Johnny Mox & Above The Tree presentano il loro progetto Stregoni

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S T R E G O N I
(Johnny Mox+Above the Tree / Ita)
Stregoni è un progetto che nasce con l’obiettivo di dare un suono preciso allo sgretolamento della politiche europee in materia di immigrazione e diritti umani.Johnny Mox e Above the Tree, titolari di due tra le proposte più innovative e visionarie in circolazione, uniscono le forze in un progetto inedito in collaborazione con il Centro informativo per l’immigrazione della Provincia Autonoma di Trento. Electro-tribalismo, hip hop, psichedelia, afro e gospel si fondono con la musica che risuona nella cuffie dei migranti respinti alla frontiera. Sul palco assieme a Mox e Above the Tree ci saranno di volta in volta musicisti di ogni estrazione e provenienza in un vero e proprio laboratorio-live di Stregoneria.
“Away with walls, away with borders, no one is illegal”.

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S T R E G O N I

Quanto conosciamo delle storie e della musica che arrivano nelle nostre città attraverso i migranti?

Stregoni è il tentativo di comprendere attraverso il linguaggio sonoro quello che sta accadendo dentro e fuori dai confini di un continente segnato dalla più grande crisi politica dalla nascita dell’Unione. Un vero e proprio laboratorio musicale dal vivo, che attraverso una serie di concerti-workshop organizzati nei centri profughi cerca di raccontare quello che accade ogni giorno non in mare, non ai confini del deserto, ma nelle nostre città.

Una colonna sonora che vuole raccogliere tutte le voci e le musiche di chi si sposta a fatica lungo i confini del Vecchio Contintente. Se da sempre la psichedelia ha a che fare con il viaggio, una fuga immaginaria talvolta esotica, Johnny Mox e Above the Tree compiono il percorso inverso, raccontando il viaggio vero, i primi passi faticosi di un percorso che è appena cominciato e che ancora non si è concluso.

“Un giorno a Lampedusa ci faranno un museo. Come in America c’è Ellis Island, quando questi sbarchi finiranno, a Lampedusa verranno i figli, i nipoti di questa gente, a cercare negli archivi le impronte digitali, la fototessera dei padri e dei nonni. Qui si sta facendo la storia, ma non si coglie la gravità di quello che sta accadendo”
(Gabriele del Grande)

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