Vita da Musico: Niccolò Marangoni, la mia poetica della nostalgia

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Potrei parlare di Flaubert per molto tempo, non della mia canzone, ma di questo autore e di quanto la sua prosa si impresse su di me e sulla visione del verso come una “sensazione”, dettata da una cosa/casa dolcissima detta “Nostalgia”.
Sì, potrei spendermi molto su tutto ciò, ma quello di cui voglio scrivere è qualcosa di più ampio, dove “Flaubert” ne riempie solo una parte.
Ma è proprio dalla nostalgia che devo partire.
Questa parola, che ha già una sua struggenza interna, deriva dal greco e significa letteralmente “dolore del ritorno”.
Ma ritorno a cosa? A chi?
Questa è la domanda delle mie canzoni, il fil rouge che le lega.
Quando scrivo è come se sbirciassi da un buco della serratura e vedessi qualcosa.
Qualcosa di lontano, ma vicinissimo, al quale sento di essere appartenuto, una “traccia”.
È l’intuizione di questa “traccia” che guida le mie parole, questo istinto di capire a cosa porta, quella sensazione di aver lasciato come una “luce accesa in qualche altra vita”, o un appuntamento in sospeso in qualche caffè.
Oppure ancora di avere perso qualcuno, da qualche parte, è sentire quel dolore di non sapere dove.
Forse tutto questo è un camminare nel buio, una congettura della mente, ma è come se sentissi, scrivendo, di abituarmi al buio a poco a poco e di avvicinarmi sempre di più.
È un viaggiare nei ricordi, influenzati certo dalla vita che vivo e ho vissuto, verso però qualcosa di archetipo che ho sempre avuto dentro, dal mio primo vagito nel mondo.
Come un albero segnato di rosso sulla corteccia, in un bosco fittissimo di cui non ricordavo l’esistenza o forse solo il mio passaggio.
Non si vive di soli ricordi certo, ma non si può nemmeno rinunciare a uno stato dell’animo che ci restituisce persone, luoghi, profumi, luci; e ci distacca dall’ansia frenetica dell’ora e del “subito”.Io sono convito anche che la nostalgia non abbia una accezione negativa, me l’ha insegnato proprio Flaubert, perchè non ci ancora ad una memoria del passato, ma ci slancia a volte verso un desiderio vitale di futuro e forse anche ad un recupero della “pienezza” del tempo e di quella bellezza che non si nota.
Quello che voglio dire alla gente, con le mie canzoni, non è “siate nostalgici” ma aprite le “finestre” guardate bene cosa c’è fuori e poi guardate dentro, noterete qualcosa che non avete mai notato.
Questo è il punto, guardare, fermarsi, dedicare attenzione, “incantarsi” il cuore come direbbe James Joyce.
Il mondo di oggi è schematico, veloce, un passo falso e ti incasella in qualcosa che non vuoi essere.
Ma la bellezza, la cultura non ha schemi chiusi, solo aperture, slanci altissimi e profondità abissali. Però credo sia questo vivere.
Partendo da qui, possiamo ritrovare davvero cosa vuol dire essere pienamente umani e quindi poi capire l’umanità.
Per concludere, penso che non troverò mai quello che ho lasciato in sospeso chissà dove, ma questo mio cercare alla fine, questo scrivere, forse è solo un modo di mantenere la “traccia”, come dei passi nella neve per chi verrà dopo.


Nicolò Marangoni nasce a Noventa Vicentina il 5/2/1999. Il suo percorso artistico ha inizio con lo studio della chitarra acustica e successivamente del pianoforte all’età di 14 anni. Con questi due strumenti inizia così a scrivere le sue prime canzoni. Nel 2016 inizia la collaborazione con il produttore Simone d’Eusanio (noto turnista e arrangiatore per molti cantanti italiani) con cui cresce sia artisticamente che personalmente. Partecipa a diversi concorsi e in questi anni ha tenuto molti concerti con un buon riscontro di pubblico e critica. Sempre nel 2016 partecipa alla scrittura del libro collettaneo “La mia prima volta con Fabrizio De Andrè”, con prefazione di Dori Ghezzi. Attualmente sta lavorando su diversi brani in direzione di un primo album con lo studio Take Away, di Benji e Fede. Le canzoni per Nicolò sono una resistenza al disordine, uno sguardo profondo sulle cose e sulle situazioni di ogni giorno. Il progetto che presenta vuole unire il cantautorato della nostra tradizione con le sonorità pop più moderne. In contemporanea al suo percorso artistico sta studiando “Scienze dello spettacolo” presso l’università di Padova, dove attualmente vive.
Il suo nuovo singolo dal titolo “Flaubert” sarà disponibile in digitale dal 14 ottobre e in radio dal 16 ottobre.

Instagram: https://www.instagram.com/marangoni.nico/

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