Il 1° aprile esce ‘I AKA I’ di Ash Koosha, musicista e filmaker dell’avanguardia culturale iraniana

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‘If it’s love songs you’re after, Tehran-born and London-based Ash Koosha may be more fruitful for the scientifically minded musicfan rather than the sentimental’  
The Guardian
Si chiama ‘I AKA I’ il nuovo album di Ash Koosha, atteso nei negozi l’1 aprile su Ninja Tune.
 
Lodato per la sua ‘musica elettronica da stati di allucinazione’ (Pitchfork) e ‘dal beat intimo ed elegante’ (Guardian), Ashkan Kooshanejad ha già ricevuto consensi unanimi per il debutto ‘Ruud‘, che si trova tra i ‘Best Albums of 2015’ di Fact Magazine ed è stato supportato da artisti del calibro di Run The Jewels ed Empress Of.
Iraniano di nascita ma esiliato a Londra, è riuscito ad imporsi in poco tempo all’attenzione della community di Arca, Haxan Cloak, Amon Tobin e Flying Lotus,  condividendone qualità artistiche ma mantenendo uno stile ben personale. Seguace della sinestesia (la capacità di vedere il suono), Koosha ha cercato di sistematizzare questa opportunità trattando il suono ‘come una materia fisica, che può essere suddiviso, liquefatto, ricalcolato o spazialmente posizionato.’
 
Lavorando principalmente in presa diretta con le sue registrazioni e trattando ogni sorgente come un oggetto fisico, Koosha stringe, allunga, distorce e plasma unità di suono – anche grazie al suo background di musica classica, persiana e occidentale, proveniente da studi al Conservatorio di Teheran – per arrivare a strutturare e modellare il risultato ottenuto con movimenti originali, un processo che lui definisce ‘trovare la geometria in suoni.’
 
I quarantaquattro minuti delle quindici tracce sono parte di una struttura più grande, ma la struttura stessa è costantemente autoalimentata dalle sue componenti, una sorta di estetica jazz con nessuno dei suoni o cliché del jazz: ‘io non limito le particelle del suono. Ho lasciato che il loro comportamento mi sorprendesse per trattare con il caos.’, dice Koosha con un atteggiamento quasi rinascimentale. 

Guarda il video di ‘Mudafossil, tratto da ‘I AKA I” 

Tra i progetti paralleli dell’iraniano c’è anche il cinema, con un film in arrivo nel 2017 dal titolo di ‘Fermata‘, per il quale è regista, produttore e autore della colonna sonora, interpretato da Will Firth, il figlio di Colin, e ‘No one Knows About Persian Cats’, sulla scena musicale underground iraniana e premiato a Cannes nel 2009 con lo speciale‘Certain Regard Prize‘. Dopo la pubblicazione di ‘I AKA I’, Ash Koosha pubblicherà il primo album di realtà virtuale del mondo,  prodotto insieme al codificatore Mangosh Prunier (evvvvil), una ‘post music-video experience’ presentata in anteprima dopo l’estate con un evento in partnership con le il brand di cuffie Oculus Rift.

Per ora concentriamoci sulla musica incredibile di questo secondo lavoro, una musica frastagliata, selvaggia ed estranea, ricca di un’anima strana e scintillante, con le parole del suo autore:
‘Per me questa esperienza non è quello imposta dal compositore all’ascoltatore,’ dice,‘ma solo il riflesso delle emozioni di chi ascolta. Il compositore tiene solo lo specchio in mano. Quello che si vede nello specchio sono le vostre paure, le rabbie, i sentimenti, e la qualità ancora tangibili di uno straniero pieni di tali emozioni.’

TRACKLIST

1. Ote
2. Feather
3. Eluded
4. In Line
5. Mudafossil
6. Hex
7. Ooh Uhh
8. Biutiful
9. Fool Moon
10. Make it Fast
11. Shah
12. Snow
13. Growl
14. Too Many
15. Needs

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