Vita da Musico: Kuadra

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Avevamo appena finito di cenare, dietro di noi i ragazzi dello staff del locale si occupavano dei preparativi per la serata. La strumentazione era a posto, il sound-check fatto. Ridevamo, Simone diceva che avremmo dovuto mandare i provini a Favero(senza immaginare che avremmo prodotto con lui il nuovo disco), parlavamo del futuro e questo era un buon segno per la band, significava che dopo tre album c’erano ancora delle carte da giocare.

Qualcosa stava cambiando nel nostro paese, lo avevamo percepito nelle decine di concerti che precedevano quel momento: moltissimi club che proponevano musica dal vivo stavano chiudendo per un motivo molto semplice, la gente aveva smesso di andarci. Forse la crisi economica aveva influito, forse era colpa della cattiva gestione dei titolari, forse il rock era morto, o tutte e tre le cose.
In un clima da funerale noi riuscivamo a dire la nostra ad ogni concerto, sia che ci fossero cento persone, sia che ce ne fossero dieci, non aveva grossa importanza, ci sentivamo portatori di storie, il nostro show aveva la stessa funzione dei racconti attorno al fuoco, sapevamo che fare musica oggi per una band underground significa affrontare momenti frustranti e saperli gestire con lucidità e ottimismo.
Quella sera sul palco abbiamo dato il massimo, suonato e gridato forte. Dal palco abbiamo raccontato la storia di un migrante africano e affermato che siamo contro ogni forma di razzismo. A quelle parole è seguita un’improvvisa glaciazione fra i presenti e non era la prima volta che accadeva. Oltre alla crisi economica e quella dei live club ci toccava assistere a una crisi del senso di umanità e di uguaglianza. Guardavamo negli occhi un’Italia che aveva paura, perché il futuro era in ritardo o aveva sbagliato indirizzo, perché nelle province disperate, le aspettative di avere un lavoro, una famiglia, una casa, insieme alle aspettative di vita, erano in calo.
Se c’era una storia che dovevamo raccontare seduti intorno a quel fuoco sempre più flebile era questa.
“Cosa ti è successo”
Abbiamo cominciato a chiederlo ai nostri cari, agli amici, a noi stessi.
Cosa è successo ai nostri sogni, nati sotto il segno delle Torri Gemelle cadenti. Cosa è successo a Naomi, che balla, ride, beve e si spoglia per non farsi trovare. A Serena che stesa sul pavimento della sua stanza continua ad aver paura di cadere. Un incendio invisibile divampa. Il Quarto Reich non ha bandiere che diano voce al vento dei nostri tempi, che si ingrossa, che ci investe.
Cosa ti è successo è la domanda giusta, nel prossimo tour cercheremo una risposta.

Siamo sempre stati convinti che con la musica e con il dialogo si possa migliorare il mondo. Per questo abbiamo scritto un album che è l’inizio di un dialogo.
BIO: I Kuadra sono una band Rock/Rap/Elettronica. Hanno alle spalle tre album e oltre duecento concerti in tutta la
penisola e in Europa. I testi in Italiano parlano di vita, di morte e di miracoli. Nella seconda metà del 2019 uscirà il loro
quarto album, registrato e mixato da Giulio Ragno Favero, che ne ha curato anche la direzione artistica.
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