Photogallery e Report: Subsonica – Pala Alpitour, Torino, 14/15 Febbraio 2019

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Si balla, si balla forte e per tutto il tempo.
La sintesi estrema di questo nuovo tour dei Subsonica sta tutta lì. Un battito continuo, forsennato, che non vorresti fermare mai. Certo, se la scaletta parte con Discolabirintoe Nuova Ossessionetra i primi pezzi, cosa puoi aspettarti? In più ammettiamolo: di canzoni ballabili nel nuovo album 8 ce n’è davvero parecchie: come portarlo in giro nei palazzetti meglio di così?

A Torino coi Subsonica è sempre una questione d’amore. Vi sembra forse un caso che una delle due date al Pala Alpitour sia stata proprio a San Valentino? E che nonostante il solito tran tran di cene e appuntamenti romantici, Samuel & company abbiano fatto tranquillamente sold out?

“Che belli che siete quando ballate. Vi do ufficialmente il premio del miglior pubblico del mondo”

I torinesi se lo prendono volentieri il complimento che Samuel fa loro dal palco, alla fine di Liberi Tutti. Dopo Jolly Roger, Fenicee Punto Critico abbiamo giusto iniziato a scaldarci.
Sotto la Mole – si sa – i  Subsonica giocano in casa. Non solo, ormai sono da anni un simbolo e un tassello storico dell’evoluzione contemporanea della città. La voce di Samuel ha cantato la voglia dei torinesi di scappare dallo stereotipo, che li voleva prigionieri di una catena di montaggio grigia e fredda. I versi di Casacci hanno articolato per i ragazzi degli anni ‘90 e 2000 nuove parole di ribellione. Tra i sotterranei dei Murazzi, ballando sui loro pezzi, abbiamo liberato la nostra voglia di vita e di creatività e dal 1996 Torino sarà sempre meno grigia e meno fredda di quanto non fosse prima. Insomma, i Subsonica hanno cantato la nostra anima e nessuno qui potrà mai dimenticarlo.

Non è un caso che, tra un pezzo storico e uno del nuovo album, salga sul palco una gradita guest star sabauda: Willie Peyote, uno dei migliori rapper sulla scena, nato anche lui all’ombra della Mole, che in 8 accompagna Samuel e i ragazzi su L’incubo. I Subsonica ricambiano il favore artistico suonando con lui la sua I Cani, per poi concludere il cameo con Radioestensioni.

“Aurora è una bambina dentro ciascuno di noi e continua a sognare, anche se dal cielo cadono meteoriti e merda”

Aurora sogna, anche questa notte al Pala Alpitour. Stringhe di codice si sovrappongono alle loro inquadrature sui ledwall, rievocando l’immaginario cyberpunk che da anni è una delle suggestioni fondamentali della band. Sono anni che i Subsonica non fanno un concerto come si deve in città: l’ultimo era stato nel settembre 2016, alla chiusura del tour dei 20 anni. Quella volta, al Festival Ritmika – in cui avevano suonato con loro Johnson Righeira, i Linea 77 e i 99 Posse – la scenografia era la periferia di Torino. Sopraelevate e treni notturni si intravedevano all’aperto dietro alla venue. Stasera, invece, una decina di piattaforme a led e una fila di palchi mobili aggiungono gli effetti speciali a uno show già energico di suo. Così le tastiere di Boosta e la batteria del Ninja si avvicinano o si allontanano dal pubblico, facendo muovere e saltare Samuel, Max e Vicio come in un bizzarro Super Mario elettrorock. E la t-shirt Krakatoa di Samuel? Vogliamo parlarne? Non ce la faccio, troppi ricordi…

“Ci sarebbero tantissime cose da dire sul palco della nostra città, dopo 20 anni di carriera con la stessa formazione. Le sintetizziamo in un’unica parola: GRAZIE. Questa carriera è anche VOSTRA”

Max, con il suo calmo carisma, prende la parola.
“In tanti anni di percorsi si viene accompagnati da tanti amici. Il brutto degli amici è che alle volte si perdono: questa canzone è dedicata a Carlo Rossi…” Arriva il momento di Le Onde, il pezzo che hanno dedicato al geniale produttore scomparso nel 2015, che oltre ad aver lavorato con loro per anni e anni ha collaborato anche coi Litfiba, Caparezza, Baustelle, Paola Turci, Ligabue, Nina Zilli, Jovanotti e decine di altre stelle della musica italiana. Dopo due ore a saltare su pezzi tiratissimi questa pausa così delicata risuona ancora più commovente.

Tra il tempo e le sue onde che suono sentirai?

Ci avviamo alle battute finali. Dopo l’omaggio a Carlo Rossi, la città si stringe a loro con Il Cielo Su Torinoe gradualmente, in crescendo, salta ancora su Benzina Ogoshi. 

“Bene, ragazzi, adesso il concerto è finito, fuori dal cazzo. No? Ancora? Ne volete ancora? Ma ci volete come Bruce Springsteen? Seeee, come no…!”

Il concerto si chiude con gli ultimi due pezzi. Prima Tutti i Miei Sbagli, presentata come se fossero ancora al festival di Sanremo. Una canzone per la quale loro stessi sembrano nutrire uno strano mix di amore / odio, ma che per i fan risuona come un misterioso e autentico incantesimo. Infine ci salutano con l’immancabile Strade: le stesse che percorreremo per tornare a casa, le stesse che risuonano ad ogni passo delle loro canzoni.

Perché ascoltare i Subsonica e ascoltare Torino è un po’ la stessa cosa…

Testo e foto di Fabrizio Furchì

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