Lunedì 12 settembre al
MAGA di
Gallarate (VA) Michele Gazich presenterà il nuovo album “
La via del sale” in anteprima nazionale (inizio ore 18.30, ingresso libero fino ad esaurimento posti, per prenotazioni:
info@caru.com,
michelegazichbooking@gmail.com).
Gazich dialogherà sulle canzoni contenute nella sua ultima opera con
Gianni Zuretti della rivista musicale
Buscadero ed eseguirà poi una manciata di brani accompagnato dallo storico collaboratore
Marco Lamberti. Al MAGA sarà inoltre possibile acquistare il disco in anticipo rispetto alla data di uscita.
Sempre il 12 settembre verrà pubblicato in anteprima su Repubblica il videoclip firmato da
Enrico Fappani e dallo stesso Michele Gazich del brano “
Storia dell’uomo che vendette la sua ombra”, primo estratto da “La via del sale” che vede la partecipazione di
Rita “Lilith”Oberti.
“La via del sale” è il settimo lavoro dello scrittore di canzoni e violinista bresciano – già a fianco di songwriters come Michelle Shocked, Mary Gauthier, Eric Andersen e Mark Olson – e sarà disponibile su etichetta fonoBisanzio con distribuzione IRD dal prossimo 29 settembre, a due anni dal precedente lavoro “Una storia di mare e di sangue”.
La tracklist de “La via del sale” comprende undici canzoni cantate da Michele Gazich con una voce che si è fatta negli anni sempre più intensa, vera e dolente.
“Un tempo – spiega Gazich – il sale era prezioso come l’oro e preziose erano anche le vie attraverso le quali veniva trasportato in tutto il mondo conosciuto: queste vie oggi hanno perso il loro senso originario e i luoghi che esse percorrevano sono abbandonati, quasi dimenticati. Un giorno anche gli oleodotti saranno dimenticati.
Sopravvivono ancora, tuttavia, musicisti e strumenti tradizionali legati ai tempi che furono, quando la via era importante. Ho recuperato questi strumenti arcaici e li ho accostati al mio violino, alla mia voce e ad altri voci e strumenti decisamente contemporanei, perché non volevo realizzare un’operazione nostalgica e revivalistica o un calligrafico esercizio di stile che non turbasse le coscienze. La vita è troppo breve per giocare. Ho perciò strappato questi strumenti alle loro terre e ho contestualizzato il loro rimpianto, il loro grido e il loro lamento in musiche e parole che ho composto oggi – qui ed ora – per raccontare l’Europa di oggi, fatta di resti industriali, maestose rovine del terziario, biblioteche sommerse dalle acque, città distrutte, migrazioni e barricate: le nostre contemporanee Vie del sale.”
Ricca è la tavolozza strumentale de “La via del sale”, che include strumenti contemporanei, strumenti della tradizione classica e strumenti popolari che mai hanno avuto cittadinanza al di fuori dei loro ambiti, come il piffero dell’Appennino (un oboe popolare dal suono dolce e potente) e la zampogna del Sannio (dove la zampogna nacque, in epoca pre-romana). Il tentativo, riuscito, è l’edificazione di un folkrock effettivamente italiano, senza prestiti anglosassoni o americani; risonante di strumenti folk realmente nostri e di melodie che rievocano la tradizione e la musica colta italiana e del mediterraneo, senza paura di contaminare i generi.
Tutte queste caratteristiche, e molte altre che emergono ascolto dopo ascolto, fanno de “La via del sale” la testimonianza più viva e pulsante dell’essenza di Michele Gazich: artista sempre in viaggio animato da una dimensione di nomadismo artistico e di ricerca costante che è diventata esistenziale. Michele Gazich, sempre con il suo violino: incarnazione contemporanea dell’ebreo errante.
Link
http://www.michelegazich.it