Vita da Musico: Ariù

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“Nottetempo nasce da una forte esigenza personale di raccontare delle storie che riguardano sia la sfera personale che quella esterna, osservata però sempre dal mio punto di vista. Dico forte esigenza perchè per tanti anni sono stato la voce di diversi gruppi del milanese e dopo tutto questo tempo sentivo la necessità di mollare tutto e iniziare un mio percorso.

Ho sempre scritto canzoni e suono diversi strumenti. Mi piaceva l’idea di avere una libertà artistica a 360 gradi senza bisogno di scendere a compromessi. Le 4 canzoni che costituiscono
l’EP sono state partorite più o meno tutte dopo questo distacco dalle mie esperienze precedenti. Chiaramente non è e non vuole essere un lavoro unitario. Mi piace pensare a queste 4 tracce come a quattro finestre ben distinte che guardano ad orizzonti diversi. Forse è anche per questo che ho adottato soluzioni musicali molto diverse tra loro. Spesso è il testo che richiama certe ambientazioni sonore.

“Cose nuove” ad esempio aveva bisogno di un arrangiamento asciutto e per così dire “classico” che si sposasse al meglio al significato del testo che è molto diretto e chiaro.
“Semplice” è il primo esperimento radicale che ho provato a fare. Il brano all’inizio era una bossa nova chitarra e voce. Volevo parlare di un amore incompiuto e musicalmente mi suonava sempre troppo vecchia. Così ho deciso di trasformarla usando un ritmo veloce, senza sosta e sonorità elettroniche che la rendessero molto più ballabile. Sono contento di quello che è uscito.

“Niente”, che invece è un brano di denuncia verso tutta musica priva di contenuti, aveva bisogno di un discorso più caotico per farsi sentire e sottolineare il messaggio molto forte. Intatti ho sovrainciso tantissime percussioni ed ho utilizzato anche chitarre distorte. Mi serviva quella “ciccia” sonora.

“Tokyo” invece è probabilmente il primo brano del quale ho scritto la musica, ma l’ultimo a ricevere un testo e questo perchè all’inizio era in inglese e parlava di tutt’ altro. Quando ho deciso di scrivere solo in italiano è nato questo testo che parla di un argomento forse poco trattato, ovvero la noia. La musica richiamava quel tipo di lentezza e ho voluto fare questo esperimento. Devo dire che sono molto contento del risultato, anche perchè penso che sia estremamente attuale. Quanti di noi passano ore davanti ad uno schermo senza fare qualcosa di particolarmente attivo? Il brano comunque non vuole avere un’accezione accusatoria. Non è quello l’obbiettivo. È solo una fotografia della questione dal mio punto di vista. Alla fine la vita è e deve essere anche perdita di tempo. Sono un grande sostenitore di questo concetto. Potresti svegliarti una mattina a 40 anni e capire che non ti sei fermato un attimo per costruirti una vita che alla fine manco ti piace.”


Ariù è una contaminazione di suoni e generi lontani e diversi che confluiscono in un’ unica matrice POP. Il progetto nasce nel 2014 e mette al centro di tutto i testi in italiano e la voce, coadiuvata da intersezioni di pianoforti e chitarre. Nel 2015 pubblica il suo primo LP “I” e partecipa al Campus della Musica di Firenze, importante progetto nato per valorizzare la musica emergente in Italia. Insieme
al Campus pubblica nel 2017 il singolo “Straniero” che entra a far parte della Compilation Vol. 1 distribuita dalla Universal e partecipa al tour nazionale di promozione del disco che gli permette di suonare nelle più prestigiose venue di Firenze, Genova, Torino e Roma.
Negli ultimi 2 anni lavora sul suono e la sperimentazione, alternando il calore del suono acustico e la modernità di quello elettronico.
Da questa alchimia nasce il suo nuovo EP “Nottetempo”. Nottetempo è una parola davvero poco utilizzata, e che racchiude tutto il percorso lavorativo che ha portato al termine questo “piccolo” disco. Riflessione, malinconia, noia, solitudine, ma anche nuovi propositi, idee, creatività, transizione che porta al cambiamento.
Nottetempo è stato registrato al blapstudio di Antonio Polidoro.

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