Vita da Musico: Gabriele Slep

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La musica è un dono della vita e, anche quando si hanno gusti, etnie e culture diverse, in un modo o nell’altro, riesce a creare un dialogo tra più parti, ma soprattutto riesce ad unire.
Correva l’anno 2019, ed era da poco uscito il mio singolo: Il Mio Posto Nel Mondo. E visto che non avevo molti soldi per affidarmi ad un buon ufficio stampa per la promozione, ma avevo a disposizione un ottimo chitarrista, Marco Manzella, e dei buoni amici, chiacchierando con uno di loro un pomeriggio ci venne in mente di fare una promo diversa, qualcosa che andasse oltre lo schermo di un cellulare, oltre le scarse possibilità economiche e che allo stesso tempo abbracciasse più gente possibile, ovvero suonare per strada live il pezzo ovunque si potesse fare.
Visto che il singolo cita Nolo, acronimo di North Of Loreto, che è un quartiere a Nord Est di Milano, delineammo un po’ i confini di questo mini tour e successivamente i punti strategici dove potevamo trovare più gente possibile, che poi sono i posti che frequentiamo quando andiamo a fare baldoria e bere in giro per locali.
Quindi, dopo questa ACCURATISSIMA indagine di mercato, muniti di una chitarra, una videocamera con un cameramen improvvisato che ringrazio ancora, ma soprattutto di tanto coraggio misto a euforia, iniziammo questo tour.
L’idea, oltre a suonare per strada, era quella di esibirci in stile Flash Mob anche dentro i negozi del quartiere. Fu così che iniziammo il nostro fantastico show all’interno di una vineria che si trova in via Venini.
La prima esibizione era andata molto bene, quindi visto che eravamo galvanizzati ed accanto alla vineria si trovava una lavanderia gestista da dei ragazzi Indiani, con una parola in italiano, una inglese e qualche parola inventata da me, visto che mi posso avvalere della licenza poetica, gli chiesi se potevamo esibirci dentro il loro negozio. Loro capirono subito e con un sorriso bellissimo ci fecero suonare e fu proprio lí che scopri anche che erano dei talentuosi ballerini, visto che quando iniziammo a suonare, loro iniziarono a ballare davanti al loro negozio con la gente che passava e si univa alle danze.
Quella sera suonammo un po’ dappertutto, dentro ad un laboratorio fighissimo che vende piante particolari e biciclette, davanti il Ghèpensi Mi e davanti ad altri locali della zona compreso un Turkish Kebab.
Eravamo sfiniti, ma troppo felici, anche perché suonavamo da 2 ore senza fermarci, solo che ad un tratto sentimmo rumore di rotaie.
Era il Tram 1, lo storico Tram di Milano che passa per le vie di questo quartiere. Fu così che ci guardammo in faccia con un sorriso abbagliante degno da Vanity Fair ed iniziammo a correre verso il tram.
Senza metterci d’accordo avevamo già deciso di suonare lì.
Salimmo sul tram ed iniziammo a suonare il pezzo. Ricordo che ad un certo punto si ruppe anche una corda della chitarra, ma non ci fermammo e continuammo a suonare felici come una pasqua.
Quella sera, se fossimo stati all’interno di un cartone animato, saremmo stati gli Aristogatti nella scena dove suonavano “Tutti quanti voglion fare jazz”. Vidi tanti sorrisi e tante persone che si trovavano lí per caso, unirsi insieme a noi in quella grande festa improvvisata e dall’idea concepita per la promozione di un singolo era nato qualcosa di più grande, qualcosa di umano, ovvero l’unione tra tante persone sconosciute di razze e lingue diverse.
Il giorno dopo entrai su Spotify e mi accorsi che il mio singolo aveva fatto tantissimi streaming. Chiaramente ero felicissimo, ma quella ormai era diventata una cosa secondaria, perché l’esperienza della sera prima mi aveva lasciato dentro qualcosa di immenso, che non si può comprare con nessuna moneta e che mi rimarrà dentro per sempre, e sono sicuro di aver trasmesso qualcosa anche a chi era li insieme a noi.


Gabriele Polizzotto, in arte Gabriele Slep, è un cantautore e musicista siciliano, che da anni vive tra Milano e Roma. Già da bambino viene immerso nel mondo della musica iniziando a studiare pianoforte a circa 8 anni. La sua carriera cantautorale prende luce e forma all’età di 15 anni attraverso il mondo dell’ Hip-Hop, quasi casualmente, ascoltando quello che offriva il largo panorama musicale americano e italiano, ma la sua costante voglia di sperimentazione e la sua estrema curiosità, lo portano nel 2017 ad addolcire le tonalità forti del genere Hip-Hop, per avvicinarsi ad uno stile più dolce che prende il nome di Urban Pop.  La sua voce e le particolari immagini che si trovano all’interno dei suoi brani, fanno di Gabriele Slep un fotografo di sentimenti e stati d’animo che tengono uniti tutti gli ascoltatori.

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