Festival Life: intervista con il Bay Fest

0

Manca pochissimo per uno dei festival più solidi e più divertenti dell’estate: sulla riviera romagnola si scaldano i motori per il Bay Fest 2019, se volete avere più dettagli sul festival e sulla suddivisione in giorni per artista potete rifarvi a questo post, che parla anche dei biglietti ancora disponibili. Fedeli alla nostra linea editoriale che sin dall’anno scorso, primi tra le webzine, ci ha fatto decidere di mappare i festival cercando di capire i dietro le quinte chiedendolo a chi ci lavora, abbiamo deciso di bussare in casa Bay Fest e farci proprio dire di più sul loro festival. Dal nostro canto, invece, quest’anno vi forniremo un succoso fotoracconto.

  • Puoi spiegarci come è nata l’idea del Bay Fest e come si è sviluppato negli anni?

Il Bay Fest ha una storia curiosa e allo stesso tempo entusiasmante, perché era nato come concerto dei Millencolin nel 2015; l’anno dopo erano due giorni di evento, e nel 2017 erano già tre giorni, grazie al successo crescente delle varie edizioni. È un festival in crescita costante partito dal basso.

 

  • Il festival si mantiene sempre per una chiara scelta punk-rock. Puoi raccontarci come nascono le scelte artistiche di lineup?

Ogni anno cerchiamo di raccogliere il meglio che il panorama può offrire. Quest’anno abbiamo voluto seguire un duplice obiettivo: chiamare alcune delle migliori band nella storia del genere (a partire dagli headliner Nofx, Ska-P e The Offspring per continuare con gruppi storici come Dead Kennedys e Pennywise), ma riunire anche alcune delle più interessanti fra le nuove proposte, ad esempio band giovani ma di grande prospettiva come The Story So Far, Pup e Masked Intruder.

 

  • Possiamo parlare di come sia il rapporto con la citta di Rimini per il festival?

 

Il Bay Fest si tiene a Bellaria- Igea Marina. 😉 Ormai è un festival dalla fama stabilita, tanto in Italia quanto all’estero, e quasi tutti in città vedono di buon occhio una manifestazione capace di portare un flusso così considerevole di persone tutte insieme.

 

  • Ormai un festival non è solo musica ma anche attività collaterali a impreziosire l’esperienza. Cosa avete pensato?

 

Il Bay Fest di quest’anno ha puntato molto su quattro aspetti oltre al palco principale: sviluppare il palco acustico, che sarà direttamente in spiaggia al Beky Bay e a ingresso gratuito per tutti con artisti internazionali come Joey Cape, Dave Hause e Brightr; gli aftershow sempre al Beky Bay anch’essi a ingresso gratuito con tre DJ set rock; maggiore attenzione all’offerta del cibo, includendo maggiori opzioni vegane (fino all’anno scorso aspetto poco considerato) e una migliore qualità generale; migliorare l’esperienza del campeggio garantendo più servizi. Il campeggio in particolare ci ha dato parecchia soddisfazione perché a differenza degli altri anni è andato sold out ben prima dell’inizio del festival.

 

  • Il grosso problema per i festival è stato negli ultimi anni il secondary ticketing. Quali sono stati gli accorgimenti che avete adottato come Bay Fest?

 

Il secondary ticketing è un problema grave, ma per fortuna finora ha risparmiato il Bay Fest. Anche quest’anno non abbiamo avuto problemi di questo tipo. Ad ogni modo, i biglietti in vendita sono nominali, e il processo per cedere un biglietto a un’altra persona richiede una certa documentazione, per cui già questo aiuta a scoraggiare eventuali bagarini.

 

  • Come credi si potrebbe evolvere il festival in futuro?

 

Le vendite di quest’anno sono state sin dall’inizio decisamente superiori rispetto a tutti gli altri anni, e sicuramente il Bay Fest ha il potenziale per affermarsi come uno dei festival estivi punk rock per eccellenza a livello europeo, anche perché può contare su una location che praticamente nessun altro ha: il festival si tiene a ridosso della spiaggia sulla riviera romagnola.

 

  • L’organizzazione di un festival si fonda sul lavoro di tante persone. Come è la squadra che c’è dietro al Bay Fest?

 

Dietro il festival c’è il lavoro di un anno portato avanti sia in loco sia presso gli uffici della nostra agenzia e di tutta una serie di collaboratori che permettono al festival di esistere. Fondamentale anche quest’anno è stata la collaborazione fra Hub Music Factory (l’agenzia organizzatrice del festival) e la squadra che ha da sempre lavorato in sede al festival, che ha portato ancora una volta il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze dirette. 

 

  • Hai momenti memorabili accaduti in anni di festival da condividere con noi?

 

Ogni volta che abbiamo deciso di aggiungere un giorno, di anno in anno, è stato memorabile perché da un semplice concerto arrivare a ciò che è diventato oggi Bay Fest è stata una gran bella scommessa e ne siamo veramente felici.

 

Share.

Comments are closed.