Vita da Musico: Deelo

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Salsedine nasce per caso, qualche giorno prima di tornare a casa dal mare.

Un pensiero che ho scritto nel telefono mentre guardavo la scogliera di Catania, città natale di mia madre al quale io sono molto affezionato e che almeno una volta l’anno ci passo del tempo per rilassarmi.

In quei giorni ascoltavo in loop l’album di Lucio Battisti, Anima Latina e rimasi colpito da quanto fosse avanti quell’album a livello di suoni e di arrangiamento per essere stato composto nel 1974.

La voce di Lucio in certi punti quasi non si sentiva, avvolta da suoni, reverberi, tutto così affascinante ma sopratutto così avanti.

Preso quindi dall’ispirazione del momento ho buttato giù una melodia e un pensiero scritto, che poi ho chiamato appunto, Salsedine.

Salsedine la considero una sorta di preludio al mio progetto, come fosse il brano di apertura di un concerto.

E’ un brano molto sperimentale, forse quello che si avvicina più di tutti a quello che realmente vorrei fare, cioè unire le sonorità underground alla musica italiana.

In Salsedine ho dato più spazio alla musica rispetto che alle parole, ma è del tutto casuale. 

Quando compongo nulla è pensato dall’inizio alla fine, io parto da un’idea ma poi il resto viene da sé.

 

BIO:
A otto anni riceve in regalo la sua prima chitarra, e proprio da quella parte tutto. Seguono 7 anni di lezioni di canto e, appena poco dopo, una festa in
piscina tra adolescenti con un dj-set. Qui Deelo, appena sedicenne, viene attirato da tutte quelle luci, i tasti e quei disconi da 33 giri. Deelo non
dimenticherà il canto, ma allo stesso tempo non si separerà mai dal mondo del djing. I suoi primi complici sono un vecchio computer HP e due casse
della Logitec comprate alla Mediaworld. Quello di Deelo è un progetto complesso e stratificato di influenze.
Salsedine è un nuovo inizio per il compositore con l’etichetta indipendente Grifo Dischi.
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