e abitudini quotidiane. Nessuna traccia arriva ai quattro minuti, la più lunga è “Errori ben riusciti” con 3:49, e l’album tiene un’identità sonora molto compatta dall’inizio alla fine.

Anche il lato visivo segue la stessa logica. I dieci Official Visual sono stati girati tutti nello stesso set, a camera fissa, con azioni diverse per ogni traccia e i testi sincronizzati con un effetto macchina da scrivere, e il duo li ha sviluppati mentre lavorava ai brani, senza rimandarli a disco finito. Per un progetto che controlla ogni passaggio, dall’idea al master, controluce è una buona dimostrazione di quanto si possa ottenere lavorando in due, con i propri mezzi e con le idee chiare su dove si vuole arrivare.

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