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Con un appeal da storyteller sempre molto presente e anticipato dal singolo ‘Oh Dear Louis‘, le dieci tracce dell’album scorrono tra ‘Betty’s Eulogy’, ispirata alla moglie del leggendario cowboy performer e vaudeville Cherokee-indiano Will Rogers, e ‘Smile When You Call‘, un’ode a ‘Wichita Lineman’ di Jimmy Webb.
‘Di solito ho un tema in mente quando inizio a scrivere per un album, ma per questo disco è stato tutto molto diverso. I miei 30 anni mi hanno aiutato moltissimo a raggiungere un approccio creativo più libero.’
Sostenuto dalla produzione visionaria di John Vanderslice (Spoon, the Mountain Goats, Strand of Oaks), e mixato da Jacob Winik (The Magnetic Fields, Hot Buttered Rum), ‘You Had Me At Goodbye’ e stato registrato in analogico ai Tiny Telephone Studio nella Bay Area in California, un lavoro ispirato da tutte quelle donne che agli inizi della loro carriera, come lei, hanno avuto difficoltà ad arrivare al grande pubblico, che si tratti dell’amica Dor o di Patti Smith, Cyndi Lauper e molti, molti altri come spiega Samantha:
“Questo album è dedicato e ispirata alle donne forti, indipendenti, ed è concentrato sulle donne che in qualche modo continuano ad esplodere attraverso le nubi scure del mondo dell’arte e della musica, a volte stranamente opprimente. E’ dedicato a ogni donna che non ha mai cambiato la propria visione, nonostante provocasse dissenso. A ogni donna volgare, forte, intelligente e brutta”.
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