Vita da Musico: Anna Belle

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Ogni processo creativo ha una storia tutta sua. La verità è che cominciamo a creare molto prima di accorgercene.
È il pomeriggio del 14 febbraio 2014, sono a Londra, nella mia stanza. Chitarra alla mano, inizio a cercare una melodia: una pennata fortuna ed esce la prima strofa.
Gli accordi mi piacciono, mi piacciono così tanto che ripeto quella strofa innumerevoli volte.
Quegli accordi sono così contagiosi che a poco a poco la bocca inizia a imitarli. Le onomatopee gradualmente si trasformano in parole chiare.
Poi, è stato sufficiente seguire il flusso. In quel seme creativo però c’era già un’intelligenza, un’intenzione che non aspettavano altro che di essere espresse.
Perché la lingua inglese? Perché consente giochi di metrica che ben si accompagnano alla musicalità del pezzo.
In quel pomeriggio londinese volevo solo che Cupido mi ascoltasse: prendi la mira, Dio dell’Amore, sparami un colpo dritto al cuore, “I have no fear”. Nel mio Olimpo immaginario, l’arco di Cupido è incrinato, è una divinità privata del suo potere. Ecco perché lo sfido, dicendogli: “Shouldn’t you be wearing gun Cupid!?”. Amare è una necessità, un desiderio implacabile. Non ho paura.
St. Valentine è una canzone immediata, scritta in un pomeriggio e rimasta nascosta a maturare nelle note del mio telefono per ben 3 anni.
Portarla in studio, arrangiarla e accettare la sua evoluzione è stato un processo lento, ero così affezionata alla prima versione voce e chitarra che non riuscivo a capire che veste darle.
St. Valentine è stata la canzone più controversa di tutto il progetto: ho dovuto lasciarla maturare per altri due mesi dopo la prima volta in studio. Poi, finalmente, anche grazie all’aiuto del produttore del progetto Francesco Sacco, sono giunta alla versione definitiva, registrata in studio con 39 di febbre.
In St. Valentine ci ho creduto dal primo istante: per questo non poteva che essere lei il primo singolo d’uscita del mio progetto discografico.
Bio:
Anna Belle. Coltiva una grande passione per la musica sin dall’infanzia ascoltando i suoi miti: Joan Baez, Eva Cassidy, i Beatles, Suzanne Vega, Stan Getz, Lucio Battisti. È forte fin da subito il desiderio di suonare le canzoni dei suoi artisti preferiti. All’età di 7 anni riceve in regalo la prima chitarra che suo nonno costruisce su misura per lei e all’età di 9 riceve finalmente tra le braccia la prima vera chitarra
acustica. Inizia così il suo viaggio: un nomadismo musicale che spazia dal country al pop passando per il rock e la bossanova. Erratico in apparenza, contaminato e sempre libero, il mosaico musicale inizia a comporsi lentamente: Anna Belle comincia a scrivere le prime canzoni nell’età dell’adolescenza e le custodisce gelosamente.All’età di 20 anni la cantautrice lascia l’Italia: passando per la Spagna approda a Londra dove inizia a dedicarsi alla produzione di eventi culturali e di moda. Si aggiunge una nota di varietà alla creatività
dell’artista: la fotografia, la moda e l’arte diventano un modo per realizzare fantasie, per giocare con l’immaginazione. Londra le offre uno scenario in fermento e culturalmente vivace: jam session e workshop con artisti provenienti da diverse parti del mondo. Anna Belle continua a scrivere: nel suo monolocale, nelle camere d’hotel, nelle metro, durante i viaggi in treno e in aereo. Il viaggio continua tra
Parigi, Milano e NYc e gli incontri in questo triangolo saranno determinati per la cantautrice. Primo fa questi quello con l’artista Luz Maria Jaramillo (Marni): la designer e pittrice di origine colombiana è la prima ad ascoltare le canzoni di Anna Belle e a darle il primo vero incoraggiamento, a seguire poi l’incontro cruciale con Francesco Sacco (Cult of Magic), eclettico compositore e musicista, al quale affida la produzione dei brani: ne esce Blue Belle. Al suo esordio da cantautrice l’artista racconta in un EP vagamente noir e dal sapore orchestrale i suoi ultimi anni blue con brani pop dal retrogusto vintage immersi in un’atmosfera sospesa. St. Valentine è il primo singolo che ne anticipa l’uscita: la copertina e il video sono ispirati dalla cantautrice stessa che ne affida l’art direction a Federica Brambilla.

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