E’ disponibile da oggi in formato fisico o su
Soundcloud “
Malamore“, il nuovo disco di
Gian Luca Mondo su etichetta
Controrecords. Il terzo lavoro del cantautore ligure-piemontese – presentato in anteprima negli scorsi giorni su SentireAscoltare – si può acquistare scrivendo direttamente a Gian Luca oppure richiedendolo sulla sua pagina Facebook, su quella di Controrecords o di Macramè.
“Questo è un disco punk nella tradizione di Joe Strummer e Johnny Thunders” afferma Gian Luca Mondo nel raccontare “Malamore“. Ed in effetti questo nuovo lavoro, che arriva ad un solo anno dall’uscita del precedente “Petali”, ha tutte le caratteristiche di un disco dallo spirito punk.
Scritto quasi interamente di getto e registrato in tre-quattro giorni con la produzione dello stesso Carlo Marrone che aveva lavorato a “Petali”, “Malamore” è infatti composto da canzoni dirette, esplicite e con testi più brevi che in passato. Nell’approccio vocale Gian Luca Mondo rinuncia ai talkin’ blues e si lancia in un cantato con tanto di falsetti e un’irruenza che inevitabilmente rima con urgenza. E soprattutto nell’abrasiva essenzialità degli arrangiamenti (solo piano, chitarre acustiche ed elettriche urticanti, qualche grezza percussione) e nell’intenzione da “buona la prima” delle registrazioni brucia lo stesso impeto infuocato di Joe Strummer o Johnny Thunders, mentre ovunque aleggia la figura viva e presente di Lou Reeda cui in questo nuovo lavoro Gian Luca Mondo sembra inginocchiarsi più che mai.
Tutti aspetti perfettamente rappresentati dalla copertina con il suo acido bagliore bianco-bluastro e l’immagine volutamente a bassa risoluzione, mentre nel retrocopertina un’immagine “urlante” di Kafka Mondo (l’incredibile gatto Canadian Sphynx di Gian Luca) testimonia l’essenza primigenia di ciascuno dei brani di “Malamore”.
“Malamore” comincia con una title-track che è una preghiera a “una donna che ha la pelle di freddo vetro, e il suo piscio fa 40 gradi, e la lecco, la lecco davanti e di dietro”. E continua per un totale di dieci tracce – fra cui il primo singolo “Ringraziamento” (ascoltabile qui) – che insidiano la nostra tranquillità e ribadiscono ancora una volta, e in tutte le forme possibili, la forza salvatrice e dolorosa dell’amore. Dinanzi al quale ogni canzone, anche quelle che sembrano parlare di tutt’altro, è un atto purificatorio contro ciò che protegge e distrugge.
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