Festival Life: intervista a Gianluca Gozzi di ToDays Festival

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Non sarà il primo anno per ToDays festival, che abbiamo comunque già seguito l’anno passato, ma bensì la quarta. Nato dalle ceneri del Traffic Festival, appuntamento che era centrale nella piazza torinese, il ToDays va a riempire la fine dell’estate torinese con un programma davvero fantastico per varietà e alcune perle (vedi qui la lineup completa): tra gli altri ci saranno i The War on Drugs, My bloody Valentine e Editors.

Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Gianluca Gozzi, mente e anima dietro al festival, ed è stata davvero una rassegna di idee e di parole così unica da lasciarvela anche in audio, non solo scrivendone stralci.

(audio telefonico)

Il Todays si propone di effettuare una fotografia dell’attualità: non solo musicalmente ma anche di eccellenze locali. I luoghi sono quelli della periferia torinese, che ritrovano un nuovo smalto con un utilizzo diverso. Il concept forte è quello di dare un forte utilizzo artistico e di dare nuovi stimoli alle persone che arrivano al festival per provare anche una nuova esperienza.

La risposta al festival in questi anni è stata molto forte: non solo entusiasmo da parte dei torinesi, ma anche con un afflusso non indifferente da fuori regione e anche fuori Italia. Tutto questo si è riuscito a fare non solo rispettando il budget, problema principale per i festival italiani, ma anche seguendo un criterio di unicità artistica con delle date uniche per il territorio nazionale, come per questa edizione con i My Bloody Valentine e una serie di accorgimenti come il concerto giusto, nel palco giusto, al momento giusto.

Sempre per il nostro motto che il festival deve essere non solo visione dei concerti ma una esperienza: il ToDays si appoggia a strutture recettive nei dintorni, anche perché le location sono facilmente raggiungibili tutte a piedi. Nonché si sta sempre molto attenti ai prezzi: la singola giornata in biglietteria costa sui 25 euro, prezzo molto popolare visti i corrispettivi dei singoli concerti che accadono durante l’anno.

Per quanto riguarda la parte dei ricordi, e quella da manager: Gozzi ci racconta come organizzare un festival impegni tutto l’anno solare. E ci fa conoscere la sua contentezza, ad esempio, di quando PJ Harvey confermò la data unica, o Carpenter fece davvero qualcosa di speciale. E anche la presenza, per lui personalmente, dei The Bloody Valentine quest’anno.

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