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Festival life: Intervista ad Alessandro Sambucari di Lars Rock Fest

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Abbiamo raggiunto per alcune domande via email Alessandro Sambucari, direttore artistico di Lars Rock Fest.

Giunto alla sua settima edizione, il Lars Rock Fest vedrà esibirsi in questo 2018, tra gli altri, Japandroids, The Pop Group e Protomartyr.  Il festival è ad ingresso gratuito e si svolge nei giardini pubblici di Chiusi Scalo, in provincia di Siena, i prossimi 6-7-8 Luglio.

Come è nato il Lars? Il nome mi sembra (sic!) strettamente connesso al territorio…

Il Lars Rock Fest è nato nella tarda estate del 2011 quando l’intenzione di creare un festival musicale da parte dell’Amministrazione Comunale dell’epoca si è casualmente e contemporaneamente incontrata con la mia richiesta al Sindaco di poter dar vita, con il loro supporto, a qualcosa di molto simile. Abbiamo così iniziato a pensare e lavorare insieme a quella che poi è diventata la prima edizione nel Luglio del 2012. Lars Porsenna è il re etrusco di Chiusi. Il nome del festival nasce proprio dalla volontà di legare la manifestazione al territorio promuovendo tutti quegli aspetti (naturalistici, storici, gastronomici, ecc.) che, insieme alla musica, caratterizzano i luoghi dove si svolge il festival e che hanno, a nostro parere, un grande potenziale poiché permettono al pubblico di vivere il Lars 24 ore su 24 e non solo in quelle quattro/cinque ore di concerti.

Per la scelta della lineup come vi regolate?

La linea che abbiamo seguito fino ad oggi è stata di cercare di portare sul palco band che difficilmente si ha l’opportunità di poter vedere in zona. Possibilmente con nuovi album da presentare. Per questo puntiamo molto su band straniere che riusciamo ad intercettare nei loro spostamenti estivi da un festival europeo all’altro, ma anche gruppi emergenti italiani che ci colpiscono particolarmente. Un occhio di riguardo lo abbiamo anche per quelle band storiche che ascoltiamo da sempre e che fortunatamente siamo riusciti a convincere a far parte delle lineup negli ultimi anni (Wire, Gang of four e quest’anno avremo The Pop Group). Tutto questo sempre nei limiti delle nostre possibilità economiche e logistiche e tenendo conto che è un festival ad ingresso gratuito.

Come si è evoluto di anno in anno il Lars rock fest?

Siamo partiti da due giorni di festival in una piazza molto più piccola rispetto alla location attuale nella quale avevamo, oltre al palco, un piccolo mercatino e dei banchi di street-food. Col passare degli anni siamo riusciti a coinvolgere nell’organizzazione tanti giovani e meno giovani della zona dandoci la possibilità di ampliare molto le proposte. Oggi, nei tre giorni nei quali si svolge il Lars Rock Fest, gestiamo autonomamente ristorante, pub e birreria (con piatti nel menù dedicati al territorio ma anche etnici). Il mercatino si è molto ampliato dando grande spazio ai vinili, cd, libri e fumetti. Già dal pomeriggio partono una serie di eventi collaterali che accompagnano il pubblico fino a notte fonda passando da mostre, presentazioni, degustazioni, yoga, laboratori per bambini ed adulti, performance artistiche, ecc.

Come dicevo: siete un festival molto connesso col luogo dove si effettua. Quali sono quindi le proposte che possono dare un’esperienza non solo musicale a chi vuole partecipare?

In zona non mancano attrazioni per passare la giornata. Restando a Chiusi (che è raggiungibilissima sia dall’A1 uscita Chiusi-Chianciano Terme che in treno dato che la stazione si trova a 300 metri dal festival) è possibile passeggiare per il centro storico e visitare il Museo Nazionale Etrusco, il Museo della cattedrale, il labirinto di Porsenna, spostarsi al lago di Chiusi e godersi il panorama davanti ad un piatto di pici all’aglione o di brustico. Per smaltire il pranzo poi ci sono vari percorsi di trekking o da percorrere in bici. Chiusi si trova inoltre a pochi km da Montepulciano, Pienza, Castiglione del lago, Sarteano, Chianciano terme che offrono ampia scelta in termini di intrattenimento (enogastronomico, culturale, termale).

Siete un festival gratuito: credo sia abbastanza difficile ma riusciresti a dirci quanto può essere complesso fare questo?

T A N T I S S I M O !

A tal proposito: una cosa che ha tagliato le gambe l’anno scorso a molte organizzazioni sono state le nuove norme antiterrorismo. Cosa è costato a voi in termini di tempo e spese? Voi non siete toccati dal ticketing, ma credo che questo è stato un grosso ostacolo.

Pur avendo sempre fatto tutto a norma di legge abbiamo dovuto mettere in atto degli adeguamenti non previsti che ci hanno molto penalizzato perché non previsti a budget ed il tutto a ridosso della manifestazione quando già siamo già nel pieno degli allestimenti. Essendo poi il primo festival estivo della zona non sapevamo nemmeno bene a cosa saremmo andati incontro. E’ stato impegnativo ma ne siamo usciti vivi.

Hai momenti memorabili da condividere con noi?

Quando Graham Lewis dei Wire è arrivato da solo ed autonomamente il giorno prima del suo concerto per vedere quello dei Suuns ed è restato con noi dello staff per due sere di seguito a parlare (onestamente ho ricordi vaghi sugli argomenti trattati) e brindare mandandoci tutti a casa tutti a notte fonda mentre lui era fresco come una rosa.

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