Vita da Musico: Luk

0

Scrivo di notte, in silenzio, i fari dei motorini a farmi luce a intermittenza; nelle cuffie la voce roca del mostro che rantola. Reggo l’alcol e insieme lavoriamo bene, lui la mia lucidità, io la sua sbavatura.
9 sigarette gravita nell’aria immobile che lascia il giorno, quando il frastuono degli incontri infrange l’anima e diventa un ritornello ossessivo, i cori delle chiese, prega per noi peccatori.
La sofferenza è un ramo secco, spinoso, parassita; si innesta in ogni ferita del mio tronco ruvido e mal ridotto; nella mia solitudine si attacca, viscida sanguisuga. Non le oppongo resistenza; la lascio fare con inusitata cortesia.  Il siero marcio nella sua grana mi fa sentire vivo. A primavera fumiamo insieme e in una nuvola di nicotina prende fiato voce001.
Il mostro, invece, lui divora momenti per sopravvivere. Quando mi fa tremare le mani gli rubo la violenza che mi ringhia contro; quando mi morde l’anima, esule in casa mia cerco l’ossigeno della malinconia.
Ho inanellato una dietro l’altra ogni emozione inseguita, raccolta, modellata, come molliche di pane. Così nasce 9 sigarette; ha gli occhi rossi di un diavolo ma non mi torce nemmeno un capello, è la goccia più profonda del pozzo, la vibrazione del sasso che affonda e affondo, lo specchio distorto nell’eco degli altri.
9 sigarette, una per ogni emozione ammazzata e rifiorita, la mia pianta rampicante.
A guardarlo ora ha preso forma di bambina, indole inquieta e spettinata. La vedo saltare nelle ombre dei tetti per le strade; poi, nell’ora più umida, si siede, gambe stanche e aspetta.
L’attimo buio e freddo prima dell’alba, con lui va a dormire.
Col sole la messa è finita.
Io smetto le cuffie e sto in pace, adesso e nell’ora della nostra morte.

Share.

Comments are closed.