Cosmo: live a Festival Spilla, 20.07.2018

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La faccio breve: Cosmo ci sa fare. Sa coinvolgere, sa far divertire e saltare. Lo scopo dichiarato di Cosmotronic Tour è un party itinerante e il nostro Marco Jacopo Bianchi (Cosmo, appunto) lo centra in pieno.

Ammetto che ero curiosa di vederlo per la prima volta dal vivo, volevo capire se sarebbe stato all’ altezza dei suoi dischi, alla ricerca di una bisognosa conferma che l’energia che esce dalle cuffiette del mio lettore mp3 non è tutta fuffa ma c’è qualcosa di più concreto.

Lui arriva, con i suoi 2 musicisti, tutti vestiti con accostamenti di colori fluo, ma che gli si perdonano perché in fondo questo è un concerto di musica elettronica, e comincia a dimenarsi con una fluidità di uno che è cresciuto a pane, Nutella e concerti di musica underground.

Nella prima parte del concerto parla poco, la musica è flusso continuo fatta di solidissimi mini dj set che quasi non te ne accorgi, ma ti portano da un brano all’altro come Bentornato, Tutto bene, Dicembre e il divertente Tristan Zarra con il suo “bum! Cha cha cha! Bum!” cantato dalla folla. Poi le percussioni spariscono ed è tutto Cosmotronic l’album con i suoi testi a tratti malinconici, ricordi offuscati e dichiarazioni di volersi lasciare andare al brivido dei sentimenti perché “arriva l’amore non capisco più niente”, del resto “magari poi non è vero però adesso ci credo” (si, L’Amore è una delle mie preferite in assoluto..).

Prima di andare al concerto non ero in grado di far capire agli amici che razza di musica fa Cosmo, citare le hit che passano per radio come Turbo (che peraltro assieme a Attraverso lo specchio mi ha fatto perdere più calorie della lezione di aquagym) sì è un assaggio, ma non è sufficiente. Dopo averlo visto non sono in grado di far capire che razza di live è il suo. Andateci e basta, è uno show particolarissimo. Non lesinerete applausi, sorrisi, sarete sudati e molto probabilmente senza voce.

E rimarrete colpiti da un set up di luci che non ti aspetteresti, quasi da effetto chimico. Lo scopo non è tanto quello di illuminare i musicisti, ma far sì che essi appaiano e scompaiano di continuo tenendo al centro sempre e soltanto la musica. E le tue emozioni.

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