EuropaVox 2016: live report

0

Clermont Ferrand può essere conosciuta come il posto da cui è stata lanciata la prima Crociata (oh, davvero la nostra guida è stata “vittima” di ciò), come casa della Michelin, o il posto dove Pascal fece i suoi esperimenti sulla pressione atmosferica. Ma non solo. Da dieci edizioni si tiene Europavox, piccolo gioiellino meno conosciuto di altri festival ma davvero sorprendente.

Nato da un’idea di François Missonnier, che è anche responsabile per il Rock en Seine, il festival si propone di riunire artisti provenienti da tutta Europa al fine di promuovere la vasta gamma di talenti musicali che possiamo trovare nel continente e che spesso i grandi broadcast ignorano. Quindi la missione è quella di trovare l’unità europea nella diversità di espressione. Cosa che lo staff e i fondatori del festival stanno cercando di esportare anche in altri Paesi, dove l’idea non è poi così realizzata anche se magari più radicata. Ma in odor di Brexit queste cose vanno spinte sempre di più, a nostro parere.

Go!zilla live at Europavox #gozillaband #europavox2016 #livemusicphotography #shotoncanon

A photo posted by Francesca Fiorini Mattei (@frannola) on


Anzitutto Europavox coniuga gli indoor agli outdoor festival: nella zona del Parco del Primo Maggio c’è un palco all’esterno dove gratuitamente si sono esibiti artisti sorprendentemente fighi (io della musica della Romania ad esempio non sapevo nulla, e invece i Golan hanno stoffa) tra cui anche i nostri eroi Go!zilla. In tutto questo, probabilmente per accontentare il pubblico di casa, si esibisce anche una buona quota di gruppi francesi. Nonché c’è da dire che la piccola cittadella della musica (che comprende il Polydome e la Cooperative de Mai) è uno spazio che in meno di 100 metri raccoglie quella che è una settimana di musica di ottimo profilo ma soprattutto con un senso generale nella lineup: questa infatti è un’ottima occasione per scoprire musicisti che raramente riescono a varcare le frontiere dei loro paesi d’origine e per ascoltare le creazioni di artisti europei che davvero potrebbero riuscire a superare l’euroscetticismo.

E’ quasi in secondo piano parlare in dettaglio di Musica, visto che il festival è così un unicum culturale che difficilmente si scindono le due cose. Per quattro giorni si sono alternati artisti soprendenti ad alcuni con fama e pubblico già consolidate. Se purtroppo chi vi scrive ha dovuto saltare gran parte del programma del venerdì a causa di ritardi nei trasporti dovuti allo straripamento della Senna, in ordine sparso possiamo segnalarvi cose che hanno impressionato di più: una splendida Sara Hartman , che avevamo già visto come opening act di Ellie Goulding, il soul di Faada Freddy, la sicurezza dei vincitori EBBA Carnival Youth, i sorprendenti Repetitor, l’eccellente stella pop Kentaur, i chiacchieratissimi LUH, gli psichedelici olandesini Pauw, i fortissimi giovinastri The Academic, i fulminati (in senso buonissimo) finlandesi Have you ever seen the Jane Fonda Aerobic VHS, la nuova stellina pop Jain. Apprezzatissimo anche il piccolo angolo metal, con gli sloveni The Canyon Observer e gli Scarred sul palco della Petite Coopé. Genere spesso epurato da altre lineup, e quindi anche questo è un punto a favore del festival francese.

A bientot!

Share.

About Author

Comments are closed.