Vita Da Musico: Pocket Chestnut

0

Ciao, siamo i Pocket Chestnut, un gruppo che suona per divertirsi, qualche volta si diverte tantissimo, qualche altra volta meno ma che comunque è felice di farlo. Esistiamo dal 2010, abbiamo registrato tre dischi e suonato parecchi concerti talvolta in posti impensabili, compresa una casa di studenti in condivisione con letto soppalcato. Fra dischi e concerti, quando va bene riusciamo a pagarci la benzina e ogni tanto ci scappa qualche euro per i plettri e i cavi. La musica ci ha fatto conoscere molti adorabili pazzi furiosi, spesso preoccupati/frustrati perché non riescono a vivere di musica. Per noi la musica è un’attività extra-lavorativa, e questo aspetto per certi versi è anche comodo: non dobbiamo preoccuparci di piacere a un direttore artistico di un locale per pagare le bollette, cosa che ci pone in una disposizione d’animo che permette di vivere le prove settimanali e le giornate spese in giro a suonare dal vivo con il giusto buon umore. Per lo stesso motivo, non ci sentiamo in grado di dire niente di interessante su gioie e amarezze della “vita da artista” in un periodo non proprio favorevole per chi abbia fatto questa scelta. Possiamo però dire che l’esistenza del musico dilettante offre diversi momenti di comicità, ovviamente involontaria. Le attività da musicisti vengono incastrate come le tessere del Tetris tra impegni di lavoro (quello diurno, che poi – pur essendo di tipo impiegatizio – può sconfinare anche in ore notturne) e vita privata, quasi sempre con artifici che possono essere più o meno solidi e collaudati. E se con fidanzate/mogli, amici e parenti una quadra il più delle volte la si trova, spesso è sul lavoro che si creano le situazioni più imbarazzanti – o divertenti, a seconda di come le si voglia prendere.
Qualche anno fa capitò a uno di noi (all’epoca in un altro gruppo) di dover prendere qualche ora di permesso durante un giorno lavorativo per registrare l’esecuzione di una canzone in uno studio televisivo: uno di noi, al suo capo, per ragioni di riservatezza (il musico tende ad essere molto discreto, circa il suo hobby, sul posto di lavoro), giustificò la propria assenza dicendo di dover andare a fare una visita medica. Gli sfuggì, però, che l’esibizione sarebbe stata mandata in diretta, così come il suo capo – per l’inevitabile serie di coincidenze che rende la vita molto movimentata – non mancò di assistervi, dalla televisione montata nella sala caffé dell’ufficio. Al suo ritorno, un paio d’ore dopo, lo incrociò. E il capo gli disse: “Complimenti: sei più bravo a suonare che a raccontare cazzate”.

Pocket Chestnut: guardano dal basso il talento folk dei Bright Eyes e ripercorrono a loro modo le autostrade che hanno portato alle stelle Eels, Wilco e Calexico, fermandosi di tanto in tanto per ricordare il mai troppo compianto Mark Linkous (Sparklehorse). Hanno suonato oltre duecento concerti,aprendo le date italiane di Adam Green, Poliça, Tamaryn, Gang Of Four e moltissimi altri..

Bandcamp

Facebook

Share.

About Author

Comments are closed.