Vita da Musico: Bounce Back

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Chicco di mais. Siamo sinceri, questo brano ci piace proprio. Ci piace tanto perché già ha un nome che è tutto un programma, poi ha un ritmo cadenzato, quasi da ninna nanna malinconica. Ci ricorda uno di quei sogni in cui si protendono le braccia per abbracciare qualcuno, senza realmente trovare il contatto, perché il sogno è purtroppo fantasia. Grain of Corn, questo è il nome del nostro prossimo singolo, rappresenta la riscoperta di purezza, dolcezza, compagnia. È sogno. è malinconia, è rinascita.
Vi abbiamo detto chi siamo? Forse no, scusateci, ci siamo lasciati prendere. Siamo Roberto e Luca, i Bounce Back. Siamo due ragazzi di Milano che cullano un sogno e marciano per raggiungere un obiettivo: fare della musica una professione. Per un attimo torniamo sulla terra, poi torneremo nella nebbiosa atmosfera di Grain of Corn.
Abbiamo iniziato un percorso insieme nel maggio 2019, quando entrambi volevamo comporre e fare musica. Luca aveva le basi, Roberto il nome della band, un’idea di concept album la testa e la voglia di scrivere. Così, con la gradualità e perseveranza con cui cresce un filo d’erba, abbiamo sviluppato idee e brani, oltre che il nostro rapporto personale. Nel corso del 2019 abbiamo registrato demo, mentre il 2020 è stato l’anno della produzione e promozione, nonostante le difficoltà evidenti causate dalla situazione Covid; diciamo la verità, ringraziamo i piani alti che il virus non ci abbia mai toccato da vicino. Comunque, nonostante i rallentamenti, ecco qui con un altro singolo, Grain of Corn, preceduto da “Freedom March”, uscito il 25 settembre e “Give you what you deserve”, pubblicato il 6 aprile. L’album avrà 10 brani, ognuno facente parte di una storia di rinascita chiamata “Bounce Back”, proprio come noi. Le canzoni ripercorrono il percorso di rinascita del protagonista, osteggiato e prosciugato (“you turn me cold and drained”, diciamo ad un certo punto) da un’ombra da cui poi si libera; una volta libero, si dedica agli altri, recuperando rapporti persi e sciupati e trasmettendo energia positiva.
Ma Grain of Corn a che punto della storia si colloca? Si colloca un passo prima della battaglia con l’ombra. Ricorda un po’ il momento in cui l’eroe prende tempo per sé stesso e rimane solo, pensando e raccogliendo energie mentali. Nella canzone il protagonista entra in una dimensione diversa, intima, profonda e sperduta, accompagnato da un’armonia distante, ma gentile. Qui ritrova il contatto, elemento molto importante nella lotta personale. Le ombre ci lasciano soli e la solitudine ne crea altra. Connessione vuol dire salute.
Ecco che ritrova ricordi e immagini pure che aveva sepolto dentro di sé, la cui riscoperta crea un senso di enorme felicità; sono scene di infanzia, scena di dolcezza familiare. In senso più ampio, è un ritorno alla sensibilità e al calore umano, è un ritorno alla vita. Il brano si chiude con una richiesta di aiuto alla madre, che dovrà aiutarlo a camminare come già accaduto da infante; in senso figurato quindi, si invoca l’aiuto nella rinascita personale.
Forte è la sensazione di una dimensione onirica e la visione delle persone amate può essere letta come una presenza, nel sogno, di una persona che non c’è più. Insomma, la malinconia del brano sfocia in una velata speranza, in una carezza delicata, forse reale, forse no.


Il duo milanese BOUNCE BACK è composto da Luca Lodigiani e Roberto Moretti. Insieme lavorano a “Bounce Back”, loro primo progetto discografico full lenght, un lavoro che sviluppa in dieci brani una storia di rinascita dell’individuo, accompagnato dalla musica nella risalita verso l’alto. Con già in cantiere una seconda produzione, il duo ha il suo credo: raccontare momenti di vita, che siano di riflessione solitaria o di apertura al mondo, concentrandosi su particolari stati emotivi dell’individuo.

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