Esce venerdì 14 maggio nelle radio, “One Horse Town” un nuovo singolo estratto da“Pandora’s PlayHouse” (http://smarturl.it/y6nev9), il dodicesimo album in studio di Sananda Maitreya, un doppio album di inediti interamente scritto, prodotto, suonato da lui (fatta eccezione per 3 collaborazioni), e pubblicato il 15 marzo da TreeHouse Publishing
Anticipato dal singolo “In America” (https://www.youtube.com/watch?v=aob5x1mLE8E) e poi dal successivo “Pie” (https://www.youtube.com/watch?v=tP_p43geJ9M), il nuovo album di Sananda è un viaggio musicale prova dell’espressione incendiaria di questo artista e della sua capacità di sovvertire, allo stesso modo, le aspettative dei fan e dell’industria musicale.
Il nuovo singolo si inserisce pienamente nello Zeitgeist, lo spirito del tempo. Si tratta di un brano che si spiega da solo, con le sue lyrics e le sue immagini.
Questa canzone infatti prova a spiegarci il nesso tra ‘razza’ e ‘gelosia’ e di come il MALE si possa nascondere ed insidiare dietro le scuse della Filosofia, della Tradizione o delle Credenze. Spesso si gioca la carta del “Patrimonio” come scusa per odiare. La causa principale del “RAZZISMO” non è la Paura o la Superiorità, ma il semplice fatto che siamo gelosi l’uno dell’altro. In ogni caso c’è solo una razza e questa è la Razza Umana. Quindi noi siamo tutte queste tribù diverse e al tempo stesso tutte uniche e speciali perché se non altro siamo sopravvissuti e siamo ancora qui.
L’uscita del brano è accompagnato dal lancio di un nuovo videoclip diretto dall’ illustratore Alessandro Cocchia.
“La chiave interpretativa è stata quella di raccontare una storia facile, che si compone poco a poco, esattamente come i disegni che la animano. “ racconta Alessandro Cocchia, regista del video, “E’ una storia senza filtri e senza effetti speciali, né artefatta né patinata, ma con una essenza di pura verità e di realtà, che svela un mondo fatto di doodles e di collages di immagini, di giustizia se questa mai arriva:..If Justice Ever Comes At All. (cit.), dopo che 4-3-2-1 e poi più nessuno spettatore è d’accordo, ma a prescindere “they beat the shit out of he”.. Tutto è un viaggio, la concretizzazione di un pensiero che per 3 minuti e 33 secondi trova forma su un foglio di carta per poi svanire, lasciando un segno indelebile nella nostra coscienza di uomini”.