COEZ live allo Sherwood a Padova (22.06.2018)

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Sono passati alcuni giorni dal concerto di Coez allo Sherwood Festival, che è stata prima tappa del tour estivo del cantautore romano, partito dalla città di Padova. In questi giorni ho pensato come sempre a cosa scrivere, ho metabolizzato le emozioni provate durante live e finalmente ho un quadro ben preciso di quello che ho da dire riguardo al fenomeno COEZ, scoppiato solo da qualche anno.

Se il primo album di Silvano Albanese risale al 2009 (“Figlio di nessuno”), dopo diverse esperienze di collettivi (collettivo Brokenspeakers), la vera svolta nella carriera dell’artista avviene nel 2013, col disco “Non erano fiori”. Il vero boom, però, è il 2017: “AMAMI O FACCIO UN CASINOOOOO” rimbalzava di radio in radio, e non solo le ragazzine la cantavano a squarciagola ovunque.

Sono partita con aspettative quasi nulle, come spesso accade quando mi trovo per la prima volta a vedere un artista dal vivo, e invece mi sono trovata davanti un live coinvolgente, che spazia dai ritmi romantici di “Jet”, “Le luci della città”, “Faccio un casino”, “La musica non c’è” e “Le parole più grandi” a quelli più scanzonati e ritmati di “Forever alone”, “Hangover” e “Costole rotte”. Qualche calo di voce non è mancato, così come qualche attacco mancato, ma va bene così, è tutto più vero ed emozionante.

Il live allo Sherwood a Padova, con più di 5000 biglietti venduti in prevendita, è stato intenso e caldissimo, il pubblico era in delirio. Era bellissimo vedere gente di ogni età cantare a memoria i pezzi vecchi e quelli nuovi, ed è stato questo sicuramente l’aspetto più emozionante dell’intero concerto.

E quindi bravo Silvano, è stato bello urlarti “Daje Silva’!”, mentre tutti intorno impazzivano per il tuo accento romano e cantavano a squarciagola tutti i tuoi pezzi. Bravo Silvano perché ci hai creduto, ci hai creduto tantissimo, anche quando non ti hanno accettato i pezzi a Sanremo (e ora sappiamo anche quali pezzi ti hanno scartato). Ci hai creduto così tanto che ogni tuo concerto, da un anno a questa parte, brulica di gente che impazzisce per la tua musica. (e noi personalmente anche per quel bomberino molto ’80s che indossavi l’altra sera!).

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