Vita da Musico: AIM

0

Un unico “Gravity”, tre storie diverse

MATTEO CAMISASCA
Devo ammettere che il mio ultimo pensiero di questi ultimi 2 anni era registrare un nuovo disco con i mitici AIM.
Continue sbatte lavorative e un trasferimento in terra ligure. Ora io e la mia bella viviamo a Diano Marina. Vivere al mare è bellissimo…
Io facevo il pendolare su e giù una volta alla settimana. 3 giorni e mezzo al mare e 3 giorni e mezzo in Brianza. Due terre con il loro fascino. Prendevo il treno da Diano il martedì mattina alle 5.30 per essere in ufficio in Brianza alle 10.30. Giorno lavorativo e poi sala prove alle ore 18.00.
Ero stanco? Si! Ma devo dirvi che questo continuo movimento mi ha reso la vita più frizzante.
L’ idea che avrei cambiato posto dopo 3 giorni mi piaceva. Mi dava ulteriore sensazione di libertà.
Ho pensato più volte di smettere di suonare. Sono sempre stato il primo a tirare la carretta della band, stimolando tutti a crederci, a fare pezzi, a provare a cantare in italiano, a trovare date facendo collaborazione con band tedesche, austriache, maltesi ecc… ecc…
A ‘sto giro, la volontà sopra descritta era sparita e quindi magicamente il buon Marco Fiorello, che non ha mai avuto voglia di cambiare una muta di corde, ci ha preso tutti per mano e ci ha accompagnato in questo bellissimo viaggio di nome “Gravity“. Credo che sia veramente l’album meglio uscito degli Aim. Fate conto che è uno dei miei ascolti preferiti quando mi alleno (incredibile) e devo dirvi che ho sempre provato poco piacere ad ascoltare i nostri prodotti finiti, trovavo sempre delle pecche oppure, come per We are sailing, sentivo troppo la mano del nostro bravissimo produttore.
Gravity è segno di libertà e di amicizia. Ci siamo lasciati andare e abbiamo registrato in una sala prove. Abbiamo superato i nostri limiti di stanchezza e di volere diventare delle rock star.
Abbiamo deciso di suonare e di divertirci! Ai giorni d’oggi manca proprio questo. Il più delle volte deve essere tutto calcolato: l’arrangiamento, i suoni, l’immagine ecc… ecc…
Suonare per il piacere di suonare è la cosa più bella ed è quella che porta più soddisfazione personale. Essere felice per quello che sei e che stai facendo dovrebbero insegnartelo a scuola. Invece il tuo presente è condizionato dal tuo futuro e direi, che con tutto quello che sta succedendo a livello mondiale, non regge più il gioco.
Comunque, le batterie di Gravity sono state registrate in 5 ore. Anche qui con una super naturalezza. Sono arrivato alla fine che non sentivo più le braccia ma soddisfatto.
Dopo questo non mi sono più presentato in studio. Ho lasciato tutto in mano al buon Marco Fiorello che ha portato a casa un disco bellissimo, pieno di ottimi arrangiamenti e collaborazioni.
Cosa mi manca degli AIM durante ,sta clausura? Berci una birra durante la pausa e andarci a mangiare una pizza.
LOVE YOU!

MARCO FIORELLO
Nel 2015 ho fatto un viaggio in Messico con la mia famiglia in occasione di un matrimonio di un cugino. Esattamente a Guadalajara, capoluogo dello stato di Jalisco. Successivamente abbiamo visitato Città del Messico per una settimana.
Il primo pensiero su un disco nuovo, e quindi su Gravity, è stato senza dubbio concepito durante questo vero e proprio trip in America del Sud.
Era da qualche tempo che avevo in mente di fare un album con un suono più “legnoso”, passatemi il termine, e quest’occasione è stata perfetta per incontrare il sound tradizionale messicano, così semplice ma così evocativo, e di vedere da vicino e suonare con degli autentici mariachi, nonché scoprire strumenti a corda di cui non sospettavo neanche l’esistenza, come il guitarron.
Così, al mio rientro nella verde Brianza, ho tirato fuori la mia amata e quasi dimenticata acustica e ho iniziato a comporre. Dopo qualche mese avevo già trenta canzoni, allo stato primordiale si capisce, ma che già mi convincevano perchè, rispetto al modo tradizionale di fare musica degli Aim – si parte da un bel riff di chitarra elettrica annegato negli effetti e poi si costruisce il resto – queste nuove idee seguivano un approccio nuovo, molto più diretto e naturale, ovvero linea di voce e accordi. Stop. Accordi e linea di voce. Stop. Accordoni, tanto ritmo e quasi zero arpeggi o giochini vari. Stop. Ero così scimmiato che ho iniziato a chiamare le canzoni con nomi spagnoleggianti, tipo Jacaranda, Xochimilco o Michoacan (ho dei bellissimi provini qui nel computer, se volete ve li condivido!).
Non sono però riuscito a recidere in maniera netta il mio feticismo per le sonorità più dilatate, più nebbiose e tipicamente made in Brianza. Così, già mentre le canzoni uscivano una dopo l’altra e prendevano forma, nel mio cervello si faceva avanti un’idea, all’inizio timida timida, poi sempre più decisa e definita. Ovvero, all’interno dello stesso disco, di sviluppare delle isole sonore con altri mezzi, con altri musicisti che non fossero i gemelli, con altri strumenti e con altri colori che non fossero il grigio granitico del drum & bass made in twins Camisasca.
Quindi ho preso il telefono e ho chiamato un paio di vecchie conoscenze: Luca Vecchi dei NICE e Giuseppe Magnelli, ex-io?Drama. I ragazzi hanno risposto entusiasti all’appello e così è iniziata una collaborazione – che ricordi nella saletta di Cyber Stambekko!! – che ha portato alla nascita e al vestito particolare di Stop Fighting, Sweet Turquoise e Fight back! The weekend.
Per quanto invece riguarda Parallel, il pezzo simil-trap di introduzione del disco, oltre a Giuseppe Magnelli, ha collaborato anche Stefano Elli, SabbionetteStudio, il ragazzo che insieme a noi ha prodotto e registrato Gravity.
Così, mentre le prove con i gemelli andavano avanti più o meno a rilento – ammetto che ho avuto tanti momenti di sconforto in cui credevo che, per un motivo o per l’altro, non saremmo mai riusciti a fare un altro disco (ma ne parlerò dopo) – io portavo avanti la parte più eterea del disco con i miei fidi scudieri, unitamente a ettolitri di birra, Braulio, altrettanti kg di tabacco e scolapasta riempiti di chiavi e di bulloni per campionare un rullante per Stop Fighting.
A proposito dei momenti di sconforto. Il tour di Finalmente a casa si era concluso a Febbraio 2016 all’Alcatraz, insieme agli amici FASK.
Praticamente siamo stati in tour per dieci anni, mentre continuavamo le nostre vite, lavoravamo, facevamo figli e dischi nuovi, girando tutta l’Italia fino a Malta e altrettanta Europa, dalla Danimarca alla Repubblica Ceca. Ci eravamo fermati. Finalmente. Poi un anno di buio. Penso di non avere visto i gemelli per almeno un anno. Neanche una prova. Ed è proprio in questo periodo che mi parte il trip dei pezzi messicaneggianti e di provare a fare un disco nuovo, come ho già spiegato sopra.
I gemelli latitavano. Non per cattiveria, per carità, ma semplicemente perchè per il loro lavoro si fanno un culo così! Così una sera, dopo una serie di prove annullate all’ultimo, abbiamo fatto un bel discorso: o si continuava a suonare e produrre con la stessa intensità dei good old times – anche se si sa, la vita va avanti e, come dicono i Good Riddance, “life gets heavier every day” – o tanti saluti e arrivederci. Di sicuro a nessuno di noi tre interessa trovarsi ogni tanto a suonicchiare e cazzeggiare in sala prove. E lì ero ormai convinto che saremmo arrivati a una frattura, di avere rotto cioè quell’equilibrio e quella serie di invisibili compromessi che sono alla base di ogni band, aspettandomi risposte legittime tipo “Oh, Fiore, ma che cazzo vuoi! Siamo vecchi! Quello che dovevamo dare l’abbiamo dato etc….”. Invece, come sempre, i miei due compagni mi hanno sorpreso! Come se niente fosse abbiamo fissato le prove da lì a qualche mese in avanti e poi, senza troppe pare, abbiamo registrato Gravity! Così, come bere un bicchiere d’acqua! Vi dico solo che fino a quel momento avremo provato tipo cinque volte in un anno. Pazzesco!
Mentre sto scrivendo, sono ancora incredulo. Poteva non capitare, invece è successo. È questo secondo me il segreto del nostro nuovo album e degli AIM: una voglia infinita di fare musica nonostante tutto e tutti, di stare insieme e di suonare del buon r’n’roll made in Brianza!
Quindi, per concludere, Gravity lo dedico a miei due compagni di mille e una avventura e ormai fratelli, Marco e Matteo Camisasca.
A Marco, per avermi insegnato a non avere paura di niente e a non arrendermi mai.
A Matteo, per avermi insegnato a rompere i coglioni alla gente e a prendere la vita con più easiness.
Vi saluto.
Rock on & stay strong!
Vostro,
Marco Fiorello

MARCO CAMISASCA
Registrare un altro disco???
Non ci penso nemmeno, è una sbatta assurda e con 2 figli piccoli da accudire e un lavoro bellissimo, che però mi impegnava dalle 12 alle 18 ore al giorno, era l’ultima cosa che mi passava nel cervello… Poi però ogni tanto sentivo quelle vibrazioni legate a tutte le nostre esperienze, i live davanti a migliaia e a zero persone, la gente che si incollava davanti a noi o che dopo poco se ne andava perchè non capiva assolutamente cosa volessimo comunicare, le mille birre che ci scassavamo non perchè eravamo alcolizzati ma semplicemente dei fottuti punk senza cresta, le litigate isteriche con mio fratello e batterista del gruppo, i viaggi infiniti ma con un obbiettivo ben preciso e cioè quello di salire su un palco, con qualsiasi impianto audio e luci, con tecnico o non e spaccare sempre tutto, cercando di fare assaporare solo una piccola parte di quello che provavamo mentre suonavamo alle tante persone che ci hanno visto esibirci.
Ecco! Il centro di gravità mi ha riportato con i miei fratelli con cui ho condiviso tutto quello elencato precedentemente e non a caso il disco ha preso questo nome.
Voglio ringraziare anche io il grande Marco Fiorello che è riuscito a ritrascinarmi in questo vortice di grande passione e musica.
Gravity è il miglior disco degli AIM, non perchè lo ritengo il più riuscito ma semplicemente ci rappresenta e parla di ognuno di noi descrivendoci con delle note, atmosfere e colori.
Stay Rock


Gli Aim si formano nel 2003. La formazione originale vede Luca Camisasca alla voce, Marco Fiorello alla chitarra, Marco Camisasca al basso e Matteo Camisasca alla batteria. Nello stesso anno esce per la toscana Inconsapevole Records “Limit of Sight”, il debutto discografico della band: nove brani forti e intensi che richiamano alla mente band come At The Drive-In, Brand-New, Thursday e Funeral For A Friend. Gli Aim si fanno subito conoscere per l’intensissima attività live, sia in Italia che all’estero, con un tour che tocca Germania, Svizzera ed Austria e che prosegue anche nel 2004 superando le cento date in un anno. Nel 2005 esce l’ep “As In Memory” (Inconsapevole Records), seguito da un nuovo tour in Germania a luglio che culmina con un’esibizione a uno dei maggiori festival tedeschi, il Freakstock di Erfuhrt. Nel 2006 Luca Camisasca lascia la band e viene sostituito alla voce da Marco Fiorello; si viene così a creare la attuale formazione degli Aim, e la band passa l’anno successivo in sala prove a lavorare su nuove canzoni. Dopo aver trascorso l’estate 2007 in studio di registrazione a novembre gli Aim interrompono l’astinenza da palco con un nuovo tour europeo che tocca Italia, Svizzera, Germania, Francia e Repubblica Ceca per un totale di ventiquattro date in un mese. Ad ottobre 2008 esce “Spirits of your tide”, secondo album della band pubblicato dalla neonata Via Audio Records e distribuito da Venus. Il disco è seguito ancora una volta da un tour intensissimo, oltre 200 concerti in due anni in Italia e nel resto dell’Europa.
Nel 2009 il disco vede la luce anche sul mercato tedesco, distribuito dalla Zxy con ottimi risultati. Durante il tour gli Aim vengono notati inoltre da Federico Dragogna, chitarra e mente dei Ministri, con il quale nasce un’amicizia ed una collaborazione, che culmina nella partecipazione di quest’ultimo come produttore artistico del nuovo disco della band brianzola: “We are sailing”, uscito in Italia il 3 maggio 2011. Dopo due anni di tour e oltre 150 date, il 10 febbraio 2015 esce “Finalmente a casa”, il primo disco integralmente in italiano, registrato in presa diretta e sotto la direzione artistica di Fabrizio Pollio (io?drama). Finalmente a casa, lanciato in anteprima streaming da Rockerilla, viene licenziato da Tirreno Dischi e distribuito da Believe Digital Italia.
Il 24 Dicembre 2018 esce “Stop fighting”, un EP di 3 pezzi prodotto dagli stessi AIM che preannuncia il nuovo LP dal titolo “Gravity” in uscita il 16 Marzo 2020.

https://www.facebook.com/aimitaly/

Share.

Comments are closed.