Vita Da Musico speciale ESNS20: Bruno Bavota

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Può la musica salvarti la vita? 

É la prima domanda che mi sono posto quando quest’ultima è entrata nella mia vita, prima da mero ascoltatore ed in seguito da musicista. Sono Bruno Bavota e credo fortemente che la musica mi abbia salvato la vita. Ho iniziato a suonare la chitarra a 26 anni. In casa c’era una chitarra mancina di mio fratello ed io, destro naturale, ho iniziato ad essere affascinato da quello strumento tanto da iniziare ad imparare a suonarlo da mancino. Qualche anno più tardi ho scoperto il pianoforte, il cui suono ha letteralmente colmato un enorme vuoto interiore. Vi scrivo a fine gennaio, un mese che è stato per me intenso ed emozionante…un mese da ricordare, per me e per la mia musica. Sono di ritorno dalla fantastica esperienza del Eurosonic Noorderslag, uno degli showcase festival più importanti d’Europa. É una di quelle esperienze che ogni musicista dovrebbe avere la fortuna di fare, dove comprendi la vera forza della musica e la bellezza del confrontarsi con chi fa il tuo stesso mestiere e con chi lavora con e dietro la musica. Ho suonato nella Nieuwe Kerk di Groningen e nonostante la fortissima ansia di un line check di 30 minuti, è andato tutto alla grande! Ho da poco avuto la notizia che suonerò al prossimo Tauron Nowa Muzyka festival, nello stesso cartellone di Cigarettes After Sex, Underworld, Flotating Points, Anna Calvi, Soap & Skin ed altri fantastici artisti. Questa sera ho appuntamento con “The New Pope”, andrà in onda l’episodio numero 7 della serie di Paolo Sorrentino e ci sarà un mio brano. É ancora Gennaio, un mese in cui è andata via prematuramente una stella del NBA, a ricordarci che non dobbiamo sprecare neanche un istante della nostra esistenza, che non abbiamo tempo di perdere tempo ma di sfruttare ogni singolo giorno per cercare di fare ciò che realmente ci fa stare bene. Buona musica. 

Bruno 

Già ampiamente seguito da noi di Lost in Groove, ricordiamo che Bruno Bavota, presente quest’anno nel plotone italiano a ESNS, è un compositore e polistrumentista neoclassico italiano, Bruno Bavota si colloca perfettamente nella scena modern-classic, tra mondi alternativi che spaziano dal pop pianistico alla musica classica. Muovendosi abilmente tra pop da camera e modern-classic, già paragonato ad artisti del calibro di Dustin O’Halloran, Nils Frahm, Ludovico Einaudi ed Ólafur Arnalds, ma distinguendosi con uno stile unico, Bruno Bavota ha pubblicato a gennaio 2019 ‘RE_CORDIS’ (Temporary Residence/Goodfellas). Registrato in presa diretta in un solo pomeriggio nello studio di un amico a Napoli, il disco è una raccolta dei brani più noti di Bavota suonati dal vivo con chitarra ed un ensemble di archi, per un effetto assolutamente ipnotico e sognante. Dopo la pubblicazione a gennaio 2019 di ‘RE_CORDIS’ – la live session in studio dei brani più noti arricchita da due composizioni inedite – Bruno Bavota torna con ‘Get Lost’, il nuovo album pubblicato il 4 ottobre su etichetta Temporary Residence.

‘Get Lost’ è il primo disco di inediti dal 2016, anno della pubblicazione di ‘Out of the Blue’, album che ha permesso all’artista di raggiungere il grande pubblico, grazie ai numerosi streaming ed alle sonorizzazioni di campagne pubblicitarie (tra cui quella per Apple in California, con il brano ‘Passengers’), oltre che di intraprendere un nuovo percorso artistico di pura dedizione al pianoforte. In ‘Get Lost’ Bavota prosegue il suo avvicinamento nella forma più pura al piano, con la sua ormai riconoscibile abilità emotiva, in grado di far emergere il silenzio, gli effetti dei pedali, l’acustica dei luoghi in cui il disco è stato composto e registrato, mixando abilmente i suoni con sample e loop catturati dallo stesso Bavota.

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