Meduse è il debut single di IBISCO, disponibile in tutti i digital store dal 19 giugno per V4V Records (in licenza esclusiva Virgin Music Italy e publishing Sony ATV). Questo singolo anticipa l’album e ci immerge nel mondo del giovane artista bolognese, tra cantautorato sporco e sonorità d’oltremanica.
Con Meduse ci ritroviamo in mezzo a un racconto crudo di relazioni e futuro, di provincia e semplice esistenza. Stiamo fumando dentro una macchina nel mezzo della pianura padana e contemporaneamente in un parcheggio di Manchester e in un club di Berlino. C’è Dalla che incontra i Joy Division, per dare vita a un cantautorato lo fi che trasforma le parole quasi sussurrate in un grido interiore.
“I rapporti, con le persone e con l’esistenza, sono spessi tanto più non si hanno certezze. E non ne sappiamo il senso. Finché non ci fermiamo al lato della strada, pisciamo insieme a qualcuno e capiamo che ogni cosa è potenzialmente condivisa. E insieme si cresce, anche in pochi. E quello rincorriamo, di sera, quella cosa che fugge, che vogliamo, che ci vuole, ma che ci tiene in pugno come cucchiai, non per sadismo o cattiveria, ma perché ingrediente essenziale di ogni cosa a cui penseremo per tutto il resto della vita.” Ibisco
CREDITI
prodotto da Marco Bertoni e Ibisco
mixato e masterizzato da Marco Bertoni al PS1 Studio Pubblico di Registrazione Gianni Gitti (Mercatale, BO)
Artwork: Corrado Grilli – www.instagram.com/corradogrilli
BIO
Ibisco nasce a Bologna nel 1995 e vive in provincia, dove forse morirà anche.
Canta il sudiciume underground di periferia, sogna Manchester, Berlino, i Joy Division, Dalla e gli MGMT. Osserva da una macchina i campi della pianura padana, essi lo costringono a cercarsi dentro e spogliarsi di ogni pregiudizio nei confronti di qualsiasi travagliata dipendenza, nostra signora delle pulsioni più forti.
I pezzi nascono nella noia dei cessi del lavoro dipendente, dove per soldi si rinuncia a se stessi. Le canzoni, inizialmente, sono cantate sottovoce dentro al cellulare. I suoni sono viola, blu scuro e le parole amano venire come macchie sulla retina dopo che a lungo si è fissata la luce.
Ama l’autunno, odia l’estate.
Saranno gli occhi delle persone, specie quelle che dagli stereotipi sono più lontane.
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