ELEONORA BORDONARO: è LI FOMNI il singolo da CUTTUNI E LAMÉ, disco in siciliano prodotto da PUCCIO CASTROGIOVANNI dei Lautari con ospite ALFIO ANTICO

0
Intorno al 1100 in Sicilia arrivarono i Normanni e, con loro, piemontesi, francesi, liguri e lombardi, chiamati a popolare dodici paesi. Coloni e soldati fusero le loro diverse lingue in una nuova, il Galloitalico di Sicilia, che non assomiglia a niente e che tutt’oggi si parla a San Fratello, in provincia di Messina. In questa lingua Salvatore Scaglione scrisse un testo su ‘Li Fomni’, le donne, definendole ‘canaglie, mala razza, pessime, indocili, balorde’. Ma noi donne di oggi queste parole le prendiamo con ironia e ci facciamo una bella risata!”.

Racconta con queste parole Eleonora Bordonaro il brano “Li Fomni”, primo estratto da “Cuttuni e lamè. Trame streuse di una canta storie”, il debutto uscito lo scorso ottobre per l’etichetta Finisterre. “Streuse” chiama le tredici canzoni del disco la cantautrice, ricercatrice e interprete di Paternò, ovvero “bizzarre, originali. Canzoni di una canta storie perché vengo da Paternò che in Sicilia è il paese dei cantastorie, quelli che, con la chitarra e il cartellone, andavano in giro per le piazze e il tetto dell’auto era il loro palco”.

Un debutto all’insegna della tradizione, in altre parole, ma che guarda pure al presente e al futuro, come punto di arrivo e ripartenza di un percorso dalle innumerevoli esperienze e collaborazioni (Ambrogio SparagnaPeppe ServilloMichele Lobaccaro dei Radiodervish, Patrizio Trampetti).
A fare da filo conduttore uno sguardo curioso e divertito sulle donne, che come in un’inquadratura cinematografica passa da un campo lungo ad una soggettiva, da generale si fa sempre più intimo, abbracciando pure l’intensità della passione amorosa e una spiritualità contadina, umana e simbolica.

E’ tutto questo “Cuttuni e lamé” (“Cotone e lamé”), valorizzato da ospiti come Alfio Antico, i Lautari e Mario Incudine. Tredici canzoni fortemente espressive, carnali, laviche e marine; prodotte da Puccio Castrogiovanni dei Lautari in collaborazione con Michele Musarra. Un lavoro che accanto al dialetto siciliano inserisce anche un episodio in Gallo-Italico di San Fratello, lingua misteriosissima portata dai Normanni sull’Isola con la sua mistura di dialetti del nord Italia, francese e lingua siciliana, patrimonio di pochissimi custodi gelosi e orgogliosi.

Dalla prima all’ultima traccia “Cuttuni e lamé” è insomma un viaggio vorticoso e viscerale fra molteplici suggestioni culturali. I “Canti Popolari Siciliani” raccolti e illustrati daLionardo Vigo e le ricerche di Alan Lomax vengono rinnovati alla luce della poesia contemporanea e completati da musiche originali, a fianco di canzoni scritte da Eleonora Bordonaro come songwriter. Il suono è omogeneo e riconoscibile, non manca il fascino ipnotico di pezzi solo marranzano e voce, ma ci sono anche tracce che richiamano in modo deciso il manouche, il blues e il tango.

Di fondo, poi, un approccio interpretativo drammaturgico, riadattato alle diverse scene di ogni canzone e impreziosito dalla voce straordinaria e poliedrica di Eleonora (“Mi accendo quando canto, sento tutto e sono salva” canta in “Vuci”). La cadenza beffarda di “La tassa di li schetti”. La techno atavica di “Tri Tri Tri”. Una dolentissima ballata d’amore come “Lu cielu unni situ”, scritta per uno spettacolo di Mimmo Cuticchio. La seta d’archi e il solo voce dei due brani dedicati a Maria (“Lamento di Maria” e “Maria passa ppi na strata nova”). La messa in scena rabbiosa e altera dell’ancheggiante e waitsiana “‘A partita”. Una title-track piano e voce da grande cantautrice e osservatrice del mondo femminile. A chiudere “Ucch’i l’arma”, un approdo, anzi l’Approdo. Profuso nel grido di gioia vibrante e ancestrale di una donna che, come si legge nel booklet del disco, ha chiuso il Diavolo nella Brocca.

Link
http://www.eleonorabordonaro.com
http://www.facebook.com/EleonoraBordonaroMusic

(foto Renè Purpura)
Share.

Comments are closed.