Vita da Musico: La Convalescenza

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Le Palafitte di creta ci ricordano gli elefanti di Dalì: hanno una massa enorme da reggere ma una superficie d’appoggio minima. Eppure stanno su, con la dignità che solo gli equilibri precari sanno dare. Noi ci sentiamo allo stesso modo, superfici enormi su zampe rachitiche. Volevamo scrivere un disco che permettesse a chi lo ascolta di svilirsi…si…di prendersi per qualche minuto per riflettere sulle piccole miserie che tutti ci portiamo dentro ma che abbelliamo e vendiamo come punti di forza. E invece sono miserie e noi esseri umani, e crediamo sia necessario scendere a patti con esse, sedercisi di fronte e conoscerle per capirle. Tanto restano lì, tanto vale conviverci ed esserne consapevoli. Per questo nell’Ep precedente “l’eco della clessidra” abbiamo dedicato un brano a Zeno, il personaggio di Italo Svevo. Lui è il re dell’inciampo, delle mezze riuscite, eppure, consapevole della sua mediocrtà, sembra averla accettata. Non ci vive con assoluta serenità, però almeno ci prova a “perdonarsi” per la sua condizione. 

Avevamo voglia di cantare la bellezza dei dubbi, delle fragilità che trovano appoggio su quelle di altri e lo vogliamo cantare a tutti quelli che si sono sentiti, almeno per un momento, come se camminassero su superfici ghiacciate con caviglie sottili.

BIO

La Convalescenza è togliersi le bende per mostrare le ferite,
è raccontare storie di vita vissuta e storie talmente immaginate da essere ancora più vere.
La Convalescenza è ammalarsi delle proprie ed altrui storie e volerle urlare senza aspirare alla catarsi.
La Convalescenza è quel preciso momento in cui tutta la sabbia è scorsa ai propri piedi,
in mano non restano che pochi frammenti di tempo ed in bocca il sapore amaro della consapevolezza.

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