Vita da Musico: Zerella

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Fuori, i lampioni già accesi alle 5 del pomeriggio. Che spreco!
Io chiuso come sempre nella mia cameretta perdevo tempo tra un soft porno e musica nuova da ascoltare. Di studiare seriamente la grammatica latina non me ne è mai fregato un cazzo. Men che meno quel giorno, dopo aver premuto play su Youtube. Era il video di “Per Combattere l’Acne” de “Le Luci della Centrale Elettrica”. Ne resto stregato. Apro Google, digito il nome della band. Ah, ma è un solista. Cazzo. Scopro che c’è un disco intero: Canzoni da Spiaggia Deturpata. Mi suona nuovo, storto, stralunato. Fantastico. Eppure questi stronzi sui forum scrivono che questo Vasco Brondi “non sa suonare” e “mette giù parole a caso”. Eppure io, che non avrò letto tutti i libri che ha letto mia sorella, che è una americanista, capisco che non è affatto così. Penso subito che quel ragazzo abbia nello scrivere qualcosa di geniale.
Sarà da un paio di mesi che ho iniziato a strimpellare la chitarra ma ascolto hard rock e non riesco a suonare nulla di quella roba in modo decente. Cerco gli accordi di “Lacrimogeni” e penso che “Questa la so fare”.
Così è.
Così una infezione prende posto ai lati del mio cuore. Voglio scrivere anche io canzoni. Eccolo, il mostro.
Il giorno dopo entro in classe, faccio per andare al mio posto, ma prima devo far sentire questo prodigio a Francesca. Mi è piaciuta per tutto il primo anno Francesca e porca troia mi ha fatto stare male tutto il primo anno, ma, come per sdebitarsi, mi ha fatto scoprire gli Afterhours. È il momento di ricambiare il favore. Siamo gli unici due stronzi su 400 persone, nell’intero istituto ad ascoltare questo disco. Ogni tentativo di portarlo ad orecchie di gente che comunque non ascolta Ramazzotti o Gigi D’Alessio risulta inutile. La risposta è sempre “Ma che è sta roba”.
Ho pure pensato per un attimo che con quel disco ci avrei cuccato e invece sembra essere l’ennesima roba da sfigati.

2018.
Oggi quella stessa gente (okay non proprio quella stessa gente ma comunque gente come quella) me la ritrovo qui, a pochi passi dal mio posto all’ Auditorium Parco della Musica a Roma, ad ascoltare Vasco Brondi e io mi sento diviso tra un senso d’orgoglio e uno di schifo. Ma in fondo è giusto così, mi sono sentito un pioniere ma ho solo avuto culo. E senza quel video, senza quel disco, forse non avrei mai iniziato scrivere canzoni; forse, avessi avuto quel giorno un’interrogazione di latino oggi sarei iscritto a Lettere Classiche, ma per fortuna non è andata così.


Zerella non è solo il cognome eufonico di Ciro, cantautore e autore classe ’93 cresciuto tra i dischi, le cassette e i videogiochi della sua vecchia casa, ma anche un vero e proprio progetto cantautorale.
Dalla penna, dalla chitarra o dal pianoforte di Ciro nascono canzoni nude ed intime, successivamente vestite insieme ai musicisti che hanno sposato il progetto.
I punti di riferimento musicali del progetto affondano le radici nel cantautorato italiano e nell’ alternative rock d’oltremanica, con un’ attenzione particolare a quello che succede di bello nella musica di oggi.
Nel corso del 2017 cresce l’attenzione verso il progetto grazie all’apertura dei concerti di artisti del calibro di Gazebo Penguins, Giorgio Ciccarelli, Marlene Kuntz e molti altri.
Il disco d’esordio, Sotto Casa Tua, è uscito il 6 Aprile 2018 per l’etichetta Seahorse Recordings, preceduto dal singolo, “Nico“. Il 31 Luglio esce il secondo singolo, “Terra Boa“.
A dicembre Zerella viene selezionato tra i 30 semifinalisti del Premio Fabrizio De Andrè e la band completa con successo la campagna MusicRaiser di “Tutta Bianca“, brano che vedrà la luce nel corso dell’anno. Il 19 Febbraio 2019 esce il terzo singolo estratto, una nuova versione remixata e rimasterizzata di “Santiago Bernabeu” in duetto con Gabriele Troisi (EX), che chiuderà il cerchio aperto con Sotto Casa Tua e aprirà la strada verso nuovi progetti.

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