Vita da Musico: AZA

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“Faceva caldo, molto caldo. Eravamo in un appartamento da giorni, per scrivere dei brani nuovi. Stavamo sul divano, a mangiare il kebab di Horas, quando ci siamo resi conto tutti quanti che non sopportavamo più la presenza l’uno degli altri e abbiamo deciso di comune accordo di prenderci qualche giorno di pausa.
Quando stavamo per varcare la soglia però, il chihuahua ha fatto suonare il braccialetto elettronico con il quale ci controlla a vista e ci ha costretti a tornare dentro.
Dal dialogo per chiarire la situazione è nata “Mi stressa”, un lamento nella soffocante aria notturna di un balcone di Torino, che abbiamo registrato in fretta e furia perché non sopportavamo neanche più le nostre stesse voci.
Il momento più alto del processo produttivo di questo brano è stato quando il nostro discografico, mesi dopo aver ricevuto la demo, ci ha detto che era il momento di uscire.
Così abbiamo risposto… “Ok allora rifacciamo le voci e andiamo in mix”. E lui: “Ma quale mix? Usciamo così”.
Fondamentalmente quella che ascoltate è la prima demo del brano così come era il primo giorno, o meglio, la notte in cui l’abbiamo scritta.
Con lo scazzo addosso, il kebab sullo stomaco, ma una incredibile voglia di esprimerci.”


Un chihuahua, il cui sogno è diventare famoso, non ha apparentemente nessuna dote artistica. Scopre, però, che i volontari che si occupano di lui potrebbero essere in grado di scrivere canzoni; forma così una band all’ombra della Mole Antonelliana con il solo scopo di far sentire la sua voce. Così nascono gli AZA.

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