“Grand Casino Hotel”, il sesto album in studio di Waldeck

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Waldeck è orgoglioso di presentare “Grand Casino Hotel”, il suo sesto album in studio nonché il più cinematico della serie.
Nel corso dell’ultimo decennio, Waldeck si è sempre fatto ispirare da generi o epoche musicale, le cui essenze sono diventate un modello per il proprio sound. Pensiamo al suo “Ballroom Stories” (2007), considerato uno degli album più influenti dell’Electro Swing, “Gran Paradiso” (2016), omaggio allo spaghetti western e alla canzone italiana o all’ultimo album “Atlantic Ballroom” (2018), con suoni vintage gansta dal retrogusto jazz di fine anni ’60.
Questa volta Waldeck entra nel mondo del road movie americano, in tutte le sue diverse sfumature e colori. Un genere in cui il viaggio è la ricompensa e la ricompensa è la libertà.
Ascoltando “Grand Casino Hotel” vi troverete immediatamente immersi in immagini di incredibili paesaggi desertici, dove motel economici con piscine fatiscenti e autostrade senza fine delineano il paesaggio. Un edificio decadente del casinò adiacente al nostro motel cattura lo sguardo. Uno dei dipendenti sembra il fratello gemello scontroso di Waldeck. E’ un film musicale d’autore!
Klaus Waldeck dice: “Grand Casino Hotel non è solo una ‘colonna sonora in widescreen cinemascope’, ma è una metafora per il viaggiatore che, alla ricerca di un veloce colpo di fortuna, non riesce ad arrivare alla sua meta desiderata.”
I riff di chitarra “twang” e le linee di basso pulsanti, uniti ai beat elettronici minuziosamente cesellati, aggiungono a questo album un’affascinante “credibilità da road movie”. In questo lavoro si può riconoscere anche l’urgenza della Beat Generation: 12 tracce che parlano di drive-in deserti, parcheggi per roulotte, sconosciuti sfortunati. Il quartiere Bedford-Stuyvesant di Brooklyn entra in scena. A un certo punto ci troviamo ad attraversare il film Lost Highway, di David Lynch.
Come nei suoi precedenti album, il viaggio di Waldeck è accompagnato dai suoi fidati compagni di lunga data: Patrizia Ferrara (Austria/Italia), Zeebee (Austria) e Joy Malcolm (Inghilterra), oltre al cantante britannico Carl Avory.
Recentemente la musica di Waldeck è stata protagonista di produzioni cinematografiche e televisive (tra gli altri, un episodio di Grey’s Anatomy e gli spot per Versace e Ferrero). I brani di Waldeck sono stati trasmessi in streaming oltre 100 milioni di volte.
“Grand Casino Hotel” sta inaugurando un nuovo percorso in un genere musicale che Waldeck ha contribuito a definire. La sua passione per la libertà e l’indipendenza offre una piacevole pausa in questi tempi non facili.

Frammenti di una discussione su Zoom con Waldeck parlando di “Grand Casino Hotel”.

“Ehi, non ti sento. Il tuo microfono è acceso?”… “No. Credevo fossi Miles Davis. Stai usando un filtro sulla tua videocamera?” … “È troppo semplice mettere in relazione questi ricordi d’infanzia. Sono stato educato a fare l’avvocato, ma prendo ancora lezioni di pianoforte”. … “Ho girato lo stato di New York nel 2002, ma abbiamo coperto la maggior parte della strada al buio”. … “Le auto sono fantastiche. Adoro le auto. La mia prima è stata una VW Maggiolino. Ho anche comprato una vecchia Alfa Romeo per girare il video per la mia penultima uscita, ‘Gran Paradiso’. Anche il mio meccanico la adora”. …. “Credo di aver perso la connessione. Pronto?” “Internet maledetto…”

 

Link utili

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