Vita da Musico: Andrea Sertori

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“Ciao a tutti, mi chiamo Andrea Sertori. Mi piace la vita e pensare che dopo una caduta ci si rialza sempre più forti. Sono un ottimista. Nel mio tempo libero mi piace strimpellare il pianoforte. Per tanti anni ho fatto rock, alcune volte quello massiccio e incazzato, altre volte quello più ruffiano ed elettronico, un po’ pop.  Ogni tanto mi viene una bella idea da sviluppare in mezzo a mille altre cose insensate. E allora la approfondisco aggiungendo suoni, colori, come se fosse un quadro da dipingere. Così ho cominciato a produrre brani miei. Non penso per forza a qualcosa che debba piacere, di solito quel che viene viene. Anche se poi, una volta che un brano prende forma, curo tutti i particolari, perché di sicuro fuori c’è qualcuno a cui il brano piacerà. Questa è la mia musica, senza voce, lascio parlare i miei strumenti. Un po’ per gioco e un po’ sul serio. Mosaic Room, il mio primo lavoro, è stato un puzzle di umori estemporanei. In futuro ci saranno brani unici nel loro genere, come Puddle Ring, allegri, vivaci e un po’ malinconici. Ma non mancheranno brani più cupi e introversi, che descriveranno l’umore del momento in cui sono stati scritti.”


Andrea Sertori inizia a studiare pianoforte classico all’età di 9 anni, approcciandosi poi alle tastiere e synth all’età di 15 aggregandosi a varie formazioni rock, fino ad arrivare agli Avanguardia, band indipendente alternative rock, spaziando dal progressive al funky, di cui fa parte per diversi anni. Con gli Avanguardia partecipa alla registrazione di numerosi demo e compilation rock di band emergenti, fino alla registrazione dell’album “Aldilà Del Mare” (2003), a cui seguono concerti dal vivo e un discreto successo promozionale. Nonostante la sua attività come tastierista, Andrea Sertori non rinuncia a continuare lo studio del pianoforte classico, prediligendo sempre lo studio dei grandi pianisti romantici, al fine di perfezionarsi il più possibile. All’amore per il pianoforte, si affianca sempre il desiderio di cercare un suono particolare e il più possibile personale, una ricerca che si esaurisce nella sperimentazione e nella passione per i sintetizzatore, soprattutto analogici: musica classica e musica elettronica ora si coniugano perfettamente. Seguono brevi esperienze i Simola Fake, e successivamente la bandGyzah, formazione che permette ad Andrea Sertori di avvicinarsi a uno strumento particolare quale l’hammond e di condividere palchi con importanti band dell’underground italiano come successe, nel 2013, con Le Orme. Nel 2017 esce il suo primo lavoro solista, l’EP “Mosaic Room” di cinque tracce strumentali.

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