‘Nothing Is Still’ il disco che segna il debutto di Leon Vynehall, disponibile dal 15 giugno

0
TRACKLIST
From The Sea/It Looms (Chapters I & II) | Movements (Chapter III) | Birds On The Tarmac (Footnote III) | Julia (Footnote IV) | Drinking It In Again (Chapter IV) | Trouble – Parts I, II, & III (Chapter V) | Envelopes (Chapter VI) | English Oak (Chapter VII) | Ice Cream (Chapter VIII) | It Breaks (Chapter IX)
Ascolta ‘Envelopes’ di Leon Vynehall
Si chiama ‘Nothing Is Still’ il disco che segna il debutto su Ninja Tune per Leon Vynehall, disponibile dal 15 giugno in digitale, vinile e cd.

Anticipato dal singolo ‘Envelopes‘, il secondo album di Vynehall scava nella memoria delle vicende familiari dei suoi nonni, emigrati a New York negli anni ’60 dal sud est del Regno Unito e dopo un lungo viaggio di sette giorni via mare, da Southampton a Brooklyn. Storie venute alla luce solo quattro anni fa, dopo la scomparsa del nonno.

‘Sapevo che avevano vissuto negli Stati Uniti e avevo ascoltato molti aneddoti, ma è stato solo dopo la morte di Pops che ho iniziato a diventare apertamente curioso al riguardo’, dice Vynehall. ‘La mia Nan mi ha mostrato alcune polaroid del loro tempo lì, del suo lavoro di cameriera durante il New York Mayor’s Ball nel ’66 e con Pops a cavallo in un ranch in Arizona’, aggiunge.

La produzione dell’album è stata abbastanza naturale, ispirata da alcune conversazioni in famiglia con l’intento di dare fisicità e meraviglia al progetto discografico, come fossero elementi di accompagnamento di una novella e i cortometraggi che ampliano la portata e il contesto della narrazione sonora. Tutto questo è stato ulteriormente amplificato dall’uso del “George Washington Bridge, NYC“, un’opera dell’artista visivo Pol Bury, tratto dalla collezione “Cinétisation” e usata per l’artwork dell’album (con il permesso concesso a Vynehall dalla moglie di Bury). L’opera d’arte è stata creata a New York nello stesso momento in cui si svolge la storia dell’album.

Leon Vynehall ha pubblicato due EP, l’album ‘Music For The Uninvited‘ (3024), un disco ispirato ai nastri funk, soul e hip-hop che sua madre era solita mettere in auto durante i viaggi in macchina, diventato nel 2014 ‘Best of The Year’ di Pitchfork, FACT e Resident Advisor, che lo ha definito ‘uno dei dischi House più eclettici e gratificanti che ascolterai durante l’anno’, e ‘Rojus‘ nel 2016 (Running Back) che lo ha visto coinvolto per la prima volta su differenti livelli sonori, producendo atmosfere più deep. Anche questo lavoro è stato acclamato dalla critica, ‘Album dell’anno‘ per DJ Mag e ‘Best New Music‘ di Pitchfork per il singolo ‘Blush’.

‘Nothing Is Still’ è invece provocatoriamente atmosferico e mette in luce la passione dell’artista  verso i primi compositori minimalisti contemporanei come Gavin Bryars e dischi  fondamentali come ‘Koyaanisqatsi‘ di Philip Glass e ‘A Rainbow In Curved Air’ di Terry Riley.

Scritto e per lo più eseguito da Vynehall con Finn Peters (sassofono e flauto) e Sam Beste (piano) ai Konk Studios di Londra, le dieci composizioni di ‘Nothing Is Still’ sono state  arrangiate da Amy Langley, mixate da Blue May e masterizzate a New York da Sterling Calbi allo Sterling Sound.

Oltre ad essere rispettato per la forza della sua produzione musicale, Vynehall ha acquisito una credibilità come DJ e curatore artistico, collaborando da anni al Glastonbury, Field Day e Sonar.

Share.

About Author

Comments are closed.