Bobby Previte, Jamie Saft, Nels Cline: esce su RareNoise il 28 febbraio “Music From the Early 21st Century”.

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Quando le generazioni future si volteranno indietro ad ascoltare il suono di questo millennio ancora giovane, quale musica rimarrà per definire l’epoca? I maestri dell’improvvisazione Bobby Previte, Jamie Saft e Nels Cline fanno la loro scommessa per l’immortalità con “Music From the Early 21st Century”, il loro avventuroso nuovo album in uscita il 28 febbraio 2020 su RareNoise Records.
Nonostante non sia rappresentativo di quello che viene maggiormente ascoltato in streaming ai nostri giorni, “Music From the Early 21st Century” ha comunque un titolo appropriato. L’album, registrato dal vivo durante un breve tour nel nordest degli Stati Uniti all’inizio del 2019, è essenzialmente un trio d’organo impegnato nella libera improvvisazione, che, filtrato attraverso la lente di questi tre maestri enciclopedicamente eclettici, si muove continuamente tra un ibrido di stili ed un altro. “Fondamentalmente, si basa sulla formazione classica del trio d’organo – batteria, organo Hammond e chitarra”, spiega Saft. “che però assembla il linguaggio di tanti universi differenti. Ci sono tanti generi e spazi sonori diversi che interagiscono anche all’interno di un singolo brano, grazie alla maestria di Bobby Previte e Nels Cline. Il titolo dell’album per me esprime davvero l’ampiezza della musica”.
L’immagine di copertina parla al concetto che sta dietro la musica: nota come Hubble Legacy Field, la foto mozzafiato scattata dal telescopio spaziale Hubble cattura la prima immagine del nostro universo, rivelando galassie in formazione poco più di mezzo miliardo di anni dopo il Big Bang. L’impressionante concetto di assistere alla nascita di tutto ciò che conosciamo, ancora evidente nella nostra realtà moderna, riecheggia le evoluzioni musicali che si muovono attraverso le creazioni del trio. I titoli dei brani sono invece un po’ ironici; proprio come la musica stessa, le espressioni scelte, come “Totes”, “Occession”, “Parkour” e “Machine Learning”, non avrebbero nessun senso per chi le leggesse nel XX secolo. Previte ride al pensiero. “Ci ho pensato spesso, soprattutto invecchiando: chi può sapere che significato avrà negli anni futuri qualcosa che sto facendo. Il titolo scelto per questo disco mi sembrava sfuggire il rischio dato che è incontrovertibile che questa sia musica dell’inizio del XXI secolo. Questo permette alla musica di non portarsi dietro nessun altro significato, se non quello dell’epoca in cui è stata creata. Ho immaginato anche che sarebbe stupendo se, tra cento anni, qualcuno andasse su Google – o qualunque sarà l’equivalente di Google – a cercare ‘musica dell’inizio del XXI secolo’ e avesse come risultato questo”.
E’ sorprendente, data non solo la profonda alchimia dimostrata in questi brani ma anche il parallelismo di certi percorsi musicali seguiti per decenni dai protagonisti, che “Music From the Early 21st Century” sia la prima volta in cui  Cline suona con Saft e la sua prima collaborazione con Previte in un contesto improvvisativo. Mentre Saft e Previte condividono un rapporto decennale, Cline e Previte hanno unito le forze solo di recente per la prima volta in due dei progetti del batterista: “Terminals”, una serie di concerti in cui hanno suonato separatamente come solisti sotto l’egida di Sō Percussion; e  il recente splendido “Rhapsody”,  in cui Cline suonava, atipicamente, la chitarra acustica. “Desideravo per una volta improvvisare con Nels”, dice Previte. “Quello che Nels ha fatto in questo trio è impressionante. Molti chitarristi sono maestri dell’elettronica, quindi sono grandi musicisti sonori ma non sanno davvero suonare un blues. Poi, naturalmente, molti chitarristi sono il contrario, capiscono davvero l’armonia e la forma. Nels è quell’animale raro che sa fare tutte queste cose e, siccome ha una conoscenza così profonda di tutti gli elementi che compongono la musica, è in grado di portarli nella sua elettronica. Sono sbalordito da quello che ha suonato su questo disco”.
Durante il tour, un breve giro attraverso Upstate New York e Central Pennsylvania avvenuto la scorsa primavera, i compagni di questo trio hanno creato un legame basato sulla comune passione per un’ampio mondo musicale, che spesso si è manifestata in un gioco di ascolto di “Stump Nels” che avrebbe poi portato a eseguire quei brani nel concerto serale. Nessuna di quelle canzoni, che includevano classici del rock come “She’s Not There” degli Zombies e “No Quarter” dei Led Zeppelin, sono incluse nell’album, ma l’influenza di quel terreno comune gronda nella musica che hanno creato insieme. “Abbiamo sicuramente un sacco di influenze condivise”, dice Cline. “ Bobby mi suonava queste canzoni da cui era ossessionato e in un certo senso penso che questo sia diventata una base di partenza per dove il trio poteva andare. Questa è una sorta di jam band, un termine che non definisce più adeguatamente ciò che intendo, ma è essenzialmente ciò che stiamo facendo”.
Se questo è il caso, allora “Music From the Early 21st Century” è un jamming di altissimo livello. Dall’urlo monolitico di “Photobomb”, che apre l’album tuffandosi direttamente nel profondo, all’impulso Krautrock di chiusura di “Flash Mob”, le improvvisazioni evocate dal trio non perdono mai per un attimo la concentrazione, la vitalità o l’urgenza. In parte grazie all’esperta selezione di Previte, che ha portato alla luce i momenti più significativi di ore di registrazioni, e alle brillanti registrazioni live e mastering, curati di Saft, insieme al collaboratore di lunga data Vin Cin, nel suo studio di New York, l’Electric Plant; ma al centro di tutto ciò troviamo lo spirito inventivo di questi tre prodigiosi musicisti. Traccia per traccia, diventa presto chiaro che non ci sono limiti al terreno che questa band può esplorare. “Paywall” fa da ponte tra hard rock e dub, mentre il vivace bassline di Saft che cammina su “Parkour” spinge Cline a canalizzare il suo miglior skronk alla Sonny Sharrock. “The Extreme Present” offre un’interpretazione mutante dell’anima degli anni ’60, mentre “Totes” immerge l’ascoltatore in una foschia psichedelica. “Occession” è un’astrazione di rumore a spirale lunga quattordici minuti, mentre dieci sono quelli dell’ipnotico jazz spirituale di “The New Weird”. E poi la zangola cyborg di “Machine Learning”, seguita dall’estasi trascendente di “Woke.
“Questa band è nata per caso” fa spallucce Previte con una risata. “Che a volte è il modo migliore per creare una band. Anche a me piace suonare composizioni, ma la musica che si scrive deve essere migliore di quella che si può improvvisare, e se hai improvvisato per molti anni il risultato può essere estremamente emozionante e profondo. Può visitare paesi che non si potrebbero mai scrivere nella propria immaginazione più sfrenata. Una volta che noi tre ci siamo riuniti era ovvio che questa band avrebbe esplorato un territorio ancora sconosciuto”.
Mentre la modestia impedisce a Saft di sottolineare i propri meriti, i commenti che lui stesso fa sui suoi partner possono essere estesi al tastierista visionario, che nell’album mette in luce le sue capacità esplorative sul’organo Hammond, Minimoog e Fender Rhodes. “Entrambi questi musicisti hanno il linguaggio più ampio possibile da cui attingere quando improvvisano, ma nessuno dei due ha mai stabilito a priorio cosa dovessimo fare. Non c’era un’agenda ma fiducia, amicizia reciproca, rispetto e amore, e l’ascoltatore potrà assistere alla conversazione che abbiamo avuto. E’ stato solo una gioia suonare con loro”.

“Music From the Early 21st Century”

01. Photobomb
02. Paywall
03. Parkour
04. The Extreme Present
05. Totes
06. Occession
07. The New Weird
08. Machine Learning
09. Woke
10. Flash Mob

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