Vita da Musico: Las Flores Molestas

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Come cavolo è potuto nascere un album così fuori dal tempo? Pissin’around è stata innanzitutto la reazione di Federico ad una forte delusione amorosa e a dei problemi di salute che per molti anni l’hanno afflitto, oltre a questo il disco esprime una visione della vita che l’autore ha portato a maturazione e coltivava sin da quando era adolescente e già organizzava feste a tema messicano, si interessava di psicologia e, sostanzialmente, anche se in maniera inconsapevole, di musica, film e libri legati alla controcultura nata negli anni 60.
L’album è stato composto a Berlino dove Federico ha vissuto per alcuni anni, e quale città poteva ispirare un lavoro del genere se non Berlino?
Queste canzoni, le idee in esse espresse così come la storia che raccontano, hanno portato Federico a conoscere persone a lui affini che hanno deciso – quasi tutte – di donare il loro contributo artistico gratuitamente, fiduciosi che il disco sarebbe stato apprezzato.
Se il disco avrà successo gran parte del merito andrà a questi amici artisti che non hanno solo inciso: nel periodo in cui viveva a Berlino Federico organizzava delle “Love Parade” acustiche ispirandosi al carnevale di New Orleans, di Rio de Janeiro e al Messico dei mariachi, quasi tutti i musicisti che hanno registrato in questo album hanno partecipato a queste parate o happening svoltisi in locali con il Kit Kat Klub, l’Insomnia Night-Club, il Brunnen70, l’SO36 oppure durante le Naked Jazz Session organizzate dal batterista Eric Vaughn e dal sassofonista soprano Mike Basden entrambi di New York.
Altre parate sono state organizzate a Padova con i musicisti italiani che Federico ha conosciuto e coinvolto nella registrazione del disco quando è tornato a vivere in Italia. Proprio alla prima parata ha conosciuto Amedeo Schiavon, batterista co-fondatore della band, seconda voce e compositore; sono sue le parti psichedeliche di synth e le scimmie gracidanti di Acid Blues!
Il disco è dedicato a questa musa, questa ex ragazza, è dedicato a Federico stesso che nelle canzoni esprime il desiderio di guarire (in particolare nella canzone My Light Is Gonna Shine) e infine è dedicato a tutte le persone al di là delle differenze ideologiche (il titolo della canzone Lovin’everybody è esplicativo). E’ un disco che parla di amore gratuito e incondizionato come nella canzone Hakuna Matata! ma anche di lotta e resistenza, come nella canzone Rosia Montana nata all’interno di una protesta atta a sventare un disastro umano oltre che ecologico.
Stilisticamente Federico ha preferito la forma canzone – solo il primo brano Acid Blues è strumentale – ed ha rielaborato in chiave personale i generi musicali a lui più cari: il blues, il rock’n’roll, il folk, la samba, la bossa nova, il rock anche psichedelico, l’hard rock, il jazz modale e quello di New Orleans e della West Coast (Jelly Roll Morton, Charles Mingus). Anche il brano Acid Blues è jazz (fusion), la linea di basso è ispirata alle atmosfere da spionaggio di Henry Mancini e alle linee cromatiche di Mingus, mentre il solo è volutamente in stile Wes Montgomery.
La prima canzone è stata la bossa nova Minha Querida (la cui armonia è un pò ispirata a Desafinado di Tom Jobim), le parole sono l’inizio di una lunga poesia, all’epoca Federico scriveva una quantità di testi molti dei quali non sono stati poi musicati.
La presenza di 2 brani in stile brasiliano è dovuta a vari motivi: Federico ha sempre amato la Bossa Nova scoperta per caso ascoltando l’album Toca Toca di Toquinho, a Berlino ha collaborato col sassofonista Milo Lombardi che ha inciso il solo di Minha Querida e col quale suonava jazz e Bossa Nova, infine sia lui che la sua ex hanno una passione comune per il Brasile, Federico per il carnevale in particolare… ovviamente!
Una curiosità: quasi tutte le canzoni sono state scritte nel periodo in cui l’autore conviveva col bassista co-fondatore della band Alberto “bebo” Pretto (oggi purtroppo usciamo senza di lui per covidiane ragioni economiche), un suo carissimo amico conosciuto al Conservatorio di Padova e con quale militò per un periodo nella rock-blues band The Beatstream.
La presenza di Bebo in quel periodo blu è stata di grande supporto e ispirazione per Federico.
Pissin’around è un pò il manifesto del disco, una canzone dissacrante in cui Federico, in un rigurgito antifascista e di orgoglio personale afferma citando un pò Jim Morrison “ti amo così tanto che farò la pipì dappertutto, sì la mia acqua di colonia marchierà il territorio (qui l’autore si eleva addirittura ad entità animale quadrupede), tutte le ”little girls” snifferanno la mia pace (gioco di parole) e balleranno intorno all’albero (…)”, può sembrare un attimino volgare è vero ma il senso di questa frase è che non siamo attratti solo dall’aspetto fisico di una persona ma sopratutto dalla sua manifestazione d’amore, dal suo modo di ridere, parlare, ballare, progettare e vedere la vita. Pissin’around infatti significa letteralmente portare l’amore in giro, fare una serenata itinerante, con le parate, la danza, la poesia, i sorrisi ecc… significa porre l’espressione artistica e quella amorosa sullo stesso piano, affermare che sono la stessa cosa e che ogni persona è un artista nel momento di cui esprime il suo amore per la vita o per le persone vicine. La prima (ed ultima) strofa dice “per favore baby non abbassare il volume (della radio), sto solo guadagnandomi i soldi per stare in città, sto vendendo il mio amore come un gigolò…”
La canzone è in puro stile New Orleans, ma è anche circense e cabarettistica, in futuro è in programma una versione in 8D (sintesi binaurale) per dare l’impressione all’ascoltatore di trovarsi fagocitato da un carnevale in movimento! 😀
L’altra canzone programmatica del disco è Lovin’everybody che non sarebbe venuta così esplosiva senza il contribuito dato dalla cantante turca Pinar Tatlikazan (la voce femminile del disco che ha anche interpretato la seconda canzone della tracklist, Hakuna Matata!), dal tubista Glauco Benedetti, dal sassofonista Edoardo Brunello e dal trombettista Sergio Gonzo; questi ultimi 3 fanno parte degli Stellari Marching Band ed hanno suonato anche in Acid Blues e, in particolare, in At The Station! Questa canzone parla della musica come arma culturale e introduce il concetto della famiglia non mono-nucleare, della condivisione di partner e proprietà, una visione un pò utopica ma allo stesso tempo moderna e antica.
Let Me Be Your Doll e Yesterday I Saw My Baby sono due tributi al rock’n’roll di Chuck Berry (uno degli artisti che più hanno influenzato Federico), la prima più pesante, acida, con assoli di chitarra slide distorta, la seconda più clean, rockabilly… e con un bel trombone in contrappunto!
At the Station è la canzone più intensa, quella che racchiude tutto il sentimento d’amore, la delusione e il sogno di un ritorno, di un riavvicinamento. Racchiude anche la visione carnevalesca della canzone Pissin’around perché stilisticamente gioca sulle stesse improvvisazione collettive “piramidali” (dove gli strumenti più acuti, il clarinetto in particolare, improvvisano sopra le linee degli strumenti più gravi come il trombone o il sax tenore) tipiche della musica di New Orleans.
La parta vocale del ritornello finale è nata in maniera estemporanea durante un’esecuzione live al Mauerpark di Berlino, così come la scelta di usare accordi maggiori solo durante quel ritornello per creare un’atmosfera più allegra, festosa, sognante.
Il controcanto di Pinar Tatlikazan sorregge alleggerendolo il blues, il senso di abbandono che esprime il canto di Federico


l progetto Las Flores Molestas nasce a Padova nel 2016 dalle canzoni scritte dal cantautore chitarrista Federico Ficarra, fondatore della band, assieme ad Amedeo Schiavon, batterista, polistrumentista e compositore. Marco Nordio è il tastierista e seconda voce della band. I principali riferimenti musicali della band sono il rock classico, il rock psichedelico, la musica latino-americana, il blues e il jazz. Dopo l’uscita del brano “My Light Is Gonna Shine” lo scorso 24 luglio, i Las Flores Molestas pubblicano un nuovo singolo dal titolo “At the station”, disponibile in radio e in digitale dal 18 settembre.

Fb: https://www.facebook.com/lasfloresmolestas/
Ig: https://www.instagram.com/lasfloresmolestas/?hl=it

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