Collisioni Festival: Steven Tyler rende omaggio ai mostri sacri del rock (incluso se stesso)

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Barolo, ore 22:05.
Nella piazza centrale del paese stiamo aspettando che Steven Tyler, voce degli Aerosmith e leggenda del rock, salga sul palco a fare la sua magia.

Si sono appena esibite le Sisterhood Band e io mi chiedo: ma che cavolo di problemi hanno quelli che vanno ai concerti e fanno il pubblico difficile co gli artisti di supporto? Posso pure capire che davanti ai mostri sacri come Tyler chiunque sembri un dilettante, ma fare gli stitici è un gesto davvero poco rock. Soprattutto dopo che Ruby Stewart, figlia di Rod Stewart, e Alyssa Bonagura hanno appena dimostrato – chitarre acustiche alla mano – di saper tirare fuori un buon sound country folk. Insomma, comunque meglio della solita playlist di successi ’70 – ’80 – ’90 che è ripartita, appena le due “quasi modelle” in stetson e hotpants hanno lasciato il palco. Forse l’ottima cover di “Gasoline Alley” – hit di papà Rod – suonata dalle due non ha impedito alle signore in platea di dare una gomitata a mariti e fidanzati che applaudivano euforici?

Ci resterà il dubbio e un buon ri-ascolto su Spotify: ora si aspetta Steven. Il pubblico è carico, motivato e appassionato. Davanti a me ho un papà sui quaranta, con moglie e figlia piccola. Addosso ha una maglietta del tour sudamericano degli Aerosmith. Sarà andato davvero fin la per vederli o gliel’ avranno portata? Di certo emana respect da ogni incrocio di trama e ordito. 

Dai Steven, ti stiamo aspettando!

Ore 22:45
Quando iniziamo a  disperare – non è che sul palco salirà un sosia doppiato da Fabio Celenza? – le luci si spengono ed esplode la magia del rock. 

Un video ledwall mostra le tappe fondamentali della carriera di Steven.

“Continuerò a suonare finchè vivo” racconta in un’intervista di 30 anni fa. “I’m gonna rock till I drop!”

Le luci si accendono, Steven sale sul palco e, muovendosi come una molla, fa decollare lo show con “Sweet Emotions” e subito dopo “Cryin'”. Sul palco con lui c’è la Loving Mary Band: un sestetto di Nashville, Tennessee, con tre bravi musicisti – uno è Marti Frederiksen, co-autore di “Jaded” – ma soprattutto tre artiste cazzutissime! Suzie McNeil, cantante e armonica a bocca, che ha lavorato anche con gli INXS; Rebecca Lynn Howard, bassista e vocalist; Sarah Tomek, una batterista scatenata che ha suonato anche con Bon Jovi. Esplosive: la loro alchimia ha aiutato il front man a rendere questa data leggendaria.

Steve chiude “Cryin'”, getta l’armonica verso i fan e fa amicizia con tutta Barolo:
“Ho telefonato al mio amico Lenny Kravitz che sarà qui sabato: salutatelo!”
Boato.

Ormai il pubblico è suo, ma siamo solo all’inizio.
Lo spettacolo procede con la stessa scaletta di Trieste, tra cover di leggende del rock, pezzi classici degli Aerosmith e canzoni del suo nuovo album da solista. Se su “Come Together” dei Beatles stiamo già volando, su “Piece Of My Hearth” rimaniamo davvero sbigottiti. Non solo Steven tiene degli acuti persino più alti e sofferti della Joplin, ma i duetti con la voce incredibile della Howard lo aiutano a dare al pezzo una profondità soul meravigliosa. 
Si torna al repertorio con “Jaded”, “Livin’ On The Edge” e poi al piano “My Own Worst Enemy” e uno dei pezzi che tutti stavamo aspettando: “Dream On”.

Tyler saluta, presenta la band, le luci si abbassano e vanno tutti via. Ma mica potrà essere finita lì, ti pare?
Il pubblico lo chiama fuori col suo cognome italiano: “Tallarico! Tallarico! Tallarico!”
Steven torna sul palco insieme, alla batterista Sarah Tomek, e con in mano un bongo. Duetto di percussioni per introdurre la sua mitica “Walk This Way”, che fa tornare anche il resto della band. La serata si chiude con una “sfida accettata” ghiottissima: “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin. Un ultimo riff e la star porge al pubblico l’asta del microfono per un ultimo coro insieme alla piazza.

“Grazie a tutti! Siete stati fantastici!”

Ore 00:11
Steven Tyler lascia il palco dopo aver suonato quasi un’ ora e mezza, senza aver nemmeno toccato le sue hit più commerciali come “Rag Doll” o “I Don’t Want to Miss a Thing”. E sapete che vi dico? Non solo è stato meglio così – non ci siamo ancora stancati di sentire quei pezzi dagli anni ’90? – ma solo un artista che ha dell’ incredibile riesce, in così poco tempo, a farti sentire come se avessi ascoltato il doppio della sua musica.
Odiatemi, ma a Barolo Steven Tyler ha condensato l’energia delle tre ore di Bon Jovi a San Siro del 2013, portandosi sulle spalle 14 anni in più. Sarà per quello che non gli fanno mai le pulci sull’età?

Collisioni 2018 si concluderà sabato 28 luglio col concerto di Lenny Kravitz, ormai sold out. Riuscirà il buon Lenny a fare meglio di Steven?

 

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