Vale sempre la pena, in fondo: l’Amsterdam dance Event 2015

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A inaugurare la nostra stagione dei festival indoor la settimana passata ce ne è stato uno, e bello grosso. Parliamo dell’Amsterdam Dance Event, fondato nel 1996 come un modesto raduno di tre giorni, l’evento olandese è poi sbocciato in un spettacol multiforme  di cinque giorni che, come questanno, ha ospitato 2.289 artisti, 510 relatori e più di 1.000 eventi. La combinazione poi di Festival+Playground events+Conferenze ha portato per il ventennale della manifestazione più di 365.000 visitatori in cinque giorni.
Come è andare all’ADE? Devi cercare di programmare quello che vuoi vedere: rispetto ad altri festival però la app era piuttosto deficitaria. Non potevi pre-caricare gli eventi che avevi messo nella tua personale lineup sul sito e… beh, questo a volte era un po’ noioso, specie il venerdì, quando eri abbastanza rincoglionito. Ovvio, parlo per me: io il venerdì ad esempio ho perso il lancio del libro fotografico di Rutger Geerling “this is my church”, che mi interessava molto. Perché? Perché da nerd se non posso personalizzare qualcosa ora per me è un problema. Oppure le descrizioni tra sito e show non coincidevano: perché mettere “se arrivi prima delle 20, all’Heineken Experience, puoi farci anche un giro dentro”, poi arrivi lì e ti dicono “eh? no no”, oppure andare a vedere, nel giorno dello sciopero dei mezzi -sì, anche nei Paesi Bassi i ferrotramvieri battagliano per la loro pensione e scelgono giorni dove possono darti noia- la session alla casa di Rembrandt e poi la scopri meno live di quello che immaginavi e che avevi letto. Poi però ecco: esci e hai alternative. Tante alternative, forse troppe alternative. A volte, come mi ha detto un amico su facebook mentre scleravo lì durante il festival, sei a un party e non ti diverti tantissimo e pensi cazzo, magari a mezzo km da qui c’è tizio e potevo andare a vedere quello e invece sono qui e oddio cosa faccio?
Ma tranquilli, sono paranoie medie da chi fa una dozzina di festival l’anno: per voi che magari siete andati solo all’Estathe Market l’ADE è una roba grandiosa, organizzata da Dio, con location stratosferiche e una lineup (costruibile) che non ti lascia neppure a disposizione 4 ore di funzioni primarie.
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Rispetto l’anno scorso ho visto meno persone in giro, professionalmente, a cazzeggiare e molti di più che volevano spingere per contatti lavorativi. Come se una webzine potesse garantirti delle date. Una cosa che a me sfugge. Insomma, anche i panel questanno erano un po’ troppo numeri e case history. Devo dire che il mio approccio era quello di imparare ancora di più da un mondo, ma ho visto e sentito più che altro resoconti di fine anno… e questo mi ha un po’ spoetizzato. Più storie e meno numeri, sarebbe buona cosa: soprattutto per chi come me mastica tutto il resto dell’anno altra pasta. Far vedere solo i risultati come un prodotto porta fuori strada. Fortuna che poi si fanno contatti umani, e si capisce che non è solo apparenza… ma credo che si sia persa un’occasione nello spiegare meglio tante cose e tanti personaggi.
Per quanto riguarda la parte parlata, ho fatto due file: una maggiore per ascoltare Martin Garrix e il suo team, e beh… ce ne è di lavoro dietro a un successo che credo che stia raggiungendo un pubblico più ampio del edm. E l’altro è stato il panel con Skrillex.
Per quanto riguarda la musica però è andato tutto benone. La cosa bella, poi, è stato avere un ottimo programma più indie all’interno del festival: la giornata del sabato per me si è conclusa con la serata di Subbacultcha al Melkweg dove suonavano, tra gli altri, U.S. Girls e Larry Gus. Piccola gemma, anche se la Oude Saal era abbastanza piena. Così come ho iniziato il primo giorno sempre alla Kleine Saal del Paradiso con le Telepathe e poi Haty Haty (il progetto electro di Blaudzun e David Douglas). Sicché, capite: anche se ci sono i grandi show potete trovare sempre la piccola nicchia che fa per voi. O al massimo farvi guidare in serate delle label come è successo con Oliver Heldens e soci e per la Protocol night con Nicky Romero.
ADE è anche tante venue fighe: questanno proprio anche l’Heineken Experience si è aperta all’Armada Night (che era anche in streaming sul sito), e non solo le solite location come il Gashouder che ormai si lega ad Awakenings (qui si è contenti per aver visto Nina Kravitz in consolle, finalmente) o il Mediahaven che è davvero la struttura perfetta per eventi del genere.
Naturalmente poi abbiamo seguito per voi il Dockyard Festival e la Defected Night all’Air. Così come vi segnaliamo la nostra intervista a Ost & Kjex presenti allo Showcase Diynamic.
Infine, quest’anno avete musica, spettacoli ed eventi che si svolgono presso l’Amsterdam Dance Event (ADE) grazie al livestream ufficiale via Beatport. Date un’occhiata ad alcuni dei migliori pezzi di ade.beatport.com
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