Vita da Musico: Lilac Will

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Un paio di settimane fa il nostro ufficio stampa ci fa sapere che una rivista avrebbe voluto che scrivessimo per loro una sorta di editoriale. La cosa ci suona nuova, essendo più abituati ad interviste o recensioni sui Lilac Will ma comunque fatte da altri. Ovviamente rispondiamo alla referente di Conzapress (ehilà, ciao Morgana!) “Certo, ci lavoriamo su!”, ritrovandoci così “scrittori” per qualche ora. 

 

Ecco che ora il film si ripete e quindi la domanda sorge spontanea: ci stanno forse velatamente suggerendo di lasciar perdere con la musica e di intraprendere una carriera editoriale? In questo caso avremmo di sicuro vita molto breve come team: metteteci degli strumenti in mano e probabilmente otterrete un pezzo in 20 minuti, chiedeteci di decidere insieme su qualcosa di extra-musicale e ne verranno fuori infiniti, estenuanti, deliranti, surreali,  odiati-amati, e alla fine quasi divertenti CONCLAVI.

 

Già assegnare ai nostri processi decisionali questa etichetta rende benissimo l’idea, se poi volete ulteriori delucidazioni a riguardo chiedete pure ai nostri amici quando invece di parlare con loro siamo chini a messaggiare per decidere se fare una cosa in un modo o in un altro. 

Introduciamo però anche qualche elemento a nostra (parziale) discolpa: molte volte, quando si tratta di decidere su questioni Lilac non strettamente “musicali”, siamo geolocalizzati in luoghi diametralmente opposti e quindi dobbiamo risolvere la questione su Whatsapp o tramite google drive: la chat va in tilt ed i documenti sul drive  diventano un puzzle di colori con cui ognuno sposta, indica, corregge la versione precedente (a volte anche la propria).

Se a ciò aggiungiamo che il destino (e quindi anche qua, mica colpa nostra) non poteva far incrociare tre soggetti più diversi tra loro la frittata è fatta.

 

La frittata però, se sai come farla, è buona. Ci metti dentro un po’ di tutto: la le teorie strampalate di Francesca, le supercazzole di Giulio, i picchi di euforia immotivata di Vincenzo. Giusto per citare alcuni degli ingredienti più inflazionati. E per noi quello che rimane centrale (chiamateci pure nostalgici) è il momento in cui ci chiudiamo in sala a provare un nuovo pezzo o usciamo fuori a suonare. Su un palco o davanti ad una birra ci rendiamo conto che possiamo azzuffarci quanto ci pare per stabilire dove vada messa una virgola o quanti aggettivi usare per dare più o meno enfasi, ma finché le nostre rispettive follie ci portano a fare la musica che tanto ci piace, ben vengano i nostri temutissimi conclavi. C’è chi ne esce papa e chi ne esce, convintamente ed ostinatamente, Lilac Will.

 

BIO: I Lilac Will nascono nell’estate del 2014 a Roma da un’idea di Francesca Polli, Vincenzo Morinelli e Giulio Gaudiello. Le differenti estrazioni musicali dei tre musicisti di Latina, convergono da subito in un folk originale, sognante dal tono caldo ed introspettivo. Nel Febbraio 2015, accompagnati dalla corista Giulia Milizia, portano il loro progetto nei locali della capitale, condividendo il palco con cantautori come Leo Pari, Gnut e Livia Ferri. Nel luglio dello stesso anno vincono il Roma Folk Contest ed aprono il Roma Folk Fest 2015 a Villa Ada che vede alternarsi sul palco numerosi artisti tra cui la Gazebo Band ed Eugenio Finardi. Successivamente partecipano al Roma Folkfest Spring preview in occasione del Release Party dell’album di Francesco Motta e vengono selezionati per esibirsi alle finali del MArte Live al Planet di Roma ed alla Festa della Musica di Mantova dal MEI. Parallelamente inizia la collaborazione con Luca Carocci e Marco Fabi attualmente impegnati nella produzione artistica del loro primo album di prossima uscita per Romolo Dischi e che vede la partecipazione di artisti come Roberto Angelini, Claudio Gatta e Fabrizio Fratepietro

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