“
Come l’ombra” è il primo singolo dal nuovo disco dei NoN intitolato “
Sancta Sanctorum”, in uscita il 15 luglio per
Garage Records /
I Dischi del Minollo con distribuzione fisica Goodfellas e digitale Believe Digital.
La traccia, che presto verrà accompagnata da un videoclip, è la rilettura di una splendida canzone del
Trio Lescano del 1942, che i
NoN hanno virato verso il dark folk accrescendone ancora di più l’intensità.
“Quando vidi Il Conformista, capolavoro di Bernardo Bertolucci – racconta Andrea Zingoni, voce del gruppo – oltre che dalla visione rimasi affascinato anche da questa canzone che suggellava il film sui titoli di coda. Dovetti subito scoprire di chi fosse questo incanto soave e spettrale al tempo stesso, così feci la conoscenza del Trio Lescano. Trio di voci femminili molto in voga negli anni ’30 e ’40 in Italia, periodo, infatti, in cui si svolge il film. Abbiamo preso questa canzone, l’abbiamo scarnificata, ridotta all’osso, e poi le abbiamo costruito sopra il nostro mood, più e più volte anche in studio di registrazione modificando fino alla fine le strutture ed i suoni.”
“Come l’ombra” sintetizza al meglio l’atmosfera e le coordinate sonore di “Sancta Sanctorum”, il cui titolo cita un testo di Charles Bukowski. Il secondo lavoro dei NoN è un disco dark-wave-noise pulsante oscurità e speranza, dove il suono viene arricchito di stratificazioni e strumenti come timpani, campane, synth, organi, pianoforti ma anche scatole di attrezzi e barattoli pieni di chiodi, oltre a un violoncello suonato dall’ospite Alice Chiari.
“Sancta Sanctorum” è il santo tra i santi, la parte più sacra del tempio. Nell’ebraismo quella che custodiva l’Arca dell’Alleanza, la stessa il cui velo si squarciò quando Cristo morì. Dentro antichissimi segreti che per il trio fiorentino rappresentano il lato più intimo del loro essere. In un disco che rispetto al precedente “Sacra massa” (2014), più “politico” e rivolto all’esterno, tenta una spietata indagine interna, sui sentimenti, sulle paure e sulle instabili certezze di chi suona – e di chi ascolta, ovviamente.
“SanctaSanctorum” è un lavoro capace di impregnare le anime con il suo nucleo pulsante oscurità e speranza, regalando traccia dopo traccia sorprese, momenti inaspettati ed enormi slanci lirici. Oltre al brano del Trio Lescano, infatti, lungo la tracklist convivono una brumosa rotativa wave come “Ancora resto”, per la prima volta un brano acustico (“Reti e pareti”) e anche una lunga suite d’amore che fa vibrare il sangue e le costole di una salvifica sensualità – “Sostanza”, che vede Luca Barachetti (Bancale, Barachetti / Ruggeri) firmare il testo e presenziare alla voce. Ma sono tanti gli agguati di “Sancta Sanctorum” e c’è sempre un qualcosa di sacrale che rimane alla fine di ogni canzone. Come se un faro, un faro livido, fosse costantemente puntato contro un qualcosa di Implacabile. Un qualcosa che riguarda la vita, l’amore e la morte e che a tutti ci governa. Nel tempio squarciato delle nostre esistenze.
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