Festival life: Intervista ad Eric Bagnarelli di Festival Spilla e Unaltrofestival

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Essendo la webzine italiana che si occupa più di festival abbiamo pensato di introdurre un nuovo punto di vista per scoprire e scegliere i vari italiani e stranieri. Con questo post inaugureremo una lunga carrellata di organizzatori che ci daranno il loro punto di vista sui loro festival, così da scoprirne curiosi aneddoti e come si riesce a creare tutto quello che si vede da sotto il palco.

Iniziamo con Eric Bagnarelli, a capo di Comcerto e fondatore dei festival Spilla e Unaltrofestival, che ci ha risposto ad alcune domande via email.

Festival Spilla si terrà ad Ancona in vari giorni tra Giugno e Luglio (vedi la lineup qui)

Unaltrofestival invece si terrà al circolo Magnolia di Milano l’8 Luglio (headliner e modalità dei biglietti qui)

Puoi spiegarci come è nata l’idea dei due festival e come si sono sviluppati negli anni?

Spilla è nata come rassegna e dalla forte esigenza di avere un evento Comcerto, l’unico, nella città in cui ha base la nostra attività.

E’ stato concepito conoscendo gli scorci e gli angoli più nascosti della città con l’idea di valorizzarli e renderli location di una forma d’arte per qualche ora, con l’idea di offrire concerti unici.

Unaltrofestival è nato parecchi anni dopo e vuole essere una delle vetrine dell’agenzia, ospitare i nomi più blasonati del nostro roster ma anche le novità e le anteprime, i nomi ancora poco noti ma con tanto da dire… un esempio che mi piace è Daughter… hanno suonato alla prima edizione con un album appena uscito e sono tornati pochi anni dopo come headliner… il cammino perfetto.

I festival si distinguono sempre per un equilibrio tra pop-rock internazionale e italiano, con scelte che si distinguono in modo mirato. Puoi raccontarci come nascono le scelte artistiche di lineup?

In realtà è l’equilibrio che caratterizza tutto il nostro operato durante l’anno e cerco di riproporlo nei due eventi.

Immagino cento line up prima di avere quella definitiva, per mille motivi ci sono mille cambiamenti in corso d’opera ma cerco sempre di avere un filo conduttore e una linea artistica in mente che renda l’inera line up fruibile e godibile ai presenti.

La domanda è banale, in fondo: ma i nomi Spilla e Unaltrofestival che concetti racchiudono?

Il nome Spilla ha l’idea di tenere uniti insieme la musica e il territorio… nel rispetto di entrambi, ma è anche una spilla da indossare… e non ultimo è parte del logo di Comcerto, quindi l’idea era quella di legare tutto ciò.

Unaltrofestival, vuole essere una provocazione e una definizione nello stesso momento: un altro… l’ennesimo… un altro perché diverso, unico, diverso, riconoscibile…

Come sono le connessioni tra il festival e la città che lo ospita? Anche se possiamo fare più un discorso di questo tipo soltanto per Spilla…

Ad oggi Ancona è l’unico posto dove Spilla può esistere, il legame è forte, si rafforza di edizione in edizione, la gente aspetta il festival, il pubblico è fidelizzato, l’amministrazione crede nel progetto da sempre, non abbiamo molta sinergia con le attività commerciali ancora ma arriverà.

Ormai un festival non è solo musica ma anche attività collaterali a impreziosire l’esperienza. Cosa avete pensato?

 

In passato abbiamo avuto, proiezioni di film musicali, presentazioni di libri, talk sulla discografia, mostre fotografiche e ovviamente street food e mercatini… svilupperemo ancora di più i contenuti extra musicali nelle prossime edizioni.

Il grosso problema per i festival è stato negli ultimi anni il secondary ticketing. Quali sono stati gli accorgimenti che avete adottato?

Mi dispiace dare una risposta fuori dal coro e anche abbastanza umile ma il secondary ticketing non è mai stato un vero problema per i due nostri festival, è un fenomeno presente e sotto gli occhi di tutti, ma non è un fenomeno che esplode per eventi come questi.

Come credi si potrebbero evolvere i festival in futuro?

 

Se per festival intendiamo progetti come questi due, e non eventi da 50000 persone, è necessario lavorare sempre di più sull’autenticità, la riconoscibilità e proporre qualcosa che gli altri non hanno per poter attirare un pubblico sempre maggiore ma anche più attento e esigente… in Itaila i festival sono orientati verso un numero limitato di audience… disposti anche a viaggiare ma per avere qualcosa che non hanno sotto casa.

L’organizzazione di un festival si fonda sul lavoro di tante persone. Come è la squadra che c’è dietro ad Unaltrofestival e allo Spilla?

 

Entrambi i festival avvengono grazie al prezioso lavoro del personale della Comcerto, non vi sono attori esterni, personale volontario non retribuito.

C’è un impegno che dura in parallelo a quelli che sono gli altri nostri impegni circa 10 mesi l’anno.

 

Hai momenti memorabili accaduti ai festival da condividere con noi?

 

Per fortuna molti…di Unaltrofestival tra gli altri… la contentezza del sold out del primo giorno della prima edizione con The Lumineers.. fu il miglior battesimo possibile. 

Un altro memorabile ma meno simpatico… l’anno in cui ho avuto l’idea di fare il doppio festival in contemporanea a Bologna e Milano… per vedere l’inizio degli Horrors a Bologna e la fine degli MGMT a Milano persi 6 punti della patente, e 2 multe con il sistema tutor.

Di Spilla ricordo tra gli altri… l’allestimento dei Mumford & Sons e il centro invaso di ragazzi venuti da lontano, Richard Ashcroft emozionato ma anche un set memorabile di Nicholas Allbrook che stregò tutti.

 

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