ILARIA PASTORE: esce il 6 maggio il nuovo disco IL FARO LA TEMPESTA LA QUIETE, nove canzoni lievi che si siedono accanto a chi ascolta

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Sarà disponibile dal 6 maggio su etichetta Tiktalik / Rollover Production “Il Faro la Tempesta la Quiete”, il nuovo disco della cantautrice Ilaria Pastore, successore dell’esordio “Nel mio disordine”. Sono passati alcuni anni fra i due lavori, ma questo periodo di tempo non ha visto Ilaria stare con le mani in mano. La cantautrice milanese ha infatti suonato le proprie canzoni in centinaia di date nel nostro Paese e all’estero, portando confrontandosi come cantante e musicista con gli ambiti più disparati (teatro, musical, classica contemporanea, musica e bambini).

Così questo nuovo lavoro, prodotto da lei stessa con la collaborazione di Gipo Gurrado agli arrangiamenti, presenta un’autrice decisamente in crescita, che è tornata a incidere sulla spinta di un’esigenza molto forte e nel solco di un’evoluzione che, rispetto all’opera precedente (ben accolta dalla critica e premiata anche a Musicultura con la targa “Un certain Regard” come miglior performance con il brano “Ora”), è evidente e feconda.
Il songwriting di Ilaria Pastore è facilmente riconoscibile fin dalle prime battute, ma lungo la tracklist viene declinato in molteplici forme e atmosfere differenti, accomunate da una voce che fa rilucere le parole e da arrangiamenti per lo più acustici a base di pianoforte, chitarre, archi, batteria, fiati e cori.

E’ un disco fresco “Il Faro la Tempesta la Quiete”: le canzoni sono orecchiabili ma anche ricche di particolari che emergono ascolto dopo ascolto. A volte infilano d’ironia con qualche sottile provocazione, altre volte procedono su quel mood chiaroscurale che è di chi attende l’alba. Ed è un disco che rimane sempre lieve, vicino; si siede accanto a chi ascolta e gli parla, così, semplicemente, con intensità, e con una sua nudità.
A livello musicale le melodie sono accoglienti, densamente emozionali, mentre gli arrangiamenti lavorano sui brani con quel piglio d’artigiano frutto di lunghe riflessioni sulle scelte da compiere ma anche di improvvisazioni dell’ultimo momento. Per la prima volta Ilaria Pastore non ha suonato la chitarra in tutte le tracce ma ha lasciato, come spiega lei, “che fosse la voce la vera protagonista, mentre le mani di altri tessevano la trama attorno a me e alle mie parole. Con fiducia, rischio consapevole e fiero”.

Ci sono tutte le migliori caratteristiche di un disco di musica d’autore ne “Il Faro la Tempesta la Quiete”. Anzi: di Musica d’Autrice. Perché è in tutto e per tutto il disco di una donna. “C’è un momento – racconta Ilaria – in cui, nella vita di una ragazza, cambia qualcosa dentro. E’ un clic. Un interruttore si auto posiziona su “on” e sei una donna, da quel momento. E questo ti permette di tirare fuori anche una grossa parte maschile, che secondo me è molto presente in questo lavoro”.
Sarà allora per questo motivo “femminile” che i brani hanno la capacità di parlare a chiunque dicendo cose vere, “pensieri che sul serio hanno attraversato la mia testa e la mia anima”, portandoci ad essere tutti lì. A cercare un faro, fra la tempesta e la quiete.

Link
http://www.ilariapastore.it

(foto Cristiano Mugetti)

Biografia

Ilaria Pastore si muove fra il cantautorato, il teatro, la musica contemporanea, l’insegnamento e gli eventi dedicati ai più piccoli.
Fa parte del cast di “Modì – l’ultimo inverno di Amedeo Modigliani”, musical d’autore scritto e diretto da Gipo Gurrado, nel quale ha collaborato alla realizzazione degli arrangiamenti vocali, appartenendo al cast in un doppio ruolo e, per la prima stagione, facendo parte anche della band dal vivo. Con questo spettacolo si è esibita a Milano (una settimana di sold-out la prima stagione al Teatro Leonardo da Vinci), Genova, Lugano e in altre città.
Collabora da anni come voce narrante e musicista con l’attore, scrittore e regista Luca Chieregato in uno spettacolo di storia canzone basato sulle fiabe di quest’ultimo, scritte per adulti e bambini. Un progetto che è sfociato nel disco “Storie per crescere, note per sognare” prodotto dal Teatro Pan, che raccoglie cinque fiabe scritte da Luca e le musiche di Ilaria.
E’ inoltre la voce del Tudìp Ensemble, quintetto composto da strumenti per lo più classici (clarinetto e clarinetto basso, violino, fisarmonica, chitarra acustica, voce), che propone un repertorio italiano dagli anni ’20 agli anni ’80, riarrangiato in chiave di musica contemporanea. Il progetto gira fra teatri, house concert e importanti Festival ed è stato inserito anche fra le proposte di musica colta del Teatro San Carlo di Napoli.
Ilaria è anche insegnante Aigam (Associazione Italiana Gordon per l’apprendimento musicale), specializzata quindi nell’insegnamento della musica secondo i principi della Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, che utilizza voce e corpo in movimento come unici strumenti per il dialogo musicale. Si occupa principalmente della fascia 0-6 anni, per i quali tra l’altro organizza eventi di musica dal vivo, fra cui uno di recente al Teatro Elfo Puccini di Milano.
La sua attività principale è però quella di cantautrice, che l’ha portata ad esibirsi in centinaia di concerti in Italia e all’estero (Francia, Messico, Svizzera, Belgio). Nel 2010 ha pubblicato il disco “Nel mio disordine”, arrangiato e prodotto da lei e dal chitarrista e produttore Gipo Gurrado, in collaborazione con Lucio Fasino e Antonio Fusco.
Al Festival Musicultura del 2013, con il brano “Ora” contenuto nel disco, ha vinto la Targa “Un certain Regard”, come miglior esibizione.
Nel 2016 pubblicherà il nuovo lavoro “Il Faro la Tempesta la Quiete”, prodotto interamente da lei con gli arrangiamenti e la direzione musicale di Gipo Gurrado.
Nove canzoni nate in punta di chitarra che poi hanno incontrato pianoforte, archi, batteria, fiati, cori, con la voce di Ilaria a fare rilucere le parole e le melodie accoglienti, a costruire densità emozionali.
Un lavoro fresco, orecchiabile, che a volte infila d’ironia con qualche sottile provocazione, altrove procede su quel mood chiaroscurale che è di chi attende l’alba. Ma è sempre lieve, vicino; le sue canzoni si siedono accanto a chi ascolta e gli parlano, così, semplicemente, e con una loro nudità.
Musica d’Autrice, più che d’autore, ma capace di dire a tutti con grande intensità.

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