No Borders Music Festival: Roy Paci e John Lui

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NOTA STAMPA

 

TARVISIO – Tanta tanta bellezza! È lo slogan migliore per raccontare quanto successo oggi alle 8:30 del mattino in mezzo ai Laghi di Fusine, quando Roy Paci e il chitarrista siciliano John Lui si sono esibiti su una piattaforma posta in mezzo al lago superiore, trasformatosi in un incantevole anfiteatro naturale tra le rocce e l’acqua, qualcosa di affascinantemente surreale mai visto prima d’ora che entra di diritto nella storia del No Borders Music Festival, del Tarvisiano e dell’intero Friuli Venezia Giulia.

Oltre 1.000 persone sono accorse al risveglio in mezzo ai monti per vivere da vicino “Phonolake”, l’inedito, straordinario ed esclusivo progetto ideato appositamente per il No Borders Music Festival dai due straordinari musicisti che hanno “sonorizzato” i Laghi, proponendo uno spettacolo semplicemente coinvolgente nel quale i suoni non hanno conosciuto confini e limiti stilistici mettendo d’accordo veramente tutti, anche i palati più raffinati.

La tromba di Roy Paci e la chitarra di John Lui si sono incontrate e “sfidate” ripetutamente mischiandosi ai suoni naturali della vallata e dando vita a una vera e propria opera musicale, concentrata in 4 diversi momenti d’improvvisazione. Al termine del concerto il numeroso pubblico giunto da tutto il Nordest, dall’Austria e dalla Slovenia, ha tributato una interminabile standing ovation ai due artisti che con un semplice gioco di sguardi hanno deciso di improvvisare sul momento e hanno regalato un’ulteriore perla al pubblico del festival.

 

Dopo i 3 concerti dello scorso weekend che hanno portato in piazza Unità a Tarvisio 3 star internazionali quali gli Editors, Joss Stone e Parov Stelar, questa è stata l’ennesima avvincente sfida vinta trionfalmente dal No Borders Music Festival, la celebre rassegna – organizzata dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano e giunta alla ventiduesima edizione – che valorizza la musica quale mezzo culturale oltre i confini e promuove le bellezze di un comprensorio davvero straordinario posto tra Italia, Austria e Slovenia. L’unione tra la qualità della musica proposta e la bellezza delle location che ospitano i concerti sono due dei tanti ingredienti che fanno del No Borders un festival davvero unico nel panorama nazionale e internazionale, in grado di attirare artisti di fama mondiale e di diventare un vero e proprio veicolo promozionale dell’intera regione.

 

Il festival proseguirà lunedì 7 agosto alle ore 14, sempre ai Laghi di Fusine, con l’attesissimo concerto della cantantessa Carmen Consoli in duo, originariamente previsto per domenica 6 agosto, ma posticipato a causa delle avverse previsioni meteo. Domenica 13 agosto invece si salirà al Rifugio Gilberti di Sella Nevea a 1.850 mt con Vinicio Capossela in solo (piano e voce) per il “Concerto in alta quota”, l’autentico manifesto del No Borders che negli ultimi anni ha fatto il giro del mondo sui social network. Il 18 agosto ci sarà un momento più classico con l’Otetto Lussari sul Monte Lussari e poi sabato 26 agosto (inizio ore 14:00) il gran finale della ventiduesima edizione in Val Bartolo a Camporosso, che per la prima volta, grazie alla collaborazione con Homepage Festival, ospiterà un concerto del festival con protagonisti 2 dei nomi più autorevoli e amati della scena musicale friulana: la band alternative dei Playa Desnuda e il rapper carnico Doro Gjat, che la scorsa settimana ha duettato con la star mondiale del soul, Joss Stone, facendola addirittura cantare in friulano sulle note della sua “Zenith”.

 

Il No Borders Music Festival 2017 è organizzato dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, la Provincia di Udine, il BIM Valcanale Canal del Ferro, la Banca Popolare FriulAdria Credit Agricole, la Fondazione Friuli, Allianz Assicurazioni, ProntoAuto, il Comune di Tarvisio e il Comune di Chiusaforte, con la consulenza artistica e organizzativa delle agenzie VignaPR e Zenit srl.

 

Foto: Carlo Spaliviero

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