Vita da musico: Karoshi

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Ho fatto un sogno che riguarda questo posto. All’inizio del sogno io sono qui dentro. Ma non è né giorno, né notte. È tarda serata, diciamo. È tutto uguale a qui dentro, a parte le luci. E io ho paura, una paura che non le dico. Fra tante persone, c’è lei, laggiù, proprio dietro la cassa. Lei ha paura, e io mi spavento ancora di più vedendo che lei ha paura. Poi capisco di che si tratta. C’è un uomo, nel cortile qui sul retro. È lui la causa di tutto. Io lo vedo attraverso il muro, vedo la sua faccia… Spero di non dover mai vedere quella faccia, quando sono al di fuori del mio sogno.

I più attenti riconosceranno il film da cui proviene. Noi di cinema siamo appassionati di brutto, tipo che apriamo sempre i concerti con una traccia audio di un film e lo chiudiamo con una canzone della colonna sonora, i più affezionati lo sanno. Abbiamo pensato che potesse essere un’idea carina, “per distinguersi”.

Alla fine si è talmente in tanti a suonare adesso che in qualche modo bisogna distinguersi. C’è il gruppo in cui si vestono tutti uguali, quello in cui hanno tutti i capelli colorati, noi ci mettiamo i dialoghi dei film. Una volta dopo un concerto un tizio si è avvicinato e ci ha detto che eravamo forti, ma che sembrava più che altro che suonassimo colonne sonore, è il complimento più bello che ci hanno fatto.

Le date per suonare poi non sempre le troviamo subito, questa cosa non si capisce: è pieno di gruppi, ma veramente pieno di gruppi, e i posti che fan suonare sono tipo tre. Poi noi abbiamo questa cosa che ci portiamo via un sacco di roba, siamo l’incubo dei fonici. Non facciamo altro che comprare strumenti, non andiamo mai in ferie, compriamo solo strumenti. C’è questo sito tedesco che vende strumenti musicali, è la nostra rovina: una volta ogni due tre mesi uno di noi manda un messaggio, “ragazzi, io faccio l’ordine, ditemi cosa vi serve”, e sai già che ti sei mangiato lo stipendio. Stai facendo programmi, vuoi sistemare la macchina, vuoi cambiare il televisore, “ragazzi, io faccio l’ordine”, tutto a puttane.

“Ma quindi che c’entra la frase del film all’inizio?”. Niente. Non c’entra niente. C’è questa mania di fare le cose per un motivo, è una bella frase di un film bellissimo, è già un motivo sufficiente. Per la musica per noi è uguale, facciamo quello che ci viene, quello che abbiamo voglia di fare. Uno durante la settimana ha un continuo rompimento di palle, a martello pneumatico. Pam-pam-pam: è il rumore di quando ti rompono le palle, inizia il lunedì mattina presto. Un diversivo devi trovartelo, si tratta di sopravvivenza, alla fine. E cosa fai? Il giovedì sera prove, 21:00 puntuali.

Karoshi

Nel Febbraio 2014 i Karoshi rilasciano Maizena EP, loro primo lavoro autoprodotto con la collaborazione di Gianluca Dalla Rosa. Antera è il loro secondo lavoro autoprodotto, registrato da Mirko Brigo e Nicola Sanguin (The Beautiful Bunker e Lay Llamas) al Bunker Studio di Arquà Petrarca nel Maggio 2015, sarà disponibile in free download e copie fisiche.

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