Lowlands 2019 live report

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Lowlands e’ nella cittadina Biddinhuizen, nella provincia Flevolands. L’attrazione principale e’ il parco Walibi con i giochi acquatici e le montagne russe ma il terzo weekend di agosto si anima con il festival Lowlands, che anche quest’anno ha fatto 55.000 presenze

Questa volta ritorniamo dopo due anni di pausa, se ben vi ricordate due anni fa avevamo solo una fotografa- ecco le foto– che diede ampia documentazione dei migliori show presenti, per i prossimi anni auspichiamo che l’organizzazione, Mojo che ringraziamo assieme alla Global Publicity, ci ospiti nuovamente e ci permetta una migliore copertura del festival olandese.
Non vi daremo un resoconto passo passo ma vi elencheremo le cose che ci hanno colpito di più e che speriamo vi invoglino in futuro a visitare questo festival dei Paesi Bassi

Il primo giorno molto probabilmente l’highlight tanto atteso dai partecipanti è stato per i De Staat l’aver conquistato il palco più importante ossia l’Alpha come headliner Potete vedere l’intera performance di seuito con il solito gusto teatrale della band di Nijmegen grazie alla registrazione della tv olandese

Facendo un passo indietro sulla location: Lowlands e’ nella cittadina Biddinhuizen, nella provincia Flevolands. L’attrazione principale e’ il parco Walibi con i giochi acquatici e le montagne russe ma il terzo weekend di agosto si anima con il festival Lowlands, dove arrivando non si puo’ non notare tutte le tende intorno al festival: e’ una cosa molto olandese, andare ad un festival con la propria tenda e Lowlands offre comunque un programma molto vario che finisce intorno alle 4 di ogni mattina con dj set. E si nota anche molto fango, una costante dei festival al Nord di questo periodo.

Lowlands non solo offre 11 palchi al coperto dove si puo’ ascoltare musica di diversi generi ma anche un sacco di altre attivita: yoga, teatro, arte, mostre fotografiche, negozio di dischi, Inoltre non si muore di fame 🙂 un sacco di possibilita’ culinarie: hamburger anche vegan, pizza, shoarma, patatine friette, gelati, il tutto che si puo’ annaffiare di birra, cocktail, caffe’. I prezzi non sono molto concorrenziali ma in linea col caro vita della nazione che ci ospita

Il sabato ho visto sul palco Alpha la tanto attesa americana Billie Eilish: con largo anticipo, un ampio flusso di visitatori del festival ha portato l’Alpha a conquistare un posto vicino a questa ragazza di 17 anni. L’americana è assistita da suo fratello Finneas O’Connell e da un batterista che nessuno sta guardando visto che tutte le migliaia di occhi sono su di lei. L’interesse horror gotico di Eilish è udibile e visibile. Sullo sfondo si vedono animazioni di ragni, una spaventosa foresta rosso-nera, uno zombi strisciante. Lei cattura il publico cantando e ballando.

Dopo aver preso parecchia pioggia sono arrivata al podio India dove ho assistito agli Idles band inglese che trasforma la rabbia e la tristezza in un divertente spettacolo punk. Si sono presentati sul palco con i poncho antipioggia gialli, rosa, e il chitarrista Mark Bowen indossa solo un poncho uno giallo con sotto le sue mutande.
Si apre subito con canzoni forti, dove il pubblico, balla, poga e stage diving… sotto l’occhio divertito dei fotografi. Tutta la performance e’ molto energetica.

Dopo tutta questa energia, ho voglia di qualcosa di piu’ tranquillo e vedo che Giorgio Moroder si esibisce nel tendone Heineken. L’eta’ media e’ molto piu’ alta rispetto a quella di Billie Eilish, poco alla volta il tendone si riempie e appare Giorgio con la sua band. Giorgio non e’ un dj ma un uomo dello studio, un cantautore e produttore. Classe 1940 ha iniziato a fare i dj set all’eta’ di 75 anni. Moroder è considerato uno dei fondatori della musica dance elettronica e produttore di numerosi successi di disco classici, in particolare di Donna Summer di cui sentiamo alcune tra le canzoni piu’ famose, e alcune canzoni tratte da colonne sonore come “Take My Breath Away” (da Top Gun) e “What A Feeling” (da Flash Dance). Giorgio e’ dietro ad un tavolo, racconta della sua vita, di quando dall’Italia si e’ trasferito a Monaco di Baviera per la musica, di quando ha anche lavorato ad Amsterdam. Parla bene inglese e tedesco e saluta in olandese.

Decido di finire la giornata al tendone India dove si sta esibendo Johnny Marr che la maggiorparte di voi ricorderanno come il chitarrista degli Smiths. L’atmosfera e’ fantastica, quasi sognante… Da qualche anno suona lui la chitarra e canta e ha un band con delle chitarre eccezzionali che non sentiremo piu’durante questi giorni. Anche qui si riuniscono giovani che grazie a lui hanno scoperto la musica degli Smith e i meno giovani.

La domenica e’ l’ultimo giorno del festival e qui in Olanda e’ anche la fine delle vacanze estive, visto che lunedi’ 19 agosto iniziano gia’ le scuole nella parte sud dell’Olanda. Fortunatamente oggi c’e’ nuvolo ma ogni tanto esce il sole e il fango si e’ asciugato.

Inizio la giornata nel tendone Alfa, il piu’ grande dove suona il gruppo inglese Bear’s Den, con l’uscita di pochi dischi, hanno gia’ raggiunto un posto notevole a livello internazionale. La loro musica e’ considerata Indi folk con aggiunta di suoni elettronici. La voce di  Andrew Davie è meravigliosamente rilassante, calda, profonda e talvolta leggermente incantevole, come una coperta che abbraccia tutto il pubblico. Credo che  il momento più bello è nell’intima canzone delle coccole Above The Clouds Of Pompeii.
Il secondo act della giornata e’ James Blake nel tendone Bravo. Lui e’ un singer- songwriter di Londra e si esibisce con un batterista e un chitarrista che suona anche 2 vecchi sintetizzatori. Tre ragazzi che suonano sui loro sgabelli… non ci sono giochi di luci, LED, laser, c’e’ quasi un raccoglimento per il concerto… solo che purtroppo si sentono anche quelli che parlano… James ha sofferto di depressione e nelle sue canzoni si puo’ sentire questa condizione e una sorte di malinconia, l’ultimo album Assume Form e’ comunque piu’ spensierato.
La mia giornata continua all’India dove Marc Rebillet inizia il suo show: si presenta in accappatoio bianco, e scarpe da montagna, lo show e’ improvvisato, un mix di Iphop- Miami Bass e Housebeats sul suo MPC e’ molto conosciuto su YouTube ma fortunatamente ogni tanto esce di casa e si esibisce ai festival.  Dopo 10 min toglie l’accappatoio, rimane con un paio di boxer bianchi con disegnati dei baci… e inizia a schiaffeggiarsi il membro… dopo canta una canzone in cui presumibilmente cerca di convincere una ragazza a togliersi i vestiti. La imita anche in falsetto. All’inizio non vuole davvero. Ma se riesce (“no pressure”), lo vuole comunque. Quindi imita una festa sessuale senza fiato – senza musica.
Rimango all’India dove viene preparato il palco per Thomas Azier: torna a Lowlands dopo 5 anni., fu presente con il suo album di debutto Hylas, ora, il pubblico di Lowlands sente solo la canzone Red Eyes, il resto della set list e’ composto da alcune canzoni dell’album Rouge e poi dall’album scritto in giro per il mondo Stray. E’ in ottima forma, arriva sul palco con le braccia aperte, lo show e’ perfetto come sempre, molti sono sopresi di vedere il batterista che si esibisce in piedi e che mostra la sua tartaruga. Thomas ha un sacco di energia, il pubblico, di ogni eta’, canta e balla alla sua musica. Si continua a sentire il sound dei sintetizzatori nella sua musica.
Come ultimo pezzo Thomas suona una cover dei Cure “A Forest”. Inoltre durante questo concerto ha fatto anche ascoltare una nuova canzone intitolata Locust.
Cerco di andare al Bravo dove suonano i New Order ma avvicinarsi e’ impossibile, rimango ben fuori e mi accontento di ascoltare un paio di canzoni e di intravedere gli schermi.
La mia avventura al Festival Lowlands e’ finita, sono stanca soprattutto perche’ tutto e’ abbastanza lontano e il programma da seguire su 11 palchi e’ comunque tanto da camminare sotto un tempo non sempre clemente. Ho fatto un’ottima esperienza, ho sentito quasi sempre bella musica 🙂 e mi sono divertita.
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