“Liede non significa niente.
Lied è una parola tedesca, che sta per “canzone”, “romanza”.
Ma l’ho scoperto dopo.
Liede è il nome di un fiume olandese e di una fermata della metro (o addirittura un quartiere?) di Guangzhou, città della Cina più nota come Canton.
E anche questo l’ho scoperto dopo.
A me Liede ricorda due opposti: leader, che non mi appartiene affatto, e lieve, aggettivo col quale mi ritrovo ben più a mio agio. Liede sono io, e scrivo e canto canzoni.”
Liede (Francesco Roccati, 27, Torino).
Nel 2015 trova bozze di testi in lingua italiana scritti da sé medesimo durante gli anni precedenti, anni in cui capeggia un fallimentare ma amabile – soprattutto, da lui, amatissimo – gruppo indie-rock di ispirazioni anglofone, e si autoproclama ipso facto cantautore.
Visto che i suoi più cari amici non lo invitano a desistere, lui non desiste e dedica anima e corpo a cercare di portare avanti questo suo mestiere.
Attualmente gli bolle nel laptop l’album d’esordio, anticipato dai singoli “Sono Sommerso” e “Finte Intellettuali”.