Vita da Musico: Killer Sanchez

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Carissimi lettori e soprattutto carissime lettrici di Lost in groove,

chi vi scrive sono Paolo e Luca “Zabo”, rispettivamente l’indomito bassista dalle dita caldissime e il selvaggio (e selvatico) batterista dal groove africano, sezione ritmica dei Killer Sanchez. Non sapete chi sono i Killer Sanchez? Male (o forse anche bene, a seconda dei punti di vista..). Ma non disperate: avrete la possibilità di recuperare velocemente guardando le informazioni riportante in calce, non prima però di esservi sciroppati questo mezzo delirio sotto forma di pretestuoso (e anche un po’ presuntuoso) monologo.

Probabilmente, già dalle prime righe molti di voi saranno rimasti un po’ straniti, aspettando di trovarsi di fronte ai soliti monologhi pomposi e pompati delle Primedonne per antonomasia, delle Dive, dei Mattatori della serata, degli Accentratori delle attenzioni del pubblico (soprattutto femminile). Avete già capito di chi stiamo parlando, vero? Ve li presentiamo pure (anche perché non vorremmo doverci sorbire, imprigionati tra le quattro mura di una minuscola saletta, infinite scenate isteriche da mancanza di attenzioni): Gabriele, ovvero il nostro irresistibile cantante dalla voce profonda e suadente, e Sebastiano “Sebi”, nostro focoso chitarrista dal sangue bluesy e dal fascino tenebroso.

Invece, con un improvviso colpo di coda, ci siamo appropriati dello “scettro dell’esibizionismo”, e in questa puntata proveremo a convincervi di come la sezione ritmica di una band goda di un’incontestabile superiorità (musicale, umana, sessuale!) rispetto ai compagni di merenda e avventure musicali.

Partiamo con le definizioni da manuale, direttamente dal nostro sostituto scolastico preferito che tante volte ci ha fatto fare la figura dei fighi durante improbabili fasi di abbordaggio via social network: “Una sezione ritmica, nel linguaggio della musica moderna, indica la sezione di un gruppo musicale che esegue le parti di accompagnamento (sia ritmico che melodico)”. Detta così, sembra effettivamente una gran palla. Già la parola “accompagnamento” non ispira un granché e fa pensare ad un qualcosa di cui si potrebbe tranquillamente far a meno. Eppure, c’è molto ma molto altro dietro.

Ad esempio, quando andate a vedere una band dal vivo e vi esalta particolarmente, oppure al contrario vi fa cagare, in una buona parte dei casi è anche grazie (o per colpa) alla qualità della sezione ritmica. Provate a farci caso.

  • Chi è che vi fa muovere il culo?
  • Chi è che vi accarezza i timpani e vi massaggia le budella con calde basse frequenze al cardiopalmo? (“Palpitazione Tenue”, come cantava il Giovanni Lindo Ferretti dei bei tempi)
  • Chi è che vi da la cosiddetta BOTTA?

 

E a proposito di “botte“: bassisti e batteristi godono anche di un’ottima fama sotto ben altri punti di vista decisamente più interessanti: una nota pornostar, famosa per essersi passata una buona parte della scena musicale nazionale (e forse anche internazionale), ha dichiarato senza mezzi termini che i succitati sono in grado di offrire performance di livello decisamente più alto rispetto ai colleghi di band. Non vi indichiamo il suo nome solamente per evitare che orde di cantanti e chitarristi, punti nell’orgoglio, possano molestarla.. Noi ci siamo limitati a ringraziarla e ovviamente rimaniamo a disposizione per dimostrazioni pratiche; siamo fermamente convinti che riusciremo a convincere anche le più scettiche!

E non è tutto. Un recente studio della Proceedings of the National Academy of Sciences dimostra come il bassista sia l’elemento più importante della band. Sì, avete capito bene, il bassista. Il “chitarrista fallito”. Oppure, quello che suona “quella chitarra strana con due corde in meno”. Il Nerd della situazione. Quello che solitamente viene selezionato non per le qualità tecniche, il groove o il gusto musicale, ma al 50% per la “simpatia” (per altro tutta da dimostrare o che si esaurisce nel brevissimo termine), e all’altro 50% per il colore del basso.

Ci sono tantissimi altri esempi pratici e teorici volti a corroborare la nostra tesi, potremmo tenervi qui per ore, ma non vogliamo tediarvi ulteriormente vi salutiamo con due citazioni e vi aspettiamo ai prossimi live dei Killer Sanchez, dove potrete toccare con mano (in tutti i sensi) quello che abbiamo esposto sopra, o in alternativa protestare presso il nostro ufficio reclami; voce e chitarra saranno lieti di accogliere le vostre rimostranze ☺

“Se la nave affonda, prima le donne e la sezione ritmica!” (Jack Pastorius, padre del divino Jaco e noto per le sue performance su navi da crociera

“Gli unici artisti dotati di fascino personale che io abbia conosciuto sono i cattivi artisti: quelli buoni esistono solamente per quello che fanno e di conseguenza, sono assolutamente privi di interesse per quello che sono.” (O. Wilde)

 

Vs. Paolo e Zabo

 

 

 

I Killer Sanchez nascono a Milano nell’aprile 2012.

La ricerca musicale si rivela da subito una componente importante per la band, che partendo da una matrice di base hard rock ha spaziato liberamente genere, miscelando note grunge, rock psichedelico e stoner, proponendo testi in italiano. Dopo alcuni cambi di line up, la band è composta da:

Gabriele Carbone – Voce

Sebastiano Mignosa – Chitarra

Paolo Siepi – Basso

Luca Zabotto – Batteria

Da subito attivi nella scena rock underground milanese, i Killer Sanchez si esibiscono con regolarità all’interno delle principali realtà locali, tra cui Sacrestia, Barrios, Ligera, Magnolia e Rock’n’Roll.

Il repertorio del gruppo presenta all’attivo l’EP Ruggine uscito nel Maggio del 2015, a breve l’EP Pneuma, in uscita a Novembre 2017

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